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terça-feira, 21 de junho de 2011

Disse San Pio da Pietralcina: "tutti i sacerdoti che sostengono la possibilità di un dialogo coi negatori di Dio e coi poteri luciferi del mondo, sono ammattiti, hanno perduto la fede, non credono più nel Vangelo!"... La falsa pace di questo mondo...

Dal Vangelo secondo Giovanni:
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me.

“Causa l’ingiustizia dilagante e l’abuso di potere, siamo giunti al compromesso col materialismo ateo, negatore dei diritti di Dio. Questo è il castigo preannunciato a Fatima […] tutti i sacerdoti che sostengono la possibilità di un dialogo coi negatori di Dio e coi poteri luciferi del mondo, sono ammattiti, hanno perduto la fede, non credono più nel Vangelo! Così facendo tradiscono la parola di Dio, perché Cristo venne a portare sulla terra perpetua alleanza solamente agli uomini di cuore, ma non si alleò cogli uomini assetati di potere e di dominio sui fratelli […] il gregge è disperso quando i pastori si alleano con i nemici della Verità di Cristo. Tutte le forme di potere fatte sorde al volere dell’autorità di Dio sono lupi rapaci che rinnovano la Passione di Cristo e fanno versare Lacrime alla Madonna”. (San Padre Pio)
 

     “Alla fine, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre consacrerà la Russia a Me, ed essa sarà convertita, e verrà garantito al mondo un periodo di pace”. Questo ha promesso la Madonna a Fatima.
Possiamo noi vedere oggi questa pace promessa dalla Madonna? Assolutamente no. E perche' no? Perche la Gerarchia della Chiesa non si decide a compiere la consacrazione della Russia come ha chiesto la Madonna a Fatima.
Quasi ogni Domenica il Santo Padre, durante l'Angelus, si rivolge ai governanti delle nazioni o alle Nazioni Unite, invocando da loro un dialogo fraterno che metta da parte le divergenze per iniziare un nuovo periodo di pace in questo mondo martoriato, ma ci sta' da chiederci ma chi sono questi personaggi a cui il Papa rivolge la Sua attenzione? Sono le stesse persone che uccidono altre persone, sono persone che quasi tutte fanno parte di logge massoniche che hanno in mente di propinarci con la violenza il "Nuovo Ordine Mondiale", sono persone che non credono i Gesu' Cristo anzi si comportano come Suoi nemici, quindi è evidente che questi richiami del Pontefice non servono a nulla. E perche' non servono a nulla? Perche' la pace non viene dall'uomo ma da Dio e se ci si rivolge ai poteri luciferi di questo mondo per ottenerla si incorre in un sicuro fallimento, come noi vediamo oggi.
Ben disse San Padre Pio di questi personaggi che intrattengono inutili dialoghi con i nemici di cristo:
"tutti i sacerdoti che sostengono la possibilità di un dialogo coi negatori di Dio e coi poteri luciferi del mondo, sono ammattiti, hanno perduto la fede, non credono più nel Vangelo!"
E' evidente che le richiesta della Madonna a Fatima, che ci otterrebbero la pace non sono state accolte ma anzi combattute.
E quale sarebbe il motivo per qui la Gerarchia della Chiesa post conciliare non compia cio' che la Madonna ha chiesto a Fatima?
       In conclusione, per coloro che promuovono incessantemente questo nuovo orientamento della Chiesa, il Messaggio di Fatima non può che rappresentare un altro bastione da demolire. Ecco perché, come ci rivelò Papa Pio XII nelle sue affermazioni profetiche, i messaggi della Vergine a Suor Lucia riguardavano “i pericoli che minacciano la Chiesa”. Anche se non è rivelato in quelle parti del Messaggio di Fatima che ci è stato concesso di vedere, Pio XII parlò di un “avvertimento divino” a Fatima, nei confronti degli “innovatori che mi circondano”, i quali avrebbero portato grave danno alla Chiesa tramite “il cambiamento della Fede, nella Sua liturgia, la Sua teologia e la Sua anima”.
       Vediamo quindi, chiaramente esposto, il movente dietro al delitto che esaminiamo in questo libro, "La battaglia finale del Diavolo". Esiste un contrasto assoluto tra la “nuova” Chiesa creata dal Vaticano II e la Chiesa di tutti i tempi, rappresentata dal Messaggio di Fatima. Il Messaggio di Fatima è un vero e proprio posto di blocco mandato dal Cielo per fermare coloro i quali intendono abbattere i bastioni della vecchia Chiesa, affinché ne possano creare una nuova, più “illuminata”, sulle sue rovine.
       Queste due visioni della Chiesa, così diverse tra loro, — l'idea di una “Chiesa nuova” e quella di una Chiesa di tutti i tempi come quella vista a Fatima — non possono coesistere. Una deve piegarsi all'altra. Gli uomini che sono il motivo di questo libro hanno già fatto (chi implicitamente, chi esplicitamente) la loro scelta riguardo a quale di queste due visioni, secondo loro, debba governare. Essi hanno scelto quella nuova — il nuovo orientamento della Chiesa cominciato a Metz ed al Vaticano II. In quella scelta risiede il loro motivo, e solo avendolo bene in mente possiamo veramente capire le loro azioni, altrimenti inspiegabili, compiute contro il Messaggio di Fatima.
Il Viaggio del Papa attuale in Portogallo, 11-14 MAGGIO 2010, ha confermato che non ci sta' nessuna intenzione di compiere cio' che la madonna ha richiesto.
Si puo' dire con certezza che le sorti dell'umanita sono legate alle scelte della Gerarchia della Chiesa rispetto al Messaggio di fatima, ma queste persone che oggi governano la Chiesa hanno una reposnabilita' del fatto che cio' che la Madonna ha richiesto  non venga adempiuto? Se si ha la pazienza di leggere il capitolo 16 del libro, "La battaglia finale del Diavolo", forse si potra' rispondere a questa domanda:
http://nullapossiamocontrolaverita.blogspot.com/

