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domingo, 15 de setembro de 2013

VENERABILE P. MICHELE DI SANT’AGOSTINO: Vita deiforme e mariaforme

VENERABILE

P. MICHELE DI SANT’AGOSTINO

carmelitano

LA VITA

ALIMENTATA

DALLO SPIRITO

DI MARIA

(VITA MARIAFORME E MARIANA)

a cura di P. Santino Scapin, carmelitano

EDITRICE ANCILLA



PRESENTAZIONE



Ho letto con soddisfazione e piacere la traduzione del trattato sulla Vita mariæforme e mariana del Ven. Michele di S. Agostino, fatta dal P. Santino Scapin carmelitano.

Egli ha riportato con snellezza e brio in lingua italiana ciò che il Ven. Michele aveva scritto in latino, nel secolo XVII.

P. Santino usa un linguaggio molto spigliato che sa tener vivo l'interesse del lettore e lo rende desideroso di andare fino in fondo per conoscere una dottrina mariana che è rimasta quasi ignorata nella comunità cristiana.

Anzitutto P. Santino ha intermezzato ogni capitolo con sottotitoli che spezzano la lettura e mettono bene in risalto le varie sfumature della dottrina, rendendola più chiara e comprensibile.

Tuttavia il traduttore pur apportando queste novità, è rimasto fedele al testo del nostro mistico fiammingo. Questo va detto a lode, perché non si accolga la nuova traduzione con la consueta prevenzione che ogni traduttore sia un traditore.

Noi ci complimentiamo col P. Santino per la sua fatica letteraria ben riuscita, e ci auguriamo che il trattatello mariano abbia diffusione nell'assemblea cristiana e possa portare a conoscenza delle meraviglie spirituali che Dio compie in Maria.

Soprattutto auspichiamo che i fedeli pratichino la vera devozione alla Madonna, seguendo gli insegnamenti che il Ven. Michele ci ha impartito descrivendo la vita marieforme; questa, come ogni pratica ascetica, può essere esercitata con il nostro impegno e la grazia ordinaria divina, che Dio non nega a nessuno.


P. Stefano Possanzini, carmelitano

Institutum Carmelitanum – Roma





IL VENERABILE

MICHELE DI SANT'AGOSTINO

La vita



Il Ven. padre Michele di Sant'Agostino nacque a Bruxelles il 15 aprile 1621 e morì nel 1684 dopo aver assunto nell'Ordine Carmelitano vari compiti di rilievo. Fu professore di Teologia e di filosofia, maestro dei Novizi, priore, Superiore Provinciale della Provincia religiosa Flandro-Belgica. Fu ricercato direttore spirituale e sapiente formatore di anime.

Tra i cultori della Mariologia, Padre Michele è lo studioso che precorre il pensiero di San Luigi Maria Grignon de Montfort, sottolineando con forza l'aspetto della "pietà filiale, tenera e delicata" del devoto verso la Madre amabile, sotto la spinta del soffio dello Spirito di Dio.

Il nostro Venerabile viene qualche anno dopo l'inizio della Riforma carmelitana di S. Teresa d'Avila e si inserisce nel cuore delle varie Riforme che dopo il Concilio di Trento investono gli Ordini religiosi. Egli fece parte della più nota tra queste Riforme: quella Turonense che si sviluppò nella Francia del Nord e nel Belgio allargandosi via via a tutti i conventi carmelitani d'Europa.

Le Costituzioni che regolarono la vita dei Carmelitani prima del Concilio Vaticano II furono fortemente influenzate da questa Riforma che come compito precipuo del frate propone "lo studio della divina contemplazione, l'amore della solitudine e l'esercizio della preghiera" e solo parzialmente l'apostolato.


La mia traduzione


L'unica traduzione italiana della "Vita mariaeforme et mariana" risale al 1982 ed è delle Edizioni Monfortane. Il lavoro del traduttore, p. Ignazio del Bambin Gesù, O.C.D., fedele al testo latino del Venerabile, riesce in gran parte incomprensibile ai nostri occhi. E tale sarebbe rimasto se si fosse voluto rispettare il testo latino così contorto, farraginoso e con parole dal senso a noi tanto distante.

Nel 1992 ritornando da un lungo soggiorno a Medjugorje, presi il coraggio a quattro mani e mi accinsi a tradurre la Vita mariæforme.

In questi lunghi anni ho tradotto, ritradotto, sezionato il testo, l'ho adattato per ben cinque o sei volte dandolo da leggere a persone competenti, tra le quali il compianto p. Elia Monari O. Carm..

Finalmente mi permetto di mettere il frutto del mio lavoro sotto gli occhi del benevolo lettore il quale, se mai avrà conoscenza del testo latino, mi potrà dire se ho fatto un buon lavoro oppure ho tradito il pensiero del padre Michele; a lui e alla Madre amabile va il mio grazie. Come pure gratitudine riservo all'Editrice Ancilla che crede in questo minuscolo lavoro.



P. Santino Scapin, carmelitano

31 maggio 1998 - Pentecoste

Nel secondo anno in preparazione

al grande Giubileo del duemila

dedicato allo Spirito Santo








CAPITOLO PRIMO


l. In questo libretto desidero soffermarmi sul modo di rapportarci verso Maria Santissima, la nostra Madre amabile. Sono spinto a farlo per l'amore filiale che nutro verso di Lei e nella forma che mi suggerisce il Signore.


Vita deiforme e mariaforme


2. Entro subito nell'argomento. È necessario che noi viviamo in maniera deiforme, cioè come piace al Signore, secondo le esigenze della sua divina volontà.

Ma è altrettanto giusto che ci comportiamo in modo mariaforme, vale a dire secondo la volontà di Maria, Madre di Dio. Pertanto chi promette di esserle figlio devoto, farà in modo di esaminare se stesso e le sue azioni per vedere se sono secondo il desiderio di Dio e della Madre amabile.

Cercherà di avere in ogni cosa lo sguardo rivolto al Signore e a Lei. Prontamente e di buon animo eseguirà quanto avrà capito essere di loro gradimento ed eviterà accuratamente quello che a loro non piace.

3. Per condurre una vita di totale dedizione al Signore o deiforme, è necessaria la grazia soprannaturale, cioè l'azione dello Spirito Santo in noi.

Lo Spirito previene l'iniziativa dell'anima e la spinge a fare quanto deciso; le viene in soccorso nelle difficoltà, l'accompagna e la segue.

Se l'anima collabora fedelmente con lo Spirito Santo, allora vivrà una vita soprannaturale e divina.


Ogni grazia per le mani di Maria


4. Secondo il pensiero dei Padri della Chiesa, Dio ha deciso di non concedere alcuna grazia se non per le mani di Maria. Essi chiamano Maria collo della Chiesa, mentre Cristo ne è il capo, la testa. Da Cristo, capo della Chiesa, provengono tutte le grazie e le benedizioni celesti che passando attraverso Maria, collo della Chiesa, giungono a tutte le membra del Corpo di Cristo.

Tutti i favori divini sono, perciò, anche benefici e favori di questa Madre amabile. Non solo quindi la grazia soprannaturale, ossia lo Spirito Santo, opera e genera la vita divina nelle anime, ma anche la grazia e lo Spirito della Madre amabile operano e generano in esse la vita mariana gradita al suo Cuore.

5. Sant'Ambrogio, vescovo di Milano, si augurava che lo Spirito di Maria abitasse in ciascuno di noi e diceva: "Sia in noi tutti l'anima di Maria: essa esalti il Signore in noi. Sia in noi tutti lo Spirito di Maria: esso si rallegri in noi nel Signore, nostra salvezza". E io aggiungo: sia in noi tutti lo Spirito della Vergine affinché possiamo vivere per Lui, abiti in noi e così sarà Lui a compiere le nostre azioni. Il suo Spirito sia il principio che regola la nostra esistenza.


Chi trova Maria trova la vita


6. Maria stessa, per bocca della Madre Chiesa, parla così: "Il mio spirito è più dolce del miele" (Sir 24,27). E ancora: "Coloro che operano in me" cioè con la grazia acquisita attraverso di me, "non peccheranno" (Sir 24,30). "Chi troverà me, troverà la vita e si abbevererà alla salvezza del Signore" (Pro 8,35).

In un altro passo della Bibbia, Maria dice: "In me si trova la grazia di ogni via" (Sir 24,25), ossia la grazia per ogni particolare situazione in cui si trovano le anime che amano e cercano il Signore.

"In me si trova ogni speranza di vita e di virtù" (Sir 24,25). Come se la Madre amabile dicesse che nessuno, in qualunque stato o condizione spirituale venga a trovarsi, possa ricevere qualche grazia, possa nutrire speranza di vita eterna o di virtù cristiana se non ottenuta per le sue mani, come suo dono gratuito.


Cristo e Maria vivono in me


7. In tal modo l'anima devota, un po’ alla volta si abitua a condurre una vita divina gradita a Dio e contemporaneamente una vita mariana, di abbandono in Maria. Una vita che proviene dallo Spirito di Dio e da quello della Vergine Santa, ossia dalla grazia divina impetrata da Maria e ricevuta dalle sue mani.

Quando l'anima che ama Dio giunge a vivere la vita cristiana e divina in maniera stabile, può dire: "Non sono più io che vivo, ma vivono in me Cristo e Maria" (Cf Gal 2,20).

Oppure: "Lo Spirito di Gesù e di Maria che dimora in me, compie in me le sue opere" (Gv 14,10). È "l'unico e medesimo Spirito" (1Cor 12,11) di Gesù e di Maria che opera nell'anima.


8. A conclusione del nostro iniziale discorso si può affermare che Maria ha il suo regno ed il suo trono nell'anima accanto al trono del Figlio suo, Gesù. Più il regno di Gesù cresce e si sviluppa, più cresce e si sviluppa il regno di Maria.

Si realizza in tal modo la Parola della Scrittura: "La Regina sta alla tua destra" (Sal 44,10), perché il regno di Gesù ed il regno di sua Madre crescono insieme nell'anima. Gesù e Maria vi regnano in maniera concorde.


CAPITOLO SECONDO


Abbiamo visto come si possa praticare una vita deiforme e divina di totale dedizione al Signore. Ora ci resta da vedere e da dimostrare come si possa vivere una vita mariaforme e mariana, cioè di pieno abbandono in Maria.


Totale dedizione al Signore


l. Per vivere nel Signore occorre compiere la sua volontà sempre: in quello che è da farsi come in quello che è da evitarsi, anche se ciò procura sofferenza nel corpo o nell'anima, dentro di noi o fuori di noi, da parte degli uomini o degli spiriti maligni.

Occorre sopportare tutto con animo sereno e pieno di amore, con soavità e senza venir meno all'amicizia col Signore. Anzi, facendo in modo di avere sempre il cuore rivolto a Lui, desiderosi solo di Lui, quasi respirassimo Dio e la sua pace.

2. Anche Gesù faceva così: lasciava che il Padre che dimorava in Lui, compisse quello che voleva. Ma nello stesso tempo anch’Egli agiva, in armonia col Padre e in un atteggiamento di pace, di amore e di filiale rispetto, con lo sguardo sempre rivolto verso il suo Cuore paterno.


Pieno abbandono in Maria...


3. Allo stesso modo noi possiamo vivere in Maria, la nostra Madre amabile, in ogni nostra azione e sofferenza, in ciò che dobbiamo fare o evitare, in quello che la vita ci offre di bello e di brutto. Si cercherà sempre di conservare e di favorire una disposizione del cuore da figli: tenera ed innocente; un'atmosfera in cui si respira Maria, Madre amabile e diletta nel Signore.

Si stabilirà così un costante e meraviglioso flusso e riflusso di amore verso Maria e da Maria verso Dio.


...come un bambino


4. A volte lo Spirito Santo instaura la vita mariana quando l'amore verso il Signore raggiunge il massimo nell'anima, tanto da straripare verso Maria e da Maria ritornare a Dio.

Com'è accaduto a Santa Maria Maddalena de’ Pazzi che nel suo grande amore verso il Signore, era solita rivolgersi alla Vergine come ad una soavissima Madre. In Lei si rifugiava come un bambino: Le rivolgeva parole affettuose, tenere ed innocenti. Si comportava così anche durante le estasi che sicuramente erano opera dello Spirito Santo.

Di tali esempi sono piene le vite dei Santi, di S. Bernardo , di S. Piertommaso, di S. Giuseppe Hermanno e di tanti altri Santi.

5. Tale disposizione interiore si attua sia spontaneamente per opera dello Spirito Santo, sia attraverso frequenti atti d'amore indirizzati alla Madre amabile.

L'anima conserva in quest'ultimo caso un costante e soave ricordo di Maria. Si rivolge a Lei con naturalezza come fa quando, in ogni circostanza, ha la mente riconoscente e piena di amore rivolta al Signore.

Si abitua, infatti, ad essere sempre e in ogni luogo alla presenza del Signore e ad averlo nel cuore attraverso un continuo allenamento alla fede e con ripetuti atti d'amore. Si sente trasportata verso il Signore con tale sincerità e facilità di amore che le sembra impossibile dimenticarsi di Lui.


6. La stessa cosa capita a chi è devoto di Maria. Egli riesce a prendere l'abitudine di conservare nella sua mente la Madre amabile, di sentirsi suo amato figlio. Tutti i suoi pensieri, tutto il suo affetto hanno un unico sbocco: Maria e Dio. Tanto che gli sembra impossibile dimenticarsi della Madre amabile e del Signore.


7. In tale sublime stato interiore venne a trovarsi il carmelitano San Piertommaso, Patriarca di Costantinopoli. Nei suoi impegni di grande responsabilità, negli incarichi di legato apostolico, egli si rivolgeva a Maria con cuore di figlio; La considerava sua tenera Madre. Ogni sua azione era per amore di Lei e metteva Lei al primo posto in tutto.

Dal canto suo, Maria gli era sempre presente, lo consolava e lo circondava di affetto materno e di grande tenerezza.


CAPITOLO TERZO

Nella forza dello Spirito...


l. Quando lo Spirito Santo produce nell'anima un affetto filiale e tenero verso la cara Madre, tutto avviene con la massima spontaneità. La stessa natura umana subisce dei mutamenti. Diventa innocente, delicata e semplice. Assume comportamenti e modi di fare tipici di un bambino verso la Madre amorevole e cara. Si comporta con Lei con tanta innocenza. "L'amore di Dio è diffuso nel suo cuore attraverso lo Spirito Santo che le fu dato" (Rm 5,5).