Encontro Mariano em Fátima – Portugal

Encontro com a presença do Pe. Paulo Ricardo e o nosso Fundador Pe. Rodrigo Maria em Fátima-Portugal, nos dias 02 e 03 de Julho.
 Tema: Total Consagração à Santíssima Virgem segundo São Luís de Montfort,  na espiritualidade de Fátima a modelo do Beato João Paulo II

http://blog.cancaonova.com/fatimahoje/2011/06/21/encontro-mariano-em-fatima-portugal/

segunda-feira, 6 de junho de 2011

Por qué consagrarse por María?


Conferencia del P. Morinay, smm del 25/IVl2003. Cir. 259
-Publicado con permiso de
la Fundación Montfort, Barcelona. Email
La gran pregunta que se plantea es de saber, de comprender ¿Por qué por María? Todo el mundo está de acuerdo -todos los teólogos- en decir que se trata de unirnos con Jesús y Montfort es el primero que no vacila en decir: "Si establecemos la sólida devoción a la Sma. Virgen, es sólo para establecer más perfectamente la de Jesucristo y ofrecer un medio fácil y seguro para encontrar al Señor. Si la devoción a la Sma. Virgen apartase de Jesucristo, habría que rechazarla como una ilusión diabólica. Pero... sucede lo contrario. Esta devoción nos es necesaria:

para hallar perfectamente a Jesucristo,
para amarle con ternura,
para recibirle con fidelidad. (VD 62)
Acuérdense del testimonio personal del Papa, Juan Pablo II, cuando dice que antes de descubrir el "Tratado de la Verdadera Devoción a la Sma. Virgen" yo había procurado mantenerme a distancia por temor a que la devoción mariana ocultara a Cristo en vez de abrirle paso. A la luz del Tratado de Montfort comprendí que sucede lo contrario. Nuestra relación íntima con la Madre de Dios surge naturalmente a partir de nuestra relación con el misterio de Cristo". (André Frossard, "Diálogo con Juan Pablo II” págs. 184 -185.)

Entonces, nos planteamos la pregunta, ¿Por qué cuando nos volvemos hacia Jesús, es Él que nos dirige hacia María? Porque María es un medio para hallar perfectamente a Jesucristo, amarle con ternura, servirle con fidelidad. Porque finalmente María es un camino fácil, corto, perfecto y seguro para encontrar a Jesús y unirnos con Él.

Montfort en su Tratado da ocho motivos para consagrarnos a Jesús por María:

-un medio para darlo todo,
-el ejemplo de la Trinidad,
-por los servicios que nos presta María,
-la gloria de Dios,
-un camino fácil, corto, perfecto y seguro,
-plena libertad,
-amor, caridad al prójimo,
-perseverancia.

Pero además de estos motivos hay otros para consagrarnos por María que encontramos en otras partes del Tratado. Si nos consagramos especialmente por María es por una cuestión de:
Fidelidad, acogida,
imitación, maternidad
humildad, sabiduría
humanidad, libertad.
1.- Fidelidad.-. Si querernos renovar los votos y las promesas de nuestro bautismo es porque no fuimos fieles, como decimos en el texto de la Consagración:

"Mas, ¡ay! Ingrato e infiel como soy, no he cumplido contigo los votos y promesas que tan solemnemente te hice en el bautismo, no he cumplido mis obligaciones" (SM).
Entonces nos volvemos hacia la que fue fiel: "Oh, Virgen fiel" para que nos ayude a ser fieles de hoy en adelante.