In questo gioco amoroso, lo Spirito spinge, guida e indirizza l'anima. È Lui l'agente primario.


...tra le braccia della Madre


2. Voler bene così a Maria con tanta semplicità e purezza, non è altro che effetto della presenza sovrabbondante e traboccante dello Spirito Santo nell'anima. t lo Spirito che la spinge e teneramente la attira verso la Madre amabile.

L'anima piena di amore, corre tra le braccia di Maria e con Maria sale verso il Cuore di Dio; lo fa senza altri intermediari, senza creare impedimenti o disagi spirituali.

L'amore per il Signore e per la santa Vergine appare come una sola ed identica realtà che scorre nell'anima in maniera armonica, fino a quando l'anima non riposerà assieme a Maria in Dio, in una sconfinata pace.


3. Non finirò mai di ripetere che è "l'unico e medesimo Spirito" (1Cor 12,11) che produce quest'attrazione amorosa verso Dio e verso Maria, come e quando vuole. A volte ferisce l'anima di grandissimo amore e la rende come sposa sul cuore del suo diletto. Altre volte la depone come un bambino innocente tra le braccia della dolcissima Madre.


Ma se cessa l'azione dello Spirito...


4. Quando però viene a cessare l'azione diretta dello Spirito Santo, il devoto di Maria continua a sentire il dolce ricordo di Lei, un'amorevole attrattiva; ma non con la semplicità e tenerezza di prima, bensì con un amore più razionale, più maturo e più robusto. Anche se lo volesse, l'anima non potrebbe più comportarsi come prima, quando agiva sotto la guida dello Spirito, in maniera innocente e tenera. Un tal modo di fare le risulterebbe falso.


5. Quando, invece, è lo Spirito a operare secondo il suo volere, allora nell'anima ogni cosa procede in maniera naturale; dalle sue profondità, spontaneamente, senza alcun percettibile inganno o forzatura, mossa appunto dallo Spirito.


6. Verrebbe da pensare che nell'anima ci sono due diverse persone. Ora è l'una, ora è l'altra ad agire con compiti differenti, non in modo artificioso ma con semplicità, proprio come agisce la natura. Ora in un modo, ora in un altro. Tanto che l'anima stessa resta meravigliata di come in così breve tempo possano verificarsi in lei ora una disposizione interiore ora un'altra; ora una tendenza, ora un'altra in sé tanto diverse, anzi op~ poste. Quasi non si trattasse di una sola e identica erp

sona.

L'anima non vuole che tale gioco amoroso si guasti, perciò fa molta attenzione al suo intimo, a ciò che fluisce spontaneamente nel suo spirito: asseconda tutto con semplicità, senza forzature.


CAPITOLO QUARTO

Consacrare la propria vita a Maria

come la si consacra a Dio


l. Finora abbiamo visto come l'anima innamorata di Dio può anche vivere in Maria. Ora ci poniamo questa domanda: è conveniente e lecito vivere per Maria come è necessario vivere per Dio? Rispondo subito di sì.


2. L'anima che ama Dio, vive per Dio. Esercita e volge alla gloria del suo Signore tutte le proprie energie positive, la sua sensibilità e vitalità. Indirizza a Lui perfino le energie negative, le sue passioni e sofferenze. Mette al di sopra di ogni cosa la volontà di Dio e l'amore per Lui.


...perché venga il Regno di Maria


3. Allo stesso modo l'anima che si sforza di vivere per Maria tiene occupate, cioè impiega al servizio di Lei, le sue energie spirituali sia positive che negative; fa tutto per piacerle e per eseguire la sua volontà. Si pone al suo servizio perché la Mamma celeste riceva onore, amore e sia conosciuta; si attui infine il suo Regno in modo tale da introdurci e stabilirci nel Regno di suo Figlio Gesù.

Come viviamo, agiamo, soffriamo e moriamo per Gesù, così pure viviamo, agiamo, soffriamo e moriamo per Maria.


4. Come Gesù ha il suo Regno in noi, così è opportuno che Maria regni nei nostri cuori, disponga così di ogni nostra azione e sofferenza secondo i suoi piani e i suoi desideri. Attraverso la nostra collaborazione, Maria deve poter esercitare la sua piena regalità in noi.

Ne ha diritto in quanto "Regina del cielo e della terra" e "Regina dei giusti e di tutti i Santi". Maria non sarebbe Regina se non le competesse un qualche dominio e potere su di noi, se noi non fossimo tenuti ad organizzare la nostra vita secondo il suo volere e i suoi disegni finalizzandola alla sua gloria.


L'esempio dei Santi


5. San Piertommaso, grande Santo dell'Ordine carmelitano, aveva eletto Maria Regina del suo cuore e con tale titolo La venerava. Ogni giorno Le consacrava le sue azioni: tutta la sua vita era offerta a Lei e portava scolpito nel cuore il suo santo Nome, quale segno della sua perfetta sovranità.

San Gerardo mostrava pubblicamente di riconoscere la celeste Madre come sua Regina, recitando ogni giorno l'ufficio liturgico della gloriosa Assunzione di Maria al cielo. Ricordava così l'inizio della Regalità di Maria in cielo e sulla terra. Ad un simile riconoscimento egli condusse anche Santo Stefano, re d'Ungheria, il quale consacrò il suo regno terreno a Maria e ordinò ai suoi sudditi di proclamarla Signora e Regina.

Da questi esempi dobbiamo imparare a renderle onore con tutta la nostra vita.


Maria dà senso alla nostra esistenza


6. Maria è la Madre di tutti gli eletti. È giusto, quindi, che Le manifestiamo il nostro filiale e tenero affetto in ciò che facciamo o in ciò che evitiamo di fare; nell'attività come nell'inoperosità, nel vivere come nel morire. È giusto che Ella, dopo Dio, sia il motivo di ogni nostro respiro, scelta e speranza; che Maria dia senso alla nostra vita.

Convinciamoci fermamente di questo: sia che viviamo, viviamo per questa Madre e Regina; sia che moriamo, moriamo per questa Madre e Signora. Sia in vita che in morte noi siamo figli di Maria, Madre potente.

Mi sembra di sentirla dire, rivolta a noi: "Anche se avete molte nutrici, non avete, però, molte madri. Io sola, infatti, vi ho generato in Cristo Gesù" (1Cor 4,15).


CAPITOLO QUINTO

Chi ama Maria, vive per il Signore


l. Bisogna subito precisare che il nostro vivere e morire per Maria deve essere sempre indirizzato e ordinato a Dio. Lo stesso discorso vale anche per il culto e la venerazione dei Santi.

La Vergine benedetta, infatti, è orientata unicamente a compiere il volere di Dio. Per tutta l'eternità la Madre amabile non fa altro che vivere per il Signore, per realizzare ciò che a Lui piace, per amarlo e glorificarlo.


2. Chiunque perciò intenda vivere e morire per Maria, deve aprirsi sempre più al servizio di Dio, convergere a Lui. Non si può vivere e morire per Maria come se Lei fosse il nostro ultimo fine, o peggio ancora, quasi che noi, nella nostra devozione alla Vergine, ponessimo come scopo noi stessi o qualcosa che non è il Signore.