El Papa, Juan Pablo II, en la homilía que pronunció en la Basílica de San Luis María de Montfort en Saint Laurent el 19 de septiembre de 1996, nos recuerda que en esta renovación de las promesas del bautismo hay “una renuncia a Satanás, a sus pompas y a sus obras y una opción por Cristo, una opción de vivir en la gracia del Espíritu Santo". Pero esta opción de vivir en la gracia del Espíritu Santo, es una vuelta al principio, al tiempo anterior al pecado original, al tiempo de la inocencia. Precisamente María representa este mundo de la inocencia, del mundo antes del pecado. María es inmaculada.

"Es más joven que el pecado" (Bernanos).
Entonces no podemos optar por la gracia, por el mundo anterior al pecado, sin la Inmaculada.

2.- Imitación.  Para Montfort, cuando dependernos de María, imitamos a Dios, a  la Trinidad, porque las tres Personas dependen de María. (VD 139-140 + 14 a 39).
- El Padre no dio a su Hijo sino por medio de María.  - El Padre no nos hizo hijos adoptivos sino por ella.
- Ni comunica sus gracias sino por ella. - Dios Hijo se hizo hombre para todos por ella.
- Se forma y nace cada día en las almas por ella.  - Comunica sus méritos y virtudes por ella.
- El Espíritu Santo no formó a Jesucristo sino por María. - No forma a los miembros de su Cuerpo místico sino por María.
- No reparte sus dones y virtudes sino por María.

 “Como hijos amadísimos de Dios, esforzaos por imitarlo.  Seguid el camino del amor a ejemplo de Cristo". (Ef 5, 1-2)
       Entre estas dependencias está claro que imitamos, sobre todo, la dependencia del Hijo porque se trata para nosotros de llegar a ser Hijos del Padre y de María como Jesús.
      Todo el mundo conoce el libro de "la Imitación de Cristo", pero antes de imitar a Jesús en su vida pública, tenemos que imitarle al principio de su vida encarnada cuando se anonadó en el seno de María.  Debemos también imitar este anonadamiento, esta dependencia.
      No olvidemos que San Luis María se atreve a decir que la dependencia de María que Jesús aceptó vivir, continúa hoy.
      "La gracia perfecciona la naturaleza y la gloria perfecciona a la gracia" (VD 27).  Es cierto, por tanto, que nuestro Señor es todavía en el cielo Hijo de María como lo fue en la tierra, y por consiguiente, conserva para con Ella la sumisión y obediencia del mejor de todos los hijos para la mejor de todas las madres.
      Está claro que dependemos sólo de Dios a nivel de la creación, pero a nivel del amor y a nivel de la Encarnación dependemos con Dios de María porque continúa la experiencia de Jesús que ha aceptado ser hijo de María en su humanidad. “Se ha sometido en todo a la Sma. Virgen" (VD 139)
      A nivel del Amor, Dios acepta depender de nosotros, en este sentido, porque Dios es Amor, es sensible a la fe, a la confianza de los hombres.  Fue atraído por la fe de María (ASE 107).  Es también atraído a nuestro mundo por nuestra fe.  Pero en este caso no dependemos con Dios de María, sino que es Dios el que depende de nosotros como ha aceptado depender de María.