3. Al contrario. Aderendo a Maria con la vita e con la morte, noi intendiamo vivere e morire ancor più perfettamente in Dio e per Dio, facendo in tutto il suo volere e desiderosi solo di amarlo.

Vogliamo che si stabilisca sempre più in noi il Regno di Maria e che questo coesista (simul consistat) col Regno di Gesù, suo Figlio.

Il Regno di Lei, infatti, non è in contrapposizione col Regno di Gesù, anzi, tende unicamente ad esso.


L'amore per Maria deve sempre tornare a Dio


4. Chi ama il Signore ed è vero figlio della Madre amabile, fa sì che nelle sue azioni l'amore di Dio, "diffuso nel suo cuore dallo Spirito Santo che gli è stato dato" (Rm 5,5) scorra, vada verso Maria. Chi ama il Signore cerca tenero e soave rifugio in Lei; a Lei rivolge con amore la sua mente, ne serba dovunque grato e filiale ricordo, in un atteggiamento di profonda riverenza.

Faccia però attenzione che questo allargarsi dell'amore del Signore verso la Madre amabile, ritorni di nuovo, rifluisca sempre verso il suo termine ultimo: Dio. Non conferisca al suo amore nessun'altra ragione che Lui medesimo.


5. L'anima non corre alcun pericolo di deviare se nella sua devozione a Maria è mossa interiormente dallo Spirito Santo.

Sperimenterà allora che la vita vissuta per Lei non causa ostacolo alcuno alla vita vissuta per il Signore, bensì l'aiuta e la sprona.

L'amore di Dio, passando attraverso Maria, trova il suo sbocco definitivo in Dio tanto che al termine della vita l'anima si fonde con la Madre amabile per riposarsi nel Signore e raggiunge così la sua meta.


CAPITOLO SESTO

L'avventura più sublime: cercare Dio


l. Lo Spirito Santo e l'esperienza spirituale personale fanno capire con grande evidenza a certe anime che la vita mariana, unita inseparabilmente alla vita divina, si può dire ed è realmente di un grado più elevato dello stato di semplice unione con Dio, Sommo Bene, cioè della semplice vita mistica.

2. Noi comunemente ci esprimiamo così: Dio è l'unico e l'ultimo fine cui tenda l'anima, non c'è altro bene in vista del quale essa è stata creata. Tutta la felicità e la beatitudine dell'anima, sulla terra come in cielo, consistono nel raggiungere, contemplare, possedere, amare e godere questo Sommo Bene. Non si può desiderare niente di superiore ad esso. Non c'è avventura più sublime da tentare che quella di raggiungere Dio.


3. Tuttavia, sotto un altro aspetto, si può desiderare di salire più in alto di questo livello spirituale, raggiungere altre vette. Ecco come.

In cielo i beati sono sazi di gloria, di felicità e di gioia per il solo fatto di contemplare, amare e godere Dio faccia a faccia. La sua gloria è in loro, il suo amore li riempie. Egli è la loro felicità e ricchezza.


4. Ma è noto che oltre a questa beatitudine e gloria primarie, i beati godono di altre glorie e gioie secondarie. A ciascuno è dato secondo la grandezza dei propri meriti e secondo la volontà di Dio che elargisce i suoi doni a chi e come vuole.

Contemplano, per esempio, la santissima Umanità di Cristo, le sue gloriose Piaghe, la santa Croce, quali strumenti della loro attuale felicità. Vedono inoltre la gloriosissima Madre di Dio, il beato Giuseppe, suo sposo, e gli altri Santi. Hanno una chiara conoscenza di alcuni misteri divini e di altre simili realtà.

Di queste gioie un beato può essere più partecipe di un altro, può essere circondato di una gloria più sublime di un altro. In uno l'amore che riempie di felicità può essere più intenso che in un altro. È possibile abbracciare contemporaneamente più realtà che danno gioia.


5. Per lo stesso motivo ad alcune anime particolari sono concesse anche nella vita terrena grazie particolari, doni e favori. Sotto molti aspetti esse vengono rese uguali ai beati, innalzate ad un più alto grado di unione con Dio. A poco a poco esse raggiungono una più perfetta vita di amore con Lui, Lo vivono più intensamente.


Cercare Dio attraverso Maria

è ancora più sublime


6. A partire da queste considerazioni, la vita mariana unita alla vita divina di dedizione al Signore risulta essere più perfetta e di un grado più elevato della semplice vita contemplativa e di unione con Dio.

In un certo senso la vita mariana è duplice. È vita divino-mariana. È vita in Dio e in Maria.

In essa si contempla, si ama e si gode Dio in Maria e Maria in Dio.

Allorché lo Spirito Santo è diventato il principale motore dell'anima devota e abita le sue profondità, Dio in Maria e Maria in Dio sono costantemente presenti nella sua memoria durante la contemplazione, quando ama e perfino quando respira. Allora si può dire che essa conduce una vita divino-mariana in Dio e mariano-divina in Maria.

Se l'anima sotto la guida dello Spirito Santo, nelle sue azioni, pensieri e parole si spinge ad un più vivo amore, ad una sempre più grande stima verso queste due realtà, è evidente che vive per il Signore e per Maria.


Aperti alla vastità di Dio


7. La vita divino-mariana è più perfetta della semplice vita di unione con il Signore. Lo Spirito Santo, infatti, mette contemporaneamente l'anima in comunione con Dio e con la Vergine, senza che l'Uno sia di ostacolo all'Altro.

Li rende entrambi signori dell'anima.

Quindi, anche solo dal punto di vista estensivo, tale vita risulta più perfetta di quella di chi si limita ad occuparsi solo del Signore e delle cose che Lo riguardano direttamente. Anche per i beati del Cielo si verifica la stessa cosa. A rigor di termini è più felice quel Santo che ha più oggetti per cui provare gioia che colui il quale ha come unico oggetto Dio solo.


CAPITOLO SETTIMO

Immersi in Dio attraverso Maria


l. Cerco di essere più chiaro. Esiste la semplice vita contemplativa. Essa ha per oggetto la sola natura di Dio oppure qualcosa che lo riguarda strettamente, come la Santissima Trinità, la conoscenza, gli attributi e le divine perfezioni.

Ma si dà anche un altro tipo di vita contemplativa, il cui oggetto è Cristo, Dio e uomo. Dio nell'umanità assunta e l'umanità unita alla persona del Verbo.


2. Come si danno questi due diversi tipi di vita contemplativa: di Dio e di Cristo, di Dio e dell'uomo, così esiste una vita contemplativa di Dio in Maria e di Maria in Dio. Essa si occupa di entrambi. Considera con grande trasporto l'uno e l'altro oggetto: Dio e Maria, uniti tra loro in modo del tutto speciale, anche se non in maniera personale come avviene nell'umanità di Cristo unita alla divinità del Verbo.

La Santa Vergine è unita a Dio in modo quasi sostanziale, per grazia, in forma più sublime di qualsiasi altra creatura, anche la più santa.

Nella sua qualità di Madre, Maria, in un certo senso, è un'unica cosa col Figlio suo, col Dio incarnato di cui è Madre; perciò non La si può ammirare, amare ed onorare separatamente dalla divinità.