 3.-Humildad. En un sentido podemos distinguir dos humildades: la humildad de Dios y la humildad del hombre. Por nuestra Consagración, practicamos las dos.
       La humildad de Dios. San Luis María, nunca utiliza la expresión "Humildad de Dios" porque la gente de su tiempo no lo hubiera entendido, pero se refiere a esa realidad:
“Este buen Maestro no se desdeñó en encarnarse en el seno de la Sma. Virgen como prisionero y esclavo de amor, ni de vivir sometido y obediente a Ella durante treinta años" (VD 139)
Ante esto se pierde la razón humana si reflexiona seriamente en la conducta de la Sabiduría encarnada.
 Podernos hablar de la humildad de Dios siguiendo a San Pablo que invita a los filipenses, a vivir en humildad, considerando cada cual a los demás como superiores a sí mismo. Y para que lleguemos a ser humildes nos da el ejemplo de Cristo.
 "El cual, siendo de condición divina no retuvo ávidamente el ser igual a Dios,
sino que se despojó de sí mismo (anonadó) tomando la condición de siervo,
haciéndose semejante a los hombres y apareciendo en su porte como hombre
se humilló a si mismo,
obedeciendo hasta la muerte y muerte de cruz” (Fil 2, 7-8)
Como vemos, la humildad no comienza con la cruz sino con la concepción de Jesús con la dependencia total de María.
En el libro del Padre Varillon, "La humildad de Dios", se nos invita a contemplar esta humildad de Dios, sobre todo en la experiencia de la cruz que comienza con la aceptación de la condición humana.
      Nuestra humildad.  En la cuarta verdad fundamental sobre la que se establece la Consagración a Jesús por María, San Luis María nos dice que necesitamos un mediador cerca del Mediador. 
     Claro que lo sabemos muy bien que Jesucristo es el único mediador entre Dios y los hombres: "Único es Dios, único es también el mediador entre Dios y los hombres, Cristo Jesús” (1 Tim 215)1 Pero como dice el Vaticano II: "La única mediación del Redentor, no excluye sino que suscita en las criaturas diversa cooperación participada de la única fuente" (LG 62).
Si hablamos de María como mediadora, entendemos esta mediación de tal manera que no añade nada a la única mediación que es Jesucristo" (LG 62). Lo que podemos decir también es que no se trata de la misma mediación.
La mediación de Cristo es una mediación al Padre, mediación de Redención.  La mediación de María es una mediación hacia el Hijo encarnado, mediación de intercesión.
Si necesitarnos a María para ser nuestra medianera es:
       a) A causa de Dios: que él mismo quiso que tuviéramos mediadores ante Él (VD 16, 142).  "Viendo Dios que somos indignos de recibir sus gracias inmediatamente de su mano -dice San Bernardo- se las da a María, para que por ella recibamos cuanto nos quiera dar. Añadamos que Dios cifra su gloria en recibir de manos de María, el tributo de gratitud, respeto y amor que le debemos por sus beneficios" (VD 142)
       b) A causa de nosotros.  Esta práctica contribuye además, a hacer un ejercicio de profunda humildad, visto que Dios la prefiere a todas las otras. “Quien se ensalza, rebaja a DiosQuien se humilla lo glorifica.  Dios se enfrenta a los arrogantes, pero concede su gracia a los humildes".
      En el Evangelio podemos notar que cada vez que alguien no se sintió digno de acercarse a Jesús, Jesús lo aprobó, lo felicitó.  Pedro, al final de la pesca milagrosa dice a Jesús: "Apártate de mí, Señor, porque soy un pecador".  El Centurión no se sintió digno de ir a Jesús por sí mismo, ni de que Jesús viniera a su casa,
       La humildad en nuestro mundo moderno. "Si te humillas creyéndote indigno de presentarte y acercarte a Él, Dios se abaja y desciende para venir a ti" (VD 143).  La humildad es la virtud con la que María ha atraído a Dios hacia Ella. "Mi espíritu se alegra en Dios, mi Salvador, porque ha puesto los ojos en la humildad de su esclava". 
      En nuestra consagración a Jesús por María, se puede decir que hay dos renuncias: renunciamos a vivir por nosotros, para vivir por Jesús.  Renunciamos a unimos a Jesús por nosotros mismos.