Nel grembo della Madre


3. Certe anime elette contemplano Maria così, cioè come un'unica realtà in Dio e con Dio, senza che nulla faccia da intermediario fra loro. A queste anime è possibile dovunque incontrare, abbracciare e baciare in Dio la Madre celeste, diventare un'unica cosa con Dio e con Maria, intrattenersi amorevolmente con loro fino a scomparire in loro.

Esse vengono introdotte, anzi rinchiuse nel purissimo, ardente Cuore della Madre amabile, dentro il suo grembo materno. Queste anime sono come languenti, ebbre, fuori di sé per la dolcezza del loro delicato amore verso Maria e verso Dio. Amore che si indirizza sia verso l'Una che verso l'Altro.

Può anche darsi che l'anima rimanga in dolce riposo, assorbita, priva di forza, immersa in uno solo dei due: in Dio o in Maria. Alla vita mariana è offerta questa sublime possibilità: di immergersi simultaneamente in Dio e in Maria, oppure in uno dei due soltanto.

Qui sta la ricchezza di questa particolare esperienza.


Lo Spirito Santo ci conduce a Maria


4. Lo Spirito Santo concede a queste anime di vivere nella Madre celeste, di riposarsi e di godere in Lei, di avere un tale amore per Maria che le fa diventare Lei, cioè diventare Maria.

Questo accade mentre l'anima, nella più totale semplicità, nudità e pace, si raccoglie in Dio e si apre alla sua immensità. Mentre è assorta a contemplare, amare e godere Dio, spesso è condotta in una regione ancor più intima di se stessa. Lì contempla, ama e abbraccia la Mamma celeste, si stringe a Lei amorevolmente e prova immensa gioia per averla con sé.


5. Tale anima si trova in una situazione privilegiata: è un'unica cosa in Dio assieme a Maria ed è nello stesso tempo immersa da sola nel Signore. Ama e gode Dio. Ama e gode Maria, la Madre amabile, quasi fosse un'unica realtà con Dio. Dio e la Vergine le appaiono come l'unico oggetto del suo amore, l'unico bene che la riempie.

Si sente però libera di muoversi ora verso Dio ora verso Maria.


6. Quasi allo stesso modo, l'anima devota si comporta verso l'umanità di Cristo: la contempla unita alla divinità. Nella sua meditazione considera le due nature di Gesù, la divina e la umana, unite in una sola persona.

All'anima che contempla e ama Gesù e Maria capita lo stesso. Vede Madre e Figlio congiunti in uno strettissimo legame, come una sola cosa; oppure come due realtà distinte ma aventi rapporti di reciprocità. L'anima non può conoscere ed amare Maria senza conoscere ed amare Gesù. E viceversa.


CAPITOLO OTTAVO

Un modo perfetto di amare Maria...


l. Da quanto scritto finora appare che questo modo di amare la Madre amabile è eccelso, puro, perfetto.

Pochi, forse, lo sanno per personale esperienza. Infatti, la vita mariana in Maria e per Maria, unita alla vita divina in Dio e per Dio, è concessa solo a poche anime innamorate, a certi figli carissimi che la Madre celeste si sceglie con cura. E per una grazia tutta speciale.


2. Anche tra coloro che tendono alla più grande perfezione si trovano, infatti, alcuni ai quali un'esperienza del genere dice poco o nulla. Non la approvano.

Sembra loro contraria alla semplicità, in opposizione al rinnegamento di se stessi e al distacco dalle creature, perciò lontana dalla perfezione.

Queste persone non la disprezzino prima di averla conosciuta più profondamente.

Non la considerino uno stadio imperfetto della vita spirituale, adatto solo a chi inizia il cammino interiore oppure a chi ne ha fatto appena i primi passi.


3. Devono sapere che questa esperienza mariana si trova bene nell'anima insieme alla vita divina. Non le reca alcun impedimento, come ho già avuto modo di dire.

Anzi, è di giovamento e sostegno a chi Dio vuole portare alla massima perfezione.

Lo dico anche se sembro monotono e ripetitivo.


...raggiunto con gradualità


4. È naturale, però, che ogni cosa avvenga a suo tempo, senza precipitazione. Se in questo momento all'anima manca l'attrazione, la spinta dello Spirito Santo verso tale meta, non è il caso di insistere. Non è utile spingerla e metterla in tale stato per forza.

Per il momento è sufficiente che guardi alla Madre amabile con cuore pieno d'amore, Le voglia bene in modo più maturo. Maria stessa si degnerà, a suo tempo, di comunicarle lo spirito di vita mariana.

5. Quando arriverà il momento in cui l'anima (che vive già in unione con Dio) verrà attirata dalla Mamma celeste e quasi condotta per mano a questo grado più elevato di vita spirituale, allora soltanto imparerà per esperienza personale quanto sono vere le cose che qui scrivo sulla vita mariana in Maria per Maria.


L'esperienza dei Santi


6. Chi giungerà a tale stadio spirituale non resterà sorpreso di quanto capitò al santo vescovo carmelitano Piertommaso.

Egli aveva verso la Madre amabilissima un affetto delicato, un modo di avvicinarla tenero e pieno di fiducia; soave gli era il di Lei ricordo.

San Piertommaso sembrava stare più in compagnia con la Madre celeste che con gli altri e dava l’impressione di mai dimenticarsene, tanto il suo cuore con tutte le forze La ricordava, La cercava e L'amava.

Sia che stesse parlando, mangiando, bevendo o in qualunque altra occupazione, faceva tutto per amore e nel nome di Maria. Per questo si dice che ne avesse il Nome impresso nel cuore.

Era talmente abituato a pensare a Lei giorno e notte, che La ricercava con affetto infuocato da sentirsi sciogliere in Maria, trasformare in Lei. L'amore tende, infatti, a far diventare un'unica cosa con chi si ama.

Analogo comportamento aveva San Bernardo. Sembrava perfino che succhiasse al petto della Madre amabile.

Il beato Giuseppe dell'Ordine di San Norberto, pare venisse da Lei nutrito.

Santa Maria Maddalena de’ Pazzi e tanti altri Santi condussero una vita mariana senza che essa fosse di impedimento alle loro divine contemplazioni o all’amore che li univa al Signore.

Affermare che questi Santi nel loro intimo rapporto con Maria o con lo Spirito Santo risultassero imperfetti, è contrario al buon senso e alla venerazione che abbiamo verso di loro.


CAPITOLO NONO

La donna che Dio predilesse


l. La vita mariana in Maria per Maria, trova tutta la sua dignità e perfezione nella speciale unione della Vergine con il Signore, nel fatto che i doni, le grazie, le prerogative e le proprietà divine, a differenza delle altre creature, sono infuse in Lei senza limiti, senza misura. Le nostre parole non lo possono esprimere né la nostra mente capirlo.


2. Stanno qui le radici della vita mariana: nella contemplazione, nell'amore, nell'unione, nella profonda gioia in cui la Vergine si trova immersa in Dio. Il Signore è per Lei immensa Luce, Fonte da cui scaturisce senza fine ogni bene. Con questo Dio, la Madre celeste ha un legame profondissimo, unico.


Guardando Maria mi stupisco di Dio


3. Ebbene, nella vita mariana noi, in un unico atto di contemplazione e di amore, consideriamo, amiamo, abbracciamo Dio in Maria, Dio assieme alla cara Madre. Se non ci fossero in questa contemplazione, questo amore e godimento di Maria in Dio e di Dio in Maria, come unico oggetto, la vita mariana non avrebbe senso. Sarebbe rozza ed imperfetta.

Estasiarsi davanti a Maria, amarla, abbracciarla e desiderarla come una semplice creatura e non in quanto unita con Dio e in Dio, porterebbe ad un amore naturale, sensuale, o quantomeno poco chiaro.

L'anima verrebbe strappata da Lui e indirizzata verso le cose terrene.


4. Infatti, qual è l'oggetto dell'amore, tale è l'amore. Se l'oggetto è naturale e sensuale, anche l'amore, di conseguenza, sarà naturale e sensuale. Se invece l'oggetto è soprannaturale e divino, anche l'amore sarà divino e soprannaturale.


Amare Maria come Dio La amò


5. Chi ama Maria, pertanto, deve fare parecchia attenzione. È necessario che un po' alla volta purifichi sempre di più il suo cuore. Si rivolga a Lei con amore puro, nobilissimo e perfetto, con lo stesso amore con cui Ella è amata da Dio, dai beati e dallo stesso Cristo.


6. Per praticare nel modo migliore questa purificazione dell'amore verso Maria, è opportuno capire per quale motivo la Madre amabile sia più unita a Dio e risulti più immersa nella luce divina, in che modo sia partecipe degli attributi e delle divine perfezioni più di qualunque altro grande Santo o spirito angelico.


Dio, il primo innamorato di Maria...


7. Questo ne è il motivo: Dio L'ha resa degna di portare nel suo grembo verginale l'Eterno Verbo del Padre.

Per nove mesi il Verbo dimorò in Lei, divinizzò la sua natura, il suo corpo, la sua anima. Il Verbo divino L'ha deificata, compenetrata, totalmente attratta a Sé, unita e trasformata in Sé, attraverso un legame indissolubile di reciproco amore.

Per questa ragione l'anima non può incontrare Maria se non unita a Dio e in Dio e così farla oggetto della sua amorosa contemplazione, della sua unione d'amore e di quieta beatitudine. Su questa base si sviluppano la vita mariana in Maria e per Maria, e insieme la vita divina di totale dedizione al Signore.


8. L'anima è ancora più attratta verso la vita mariana e in essa resa solida, quando il Signore si degna di concederle qualche raggio della sua luce. Questa luce illumina l'occhio della sua fede, tanto che si rende conto dell'indicibile sublimità, della potenza e autorità con cui Dio ha ricolmato sua Madre. Comprende come L'abbia fatta dispensatrice delle sue grazie, dei doni e della divina misericordia, abbellita delle sue stesse perfezioni, così unita alla sua natura da apparire quasi un'unica realtà con Dio stesso.


... e L'ha fatta diventare Dio


9. Tutto questo, Dio lo ha fatto perché ci fosse una certa proporzione tra Madre e Figlio.

L'anima, con ciò, comprende come nella Madre amabile non può esserci quella semplice unione con Dio che si verifica negli altri Santi. Ma attraverso quella luce interiore che Dio le concede, scopre che Maria è in maniera inesprimibile un'unica cosa con Dio, totalmente deificata (unum cum Deo tota deificata).

In un certo senso si può dire e in realtà è così: Ella è Dio (aliquo sensu possit nominari et sit Dea). Certo, per grazia, mentre Dio lo è per natura. Se dei Santi si dice nella Bibbia: "Io ho detto: voi siete dèi, siete tutti figli dell'Altissimo" (Sal 82,6) quanto più sarà confacente alla Madre amabile, in un certo qual senso, essere detta Dio (quanto magis Matri amabili convenit certo sensu dici et esse Deam.


CAPITOLO DECIMO

Non avrebbe potuto farla più bella


l. Alcune anime provano maggior attrattiva e stimolo nella pratica della vita mariana in Maria e per Maria perché Dio concede loro ulteriori lumi spirituali attraverso i quali tale vita risulta superiore ad ogni altra.

Il Signore si degna, infatti, di manifestare loro con sempre maggior chiarezza la sublime grandezza, potenza e maestà della Madre amabile. Egli rivela l'incomprensibile e indicibile amore che nutre per Lei, a motivo del quale prese dalle profondità del Suo Cuore innumerevoli, sovrabbondanti grazie, privilegi e qualità per farne dono alla Madre. Non avrebbe potuto darle di più di quanto Le abbia dato. Non L'avrebbe potuta fare più grande e bella, più sublime e degna di quanto L'abbia resa.

Dio, in forza della sua onnipotente sapienza e bontà, non avrebbe potuto fare una creatura più nobile, più pura, perfetta e degna di questa sua e nostra Madre amabile.


L'amore indicibile di Dio per Maria


2. Allora quelle anime comprendono come Dio, preso da indicibile amore verso questa amabilissima Madre, Le si sia donato tutto e L'abbia tanto riempita di Sé e delle sue divine perfezioni quanto una creatura umana ne può ricevere. Esse comprendono altresì come questa soavissima Madre vi abbia corrisposto fedelmente e in maniera adeguata, momento per momento, alle grazie divine in Lei infuse, come Maria sia talmente avanzata nella vita spirituale da non essere venuta meno nei suoi impegni anche più piccoli.

Al loro spirito appare chiaramente che Maria, illuminata in maniera stupenda nelle cose di Dio e accesa da ardente amore verso il Signore, superò nella perfezione tutti i cori degli angeli.

Sempre queste anime privilegiate, attraverso un raggio della luce divina, comprendono che Dio si compiace e riceve maggior gaudio da questa eccellentissima Madre che non da tutti i Santi messi insieme, e ne deriva di conseguenza, che Dio sia portato da un maggior amore verso di Lei non che verso tutti i Santi uniti insieme.

A causa di queste e simili notizie ed interne illuminazioni circa le cose stupende riguardanti Maria, queste anime crescono di giorno in giorno di più nella stima, nel rispetto e nell'amore verso la Madre amabile. Esse si sentono così radicate stabilmente in Maria, in semplicità e purezza, che la loro mente non sembra più volersi staccare da Lei ed il loro cuore desidera essere sempre più infiammato da amore ardente per Lei.


Le anime devote contemplano Maria...


3. Tali anime privilegiate, si sentono trasportate in alto quasi con un nuovo genere di violenza, invase da un amore che le supera.

È come se provassero un nuovo tipo di manifestazione delle mirabili perfezioni nascoste dal Signore in Maria, come se fossero travolte da un profondo e intenso stupore davanti all'eccessivo ed incommensurabile amore che Dio ha per Maria.

Così esse contemplano la Madre celeste con la mente illuminata e col cuore riscaldato da soave amore. Rimangono là assorte, incapaci di comprendere realtà tanto elevate alle quali Dio si è degnato di introdurle.


...e ne restano inebriate


4. Ma davanti a tali meraviglie, l'amore non si sente ancora appagato. Sembra quasi traboccare dal cuore. Viene loro voglia di gridare; cercano parole, espressioni, con cui proclamare lo splendore, l'eccellente dignità della Madre amabile.