4.- Acogida.
      San Luis María tenía dos lemas: "Dios solo" y "A Jesús por María".  Los dos parecen oponerse el uno al otro porque si se trata de "Dios solo", no se puede tratar de María.  Pero sabemos muy bien que María está totalmente vacía de sí misma y llena de Dios, y por lo tanto no impide a Dios estar "Dios solo" en ella. (SM 20) 
La segunda divisa es siempre verdadera pero, a medida que profundizamos el mensaje espiritual de San Luis María, nos damos cuenta de que no se trata tanto de ir a Jesús por María como de acoger a Jesús que viene a nosotros por María.  Para entender este aspecto de la Consagración tenemos que acordarnos de dos cosas: 
       No somos nosotros los que hemos amado a Dios, sino que Él nos amó primero, es decir que cuando amamos a Dios e incluso cuando amamos a nuestro prójimo, nuestro amor no es más que una respuesta a un amor que nos ha precedido.  No se trata tanto de amar como de responder a un amor, de acoger un amor. 
     Por lo que se refiere a la Encarnación es lo mismo. No somos nosotros los que hemos ido a Dios sino que es Dios el que ha venido a nosotros. Pero ¿Cómo ha venido a nosotros? “–Por medio de la Stma.  Virgen María vino Jesucristo al mundo y por medio de ella deberá también reinar en el mundo” (VD 1) 
       San Luis María expresa esta verdad de tres maneras : 
1ª) Tenemos que acoger a Jesús que viene a nosotros por María (VD 1, 15, 13, 22, 49, 50) No tenemos que movernos del lugar donde estamos: un poco como Santa Teresita del Niño Jesús, sino que nos quedaremos debajo de la escalera, sobre el suelo, y es el amor de una madre que desciende a tomarnos en brazos para subir la escalera. 
      2ª) El camino de vuelta tiene que ser el mismo que el camino de ida. La Virgen Santísima es el medio del cual se sirvió el Señor para venir a nosotros y para ir a Dios.  Es también el medio del cual debemos servimos para ir a Él (VD 75, 85, 152, 155, 157, 161, SM 23). 
      3ª) La Stma. Virgen es el medio perfecto escogido por Jesucristo para unirse a nosotros y a nosotros con Él. Es decir que desde el momento en que el Señor se ha unido a nosotros, nosotros también estamos unidos a Jesús. Nuestra Consagración consiste en decir "" a la unión de Jesús con nosotros en el seno de María. 
Pero volvamos a la primera manera con la que el Santo expresa, esta verdad. La vida cristiana consiste en acoger a Jesús, Sabiduría que viene a nosotros. Pero, ¿cómo acoger a Jesús que viene? “Si llegamos a recibir un don tan sublime como el de la Sabiduría ¿Donde lo colocaremos?” (ASE 209 – 211). 
Quizá se nos responda que la Sabiduría sólo busca nuestro corazón y que basta ofrecérselo y colocarlo en Él ¿Ignoras, quizás, que nuestro corazón está manchado e impuro, es carnal y esta lleno de múltiples pasiones y por tanto es indigno de hospedar a tan santo y noble huésped? 
      ¿Qué hacer pues para que nuestro corazón sea digno de la Sabiduría? Aquí está el gran consejo, el secreto admirable. Introduzcamos -por decirlo de alguna manera- a María en nuestra casa, consagrándonos a Ella como servidores y esclavos suyos. Desprendámonos en sus manos y en honor suyo, de todo cuanto más amamos, sin reservarnos nada.  “Y esta bondadosa Señora, que jamás se dejó vencer en generosidad, se dará a nosotros de manera incomprensible, pero real. Entonces, la Sabiduría eterna vendrá a morar en Ella como en su trono más glorioso" (ASE 209-211)
      Esta acogida de la Sabiduría por María es parte de un conjunto (al final del libro ASE) en el que San Luis María establece que María es necesaria para obtener, acoger, conservar (ella atrae a la divina Sabiduría por su fe: es el imán sagrado que atrae tan fuertemente a la Sabiduría que ésta no se puede resistir). 
El Padre Molinié, es un autor espiritual que piensa que San Juan de la Cruz -por decirlo de algún modo- necesita ser corregido por Santa Teresita de Lisieux y San Luis María, santos que descubrieron un camino nuevo, una vía fácil, corta, perfecta y segura para unirnos con Jesús. 
El ascensor divino de Santa Teresita, corresponde al modelo del que habla San Luis María en el Tratado (VD 219-220 y en SM 16-18).  El ascensor (que son los brazos de Jesús) se opone a la escalera, como el molde se opone a una estatua. No se trata de hacer muchos esfuerzos, de trabajar mucho. No se trata de esforzarse sino de dejarse en sus brazos. 
Lo curioso es que San Luis María tiene la reputación de complacerse en la Cruz, especialmente en "la Carta a los Amigos de la Cruz".  Pero es él mismo que insiste sobre la necesidad de encontrar un camino fácil, dulce, corto y seguro para unimos a Cristo. 


Porque es un camino que nos permite encontrar a Dios en una criatura humana, al nivel de nuestra naturaleza. 
Es un viejo sueño. Los psicólogos, los psiquiatras, los mitólogos y también todos los artistas y los poetas nos dicen que hay un viejo sueño que duerme en el corazón de la humanidad: el sueño de encontrar a Dios en una criatura humana. Todos nosotros, especialmente en la experiencia del corazón humano, pero también en toda experiencia de relación humana, soñamos no tener que dejar a las criaturas para encontrar a Dios. De unirnos a Dios uniéndonos a una criatura humana. 
Este sueño parece oponerse a la necesidad que expresa San Juan de la Cruz de dejar a toda criatura para encontrar a Dios, pero en María se realiza de manera excepcional el cumplimiento de ese deseo.