Vogliono lodare, benedire ed esaltare Colei di cui tanto ardentemente e soavemente si sono innamorate. Proprio come sogliono fare gli innamorati che sono fuori di sé per la gioia e non sanno cosa escogitare, immaginare, inventare, per cantare le lodi della loro innamorata, per magnificarla e glorificarla.


CAPITOLO UNDICESIMO

Le anime si sentono dissolvere in Maria


l. Diventa naturale quindi per queste persone non dimenticarsi neppure per un istante della loro Madre amabile, come non si dimenticano mai del Signore a loro sempre presente. A causa del loro amore così delicato, sembrano perdersi in Maria, dissolversi, esserne assorbite.

Dato che sono talmente attratte verso di Lei con forza e soavità da un amore acceso, giungono a dimenticare totalmente se stesse e le altre creature.


2. Spesso, contemplando la loro dolcissima Madre così rivestita di potere e di maestà, così glorificata, onorata e amata dall'Onnipotente, provano nel cuore grande gioia ed allegrezza. In quei momenti non sanno più cosa fare o cosa dire per ringraziare il Signore, cosa fare per lodare Maria e Dio insieme, e per benedirli in maniera proporzionata alla luce interiore e alle conoscenze loro concesse; si sentono incapaci di farlo.

Restano perciò in intimo silenzio e in pace adorante. Il loro intelletto si sente infatti venir meno davanti alla grandezza di simili misteri che superano la sua portata, soccombe quasi vinto e lascia che sia la sola volontà ad occuparsi di amare.


Amore che tutto consacra a Maria


3. A chi è innamorato di Maria, sembra talvolta che il suo stesso respiro, la sua stessa vita si stabiliscano in Lei. Prova gioia indicibile quando ascolta, pronuncia, scrive o soltanto pensa il suo Nome soave, avverte allegrezza ed esultanza; si sente spinto ad offrire il proprio cuore alle sue mani materne perché lo purifichi da tutto ciò che dispiace a Lei e al Signore.


4. Il suo amore verso la Mamma celeste diventa incontenibile. Si usa dire tra la gente: il cuore è più dove ama che dove vive. Ebbene anche quest'anima innamorata sembra essere più presso Maria e in Dio che nel luogo dove di fatto dimora. La ama così sinceramente e teneramente da dimorare col suo cuore in Maria e in Dio.

È l'amore che produce tutto ciò: fa godere Maria nell'anima; fa sì che l'anima si dissolva in Maria; la conduce all'unione con Maria e a trasformarsi in Lei.

È proprio dell'amore, infatti, portare all'unione con l'amato. L'esperienza insegna che perfino l'amore sensuale e carnale tende a questo.


CAPITOLO DODICESIMO

Immersi in Dio e in Maria


l. Le persone innamorate di Maria, giunte a questo stadio, vanno acquistando di giorno in giorno nuove esperienze sulla vita mariana. Sperimentano infatti che la loro vita in Maria, per Maria e a causa di Maria e contemporaneamente in Dio, per Dio e a causa di Dio, la si pratica con la stessa semplicità, intimità e raccoglimento richiesti dalla semplice vita divina, il cui oggetto è costituito da Dio.


2. Nei momenti in cui viene concessa tale grazia, restano impresse nella loro mente poche e deboli immagini della persona di Maria. Contemplano Maria e Dio così uniti, come scaturissero da un'unica sorgente. Come fossero, nella semplicità dello spirito, un solo ed identico oggetto di contemplazione e di amore.

Memoria, intelligenza e volontà si trovano così immerse in un'intimità semplice e piena di pace in Maria e in Dio, che a stento possono rendersi conto di come si verificano tali fenomeni.


3. Anche se in maniera confusa, tuttavia l'anima ha la certezza che in quei momenti la sua memoria ha un nitidissimo ricordo del Signore e della Vergine santa, che l'intelletto ha la schietta e pura conoscenza di Dio presente nel suo cuore e di Maria che è in Dio, che la volontà gode di una grande tranquillità, di un amore raccolto, tenero e soave ma, nello stesso tempo, spirituale verso il Signore e verso Maria.

L'anima aderisce a Dio e a Lei con grande affetto.


Dio, Maria e l'anima diventano uno


4. Ho detto: amore spirituale perché, soprattutto in questo stadio della vita mariana, l'amore sembra quasi mandare scintille, sprigionare la sua forza nella parte più nobile dell'anima senza che la sua parte inferiore e sensuale venga sollecitata.

L'amore spirituale, a questo punto, trova naturale sbocco nel dissolversi in Dio e in Maria, nel diventare un'unica cosa con Loro.


5. Quando avviene che le potenze dell'anima siano tenute insieme in maniera sublime e perfetta dal ricordo, dalla conoscenza e dall'amore di Dio e di Maria in Dio, allora è il momento in cui l'anima aderisce intimamente e saldamente a Dio e a Maria. L'amore la fa confluire in quest'unica realtà, la fa sciogliere in essa.


Dio, Maria e l'anima diventano uno.


Questa è, ci sembra, l'ultima e la più alta meta che si possa raggiungere nella vita mariana. È ciò che di più sublime si propone questa spiritualità che ha come scopo di amare la Madre amabile.


6. Tale spiritualità non reca alcun impedimento alla vita spirituale in sé, come già ho avuto modo di dire. Al contrario.

Maria è il mezzo e l'ancora più sicuri per l'unione dell'anima con Dio. A chi è innamorato del Signore, Ella infatti fornisce ciò che serve: un sostegno, un aiuto con cui raggiungere e proseguire con più stabilità, costanza e perfezione verso la vita contemplativa che tende ad unire e trasformare in Dio.


Tuffarsi in Dio assieme a Maria


7. Questa è la mia opinione. Molti mistici e contemplativi la pensano diversamente. Essi ritengono che la vita mariana sia di ostacolo alla perfetta unione, all'intimità con Dio, alla vita mistica e al suo pieno godimento. La immaginano troppo ordinaria e tale da creare disturbo e complicazione.

Non si rendono conto, invece, del modo facile e semplice con cui va vissuta. Cioè in purezza di spirito: quasi un tuffo in Dio sotto la guida dello Spirito Santo.


8. Questo modo di contemplare Maria con una delicata tenerezza piena di gesti affettuosi, appare spesso mescolato con l'attività delle potenze sensibili dell'anima. Se però quest'attività parte dal profondo, prodotta spontaneamente e guidata dallo Spirito Santo, l'anima non viene sottratta alla piena adesione e unione col Sommo Bene e con la pura natura di Dio.

Anzi, essa viene attratta e fissata in Lui con maggior facilità.

Ripeto che ad operare ciò è l’unico ed identico Spirito. È Lui il promotore della vita mariana, il cui unico fine è quello di raggiungere in modo perfetto la vita mistica.


9. Nessuno si stupirà più di tali fenomeni, se consideriamo la vita dei Santi che si segnalarono nella mistica. Durante i rapimenti e le estasi erano trasportati da un tenerissimo amore verso la Madre amabile. Non vi è dubbio che praticarono questo delicato amore senza la minima imperfezione, raccolti in Dio, spinti e guidati dallo Spirito Santo.

Ciò si verificò in San Bernardo, in Santa Maria Maddalena de' Pazzi e in moltissimi altri Santi.