 5.  MATERNIDAD
Abandonarse para renacer:
       Si San Luís Mª nos pide pasar por María para unirnos a Jesús, es que en realidad, no se trata solamente de unirnos a Él, sino también de compartir su misma vida hasta “ser otros Cristos”, como decía San Agustín (Juan Pablo II: “El esplendor de la Verdad” nº 8b, 19c). Más Cristo es Hijo del Padre y de María en su humanidad. Se trata pues, para nosotros los bautizados, de tener el mismo Padre y la misma Madre que Jesús.
Es Ella la que, fecundada por el Espíritu, nos engendra a la nueva vida que hemos recibido en el bautismo. Y así se comprende el sentido de nuestra consagración: entregándonos totalmente a María, y queriendo vivir por Ella, con Ella, en Ella y para Ella”, nosotros vivimos ese “abandono” del niño que le permite estar, en inmediato y estrecho contacto con su madre para que ella pueda comunicarle la vida. Y “la Vida” que Ella nos comunica, es Jesús (cf Jn 14,6)
 Un Padre y una Madre: 
Cualquier cristiano que se dirige a Dios llamándole “Padre nuestro” sabe muy bien que somos hijos de Dios, pero no todos conocen la maternidad de María. Piensan que Dios es a la vez Padre y Madre. Es verdad que, como dice San Pablo, Él es el origen de toda paternidad y de toda maternidad (cf Ep 3,15), más nuestra vida divina es a imagen de nuestra vida humana. Y “como en la generación natural y corporal, hay un padre y una madre, asimismo, en la generación sobrenatural y espiritual, hay un Padre que es Dios y una Madre que es María….y el que no tiene a María por Madre tampoco tiene a Dios por Padre” (V.D. 30). Si para nuestra vida sobrenatural, tuviéramos solo un padre y no madre, se llegaría a esa sorprendente paradoja de que nuestra vida divina no sería suficientemente humana.
 Un nacimiento que dura toda la vida:
 San Luís no duda en presentar toda nuestra vida de hijos de Dios, como un largo nacimiento que dura toda nuestra existencia, durante la cual somos “llevados” en el seno de la Santísima Virgen: “Escondidos, guardados, alimentados, sostenidos ,educados por esa buena Madre hasta que Ella nos da a luz después de la muerte, que es precisamente el  día de nuestro nacimiento….”(V.D.33). El don total que hacemos de nosotros mismos a María por nuestra consagración, no tiene otro sentido, en este caso, que el de dejarnos “conformar” por Ella a imagen del Hijo de Dios.

6. Humanidad
Otra razón para que pasemos por María para consagrarnos a Jesús, es que Ella es,  podríamos decir, un “camino humano”, por tres razones:
1). Dios solo, sin criatura, en una criatura:
María es una pura criatura que nos puede dar a Dios. María es ya un camino de humanidad por su maternidad bienaventurada que permite al Espíritu Santo “cubrirla con su sombra” para darle el poder de engendrar los hermanos y hermanas de Jesús. Más Ella lo es también, puede decirse, por su misma persona. ¿No está María, en efecto, por su inmaculada Concepción, completamente vacía de Ella misma y llena de Dios, transformada de tal manera en Dios por la gracia que, Ella ya no vive, ya no existe? es Jesús solo, que vive y reina en Ella (cf V.D. 63). “Encontraréis a solo Dios, sin criatura alguna, en esa amable criatura” (S.M. 20), nos dice el Padre Montfort. Siendo posible encontrar a Dios solo en esta persona humana, ¿por qué asombrarnos de que Ella sea un camino humano?
        2) “Humanizar la Cruz :María “humaniza la Cruz.
En la vida cristiana, no dejamos jamás el  sendero de la Cruz. Ya en nuestro bautismo, siendo sumergidos en la muerte y la resurrección de Cristo nosotros hemos empezado a compartir su vida, y desde entonces está ella en el centro de toda nuestra existencia. “Si alguien quiere seguirme”, dice Jesús, “ que renuncie a sí mismo, que tome su cruz y me siga”. (Mt 16,24). Pero María está ahí para humanizar la Cruz, porque Ella es mujer y madre, porque es inmaculada, “toda llena de gracia y de unción del Espíritu Santo”, su sola presencia trae una dulzura y una ternura que permiten atravesar las más grandes pruebas.
La cuestión no es saber si vivimos con grandes o de pequeñas “cruces”. Uno puede, efectivamente, dejarse aplastar por pequeñísimas contradicciones (que incluso a veces se cargan sobre toda la familia), pero también pueden llevarse con alegría, pesados sufrimientos, cuando nos es dada una cierta dulzura (cf V.D. 152-154 ; S.M. 22): la de María al pie de nuestra cruz.
       3) Un camino que Jesús recorrió para venir a nosotros:
Si pasamos por María para ir a Jesús, tomamos el mismo camino, que Él  tomó, para venir a nosotros. Luego este camino es doblemente humano:
- porque María es humana: Ella es una pura criatura, “tan humana, podría Ella decir, como el que más…” 
- porque Ella es Inmaculada. Sabemos bien que el pecado nos “deshumaniza”.Cuanto más santo se es, tanto más humano. Habiendo Ella sido preservada de la culpa original, María es perfectamente humana. El P. Montfort nos dice que es un camino que Jesús ha recorrido viniendo a nosotros, quitando todos los obstáculos que podían impedirnos de llegar a Él. 
Los otros caminos nos hacen pasar por “muertes extrañas”, “noches oscuras”, “agonías extrañas”, “montañas escarpadas”, “espinas punzantes” i  “desiertos horribles”. Cuando se suman todos estos “obstáculos” que Jesús ha apartado, barrido del “camino” que le conducía hacia nosotros, se llega a algo de “inhumano”, pues nosotros hemos sido felizmente liberados por ese mismo camino que ahora lleva a Él.     

7. VERDAD 
Si dices “yo me entrego a Dios….” No basta amar, hay que amar “en verdad”. Si alguien dijera: “ Amo a Dios y odia a su hermano, es un mentiroso”, nos dice San Juan. “Aquél que no ama a su hermano a quien ve no sabría amar a Dios a quien no ve” (cf Jn 4,20). El verdadero amor a Dios es pues, el amor a nuestro prójimo. En consecuencia, no podemos también decir, de manera similar, que nuestra verdadera consagración a Dios, es nuestra entrega total a una persona humana (con tal que ésta esté vacía de Ella misma y “colmada de gracia”). ¡Tu que quieres consagrarte a Dios, comienza pues por entregarte totalmente a una criatura que puede darte a su Creador!

Publicado con permiso deFUNDACIÓN MONTFORTJonqueres, 18, 8º C - Tel. y Fax: (93) 318-08-29
08003- BARCELONA
Para cooperar con ellos:  sgmontfort@wanadoo.
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El tercer secreto de Fátima

 


Siete años después del Documento oficial de la Santa Sede sobre el tercer secreto de Fátima el mismo Cardenal Bertone reconocería que a la muerte de sor Lucia habían sido desveladas nueva revelaciones del tercer secreto. Y esto lo afirmaba quien había reiterado por activa y por pasiva que todo había sido dicho ya. Entonces, ¿cómo no iban a surgir voces discrepantes por parte de cuantos habían acudido a las fuentes más solventes sobre Fátima o a las mismas hemerotecas? La crítica más grave al documento vaticano, y casi unánime entre los fatimistas, era que éste silenciaba parte del tercer secreto.El Vaticano, decían, no se atreve a revelar la parte más explosiva del tercer secreto. El escándalo del tercer secreto “burlado” por el Vaticano seguía siendo el caballo de batalla de los fatimistas desde aquel 26 de junio del año 2000. Pero lo curioso es que de año en año las voces críticas iban en aumento y no siempre desde los sectores más radicalizados. Empezaba a extenderse la evidencia de que el texto secreto custodiado por la Santa Sede tenía algo más y de más grave contenido.
¿Puede ser esto cierto? ¿Es creíble que aún haya algo silenciado, de gravísimo contenido, del que no se quiere ni tan siquiera mentar su existencia, pero cuyas huellas históricas y documentales casi se pueden rastrear con milimétrica exactitud, hasta el punto de hacer tambalear lo publicado en el año 2000 por la misma Santa Sede? Esta es la posición mayoritaria de los escépticos con la interpretación “oficial” del tercer secreto, entre los que se incluyen, cómo no, los fatimistas Grunner y Kramer, pero no sólo.
Porque ocurrió lo temido. Las filas de los escépticos vieron como se incorporaban a sus tesis destacadas figuras del panorama católico “conservador” cuyo prestigio y renombrada fidelidad a la causa católica estában mas que fuera de toda duda. En primer lugar Vittorio Messori, al que toca el honor de ser el primer prohombre de la ortodoxia católica que mostró su escepticismo respecto al tercer secreto y su interpretación. De hecho su primer desencuentro público con el tema de Fátima ve la luz en las páginas del periódico italiano Corriere della Sera, días después de la muerte de la última vidente de Fátima -sor Lucia- ocurrida el año 2005: “Cuando sor Lucia, la vidente de Fátima, muere en el monasterio de Coimbra, el 13 de febrero de 2005, su celda es rápidamente sellada. La religiosa había escrito mucho, y se sabía que tenía un diario que le había mostrado a su confesor. Mejor, por tanto, cerrar aquella puerta y evitar la dispersión de documentos antes de que fueran reclamados por las autoridades eclesiásticas”.