Perciò chi tratta di mistica farà bene a prestare attenzione a questi fatti prima di giudicare affrettatamente il mio modo di proporre la vita mariana.


CAPITOLO TREDICESIMO

È lo Spirito Santo che ci fa amare Maria...


l. Per chiarire meglio l'argomento ci possiamo servire delle parole dell'apostolo Paolo. Egli dice: "Poiché voi siete figli di Dio, Dio ha mandato nei vostri cuori lo Spirito del Figlio suo, il quale grida: Abbà, Padre" (Gal 4,6). Da questo testo comprendiamo che lo Spirito di Gesù dimora nei figli di Dio. In essi produce un tenero amore verso il Padre celeste secondo la capacità di ciascuno.


2. Lo stesso Spirito suscitò in Gesù l'affetto filiale verso il Padre, come pure provocò in Lui verso Maria tutti quei sentimenti e gesti tipici di un figlio verso la propria madre, cioè affetto filiale, amorosi abbracci e tanti altri gesti di tenerezza. E continuerà ad operarli per tutta l'eternità.


3. Che motivo ci sarebbe, dunque, di meravigliarsi se quello Spirito che grida nei cuori dei figli "Abbà, Padre" facendo nascere sentimenti di affetto verso il Padre di Gesù, allo stesso modo gridasse in quegli stessi cuori "Ave, Madre"? Se cioè producesse quelle manifestazioni affettuose, riverenti e piene di tenerezza tipiche dei figli verso la propria madre?

È quanto si realizzò in Gesù durante la sua vita terrena e continuerà a realizzarsi in Lui per tutta l'eternità.


...Egli grida nei cuori: Ave, Madre


4. Non è irriverente, perciò, dire di quelle anime che amano Maria: "Poiché siete figli di Maria, Dio ha mandato lo Spirito del suo Figlio che grida nei vostri cuori: Ave, Madre".

Lo Spirito suscita in loro affetto filiale, attenzioni premurose e la gioia di incontrarsi con la Madre, abbracci puri ed altri teneri gesti di amore quali si hanno verso una Mamma cara e degna di simili delicatezze.


5. È lo stesso identico Spirito di Gesù che fa nascere in queste anime tanto l'amore verso Dio quanto l'affetto verso Maria, senza che l'uno ostacoli l'altro.

Esse, attraverso l'azione dello Spirito Santo, vivono la vita divina di totale dedizione a Dio, e dato che l'azione dello stesso Spirito si estende anche alla Madre amabile, in Lui esse vivono anche la vita mariana di pieno abbandono in Maria.

È lo stesso Spirito di Gesù che opera entrambe queste realtà: fa amare insieme il Padre celeste e la Vergine Madre; fa vivere in Dio per Dio e in Maria per Maria. Divinamente e marianamente nello stesso tempo.


6. In Gesù, lo Spirito Santo realizzò tutto questo senza recare danno alla somma perfezione divina. Lo può così realizzare anche in quei figli che Maria ama di tenero amore, senza alcun pregiudizio per la vita contemplativa.

Mi sembra che tale discorso sia molto facile da capirsi.

Come, infatti, ci si può meravigliare che lo Spirito Santo lì dove è presente e dimora, operi attività le più diverse che includano sia la contemplazione e l'amore di Dio, che la contemplazione e l'amore di Maria e molte altre attività spirituali? Lo Spirito lo può fare e lo fa, come a Lui piace e secondo la capacità di ciascun’anima.

D'ora in poi nessuno quindi si stupisca dei fenomeni spirituali che accadono realmente a certe anime.


CAPITOLO QUATTORDICESIMO

Maria forma i suoi figli...


l. Ad alcuni figli spirituali di Maria è concesso di lasciarsi guidare, formare, possedere e animare dal suo Spirito, perché sono abituati ad avere nella loro mente Maria come Madre amata e perché lo Spirito di Gesù, con la sua premurosa iniziativa, li guida e li orienta verso questa soave Madre.

Come figli carissimi, vengono da Lei educati, acquistano la sua stessa natura, rivestono il suo stesso Spirito.

Sono trasformati in Maria e lo Spirito di Lei vive in loro e in loro agisce.


2. Tale esperienza è da spiegarsi così.

Certamente lo Spirito di Gesù ha posseduto la Vergine Santa in maniera indicibilmente più perfetta che qualsiasi altra creatura. In Lei ha operato e L'ha vivificata.

Lo Spirito di Gesù, abitando in Maria, è stato l'autore di tutto ciò che Ella ha fatto, mai gli è venuta a mancare la sua collaborazione.

Lo Spirito di Gesù, quindi, in forza di una simile fedeltà è diventato anche lo Spirito di Maria.

Di questo Spirito, Maria dice: "Il mio Spirito è più dolce del miele" (Sir 24,27). Questo suo Spirito brillò in Lei in ogni genere di virtù. Tutto operò in Lei e con Lei.


...con il suo Spirito


3. Quando la Vergine santa vuole formare, plasmare alcuni figli, procura loro il suo Spirito, cioè lo Spirito di Gesù, perché in essi sviluppi le sue stesse virtù e la sua stessa natura, il suo modo di comportarsi e le sue stesse inclinazioni.

Allora sembrano trasformati in Maria. Il suo Spirito è in loro. Meglio: lo Spirito di Gesù vive ed opera in essi così come vive ed opera in Maria. C'è forse da stupirsi se questi figli diletti diventano un'anima sola con la loro Madre amata ed hanno la sua stessa natura? E’ cosa normale per dei buoni figli. Questo solo desiderano le madri che amano i propri figli.


Non sono più io che vivo

ma è Maria che vive in me


4. La vita di Maria si manifesta in loro assieme a quella di Gesù. Si realizza così quello che diceva l'apostolo Paolo: "Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me" (Gal 2,20). Vale a dire: è lo Spirito di Cristo che vive in me.

Anche tali anime sembrano poter dire: "Non sono più io che vivo, ma è Maria che vive in me" (= Vivo ego, jam non ego, vivit vero in me Maria), perché è andato estinguendosi quanto in loro era contrario allo spirito della Madre amabile e vi è rimasto soltanto ciò che a Lei è conforme.


5. Ma c'è di più. Il suo Spirito li dirige, li possiede e li rende fecondi. Lo stesso e unico Spirito che anima Gesù e Maria, opera in loro tutto quello che devono fare.

È la forza del loro agire, la loro guida in ogni cosa. Proprio come si comportò con la sua sposa Maria: La animò, La diresse e fece tutto ciò che doveva fare Lei.


6. Non sono, quindi, più loro che vivono ma è Maria che vive in loro ( = jam ipsi non vivunt, sed Maria vivit in illis), che li fa agire, che indirizza e guida le loro energie, che li fa vivere in modo nuovo in Dio.

Per loro, vivere è Maria. La salutano, giustamente: "Vita, dolcezza, speranza nostra, salve!".

Mi sembra sufficiente quanto ho detto per istruire le anime devote nella vita deiforme e divina in Dio per Dio, e simultaneamente mariana in Maria per Maria.

Si degni di portarla a compimento Colui che ci ha concesso di desiderarla, per intercessione della Madre amabile, Gesù benedetto nei secoli. Amen
 

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