Y junto a Messori se alineó en posición de batalla contra la validez de la interpretaciónoficial otro periodista italiano, también fiel a Roma: Antonio Socci. Socci se hizo muy popular en Italia como director de un programa televisivo de la RAI –Excalibur- de contenido religioso en un moderno formato de debate, información, rigor, documentos audiovisuales e investigación que fue muy seguido y reconocido por los italianos y su Iglesia. Pero Socci demostró ser profundamente combativo y más directo que Messori, lo que le empezó a granjear no pocas enemistades en la Curia vaticana. A él se le debe uno de los mayores tsunamis que ha anegado la opinión pública en Italia y que de nuevo ha puesto en entredicho la validez de la interpretación vaticana, y no por los radicales y críticos, sino por gente que la Iglesia ha considerado siempre “de los suyos”. La culpa de este zarpazo a la calma vaticana fue una investigación teológico-periodística que Socci publicó en noviembre del año 2006 y cuyo título era más que elocuente: El cuarto secreto de Fátima. La génesis de este libro tan directamente opuesto a la interpretación “oficial” tuvo su origen en el desconcierto que le produjo a Socci la actitud de Messori, antes mencionada, en la que cuestionaba un cierto juego de silenciamiento en torno a Fátima. ¿Cómo era posible, se preguntó Socci, que tan fiel católico, renombrado y querido por Juan Pablo II, pusiera en duda la actuación de la Iglesia respecto a Fátima? Y tras un primer asombro, Socci decide bajar a la arena de la polémica, estudiando la argumentación primero de Solideo Paolini y posteriormente tanto la de los fatimistas críticos (Grunner, Kramer) como la de los expertos en Fátima más “ortodoxos” (como frère Michele de la Sainte Trinitè y el padre Joaquín Alonso). El resultado de su investigación y de sus fuentes (en la que destaca el que fue secretario del papa Juan XXIII, Monseñor Loris Capovilla, a través de sus conversaciones con Solideo Paolini) es sorprendente: según Socci hay dos textos manuscritos de sor Lucia relativos al tercer secreto, en uno se refiere la visión publicada por la Santa Sede, en otro las palabras de la Virgen explicando la visión y que darían continuidad a la misteriosa frase “En Portugal se conservará siempre el misterio de la fe, etc.”.
El shock que este libro produjo en Italia fue extraordinario. Desconcertada la curia vaticana por el ataque de uno de los periodistas “fieles a la causa” las reacciones no se hicieron esperar. El mismo Messori salió al paso con otro artículo en Corriere della Sera digno de un equilibrista, donde ni afirmaba ni desmentía. Pero la reacción más inesperada fue la de quien había sido objeto de las críticas más despiadadas del libro de Socci: el Cardenal Bertone. El Secretario de Estado Vaticano, o lo que es igual, el segundo hombre más poderoso de la Iglesia Católica, se vio obligado a presentar con urgencia otro libro en el que narra sus entrevistas con la que fue la última vidente de Fátima entre otras cosas (que duda cabe) para desmentir las tesis de Socci. Y es que Socci acusó a Bertone de ser el artífice de la mayor estafa a los católicos: el silenciamiento y encubrimiento de una parte del secreto. Pero Bertone no se quedó corto en los calificativos, y le tachó de mentiroso y de hacer el juego a los enemigos de la Iglesia: la masonería. El río sonaba demasiado como para no alimentar las dudas de que algo bajaba sobre las aguas revueltas de Fátima.
Siguiendo la línea “oficial” vaticana se debería decir que todo lo concerniente al tercer secreto pertenece al pasado, por lo que del contenido de Fátima sólo quedaría por cumplirse la promesa del triunfo de María. Cuando se hace público en el año 2000 este secreto, no cabe duda de que el panorama internacional aún cuando no pacífico, tenía tintes más esperanzadores de los que tiene en la actualidad. Difícilmente era imaginable el sombrío panorama que se avecinarían los años siguientes. El mismo Cardenal Ratzinger se hace portavoz de una Iglesia que reclama al Cielo su ayuda en esta época de oscuridad. De entre otros muchos destacan los textos y meditaciones que escribió para el Vía Crucis del año 2005, tradicional acto dirigido por el Papa en las calles de Roma la tarde del Viernes Santo, que por su solemnidad y por la circunstancia sorprendente de que se trató del último Vía Crucis de Juan Pablo II, que además sería escrito por el que será su sucesor, merece ser destacado sobremanera. Así dirá el Cardenal Ratzinger:
“Precisamente en esta hora de la historia vivimos en la oscuridad de Dios... Ayúdanos a creer en Ti y a seguirte en esta hora de oscuridad y de necesidad. En esta hora muéstrate de nuevo al mundo y haz que tu salvación se manifieste”.
En el 2005 la promesa del triunfo de María todavía no se había cumplido, y la sensación de estar inmersos de lleno en una época oscura se hacía patente. Por lo que algo no cuadraba con la explicación vaticana. Si el tercer secreto se refería a hechos del pasado había un abismo que era imposible transitar: ¿cuándo se verificará el triunfo de María?
Se hacía difícil creer que el atentado a Juan Pablo II aquel 13 de mayo de 1981 era el secreto tan celosamente guardado y que ahora, de Fátima, sólo faltaba esperar el triunfo de María. Especialmente porque los sucesos tan graves que se vinieron sucediendo desde aquel 1981 no tuvieron su colofón final con la caída del muro de Berlín ni con el derrumbe soviético. Y esto se reconocía, curiosa y paradójicamente, en el mismo Documento oficial sobre el tercer secreto. De hecho la Congregación para la Doctrina de la Fe no tendrá pudor en volver a recoger las palabras que el Cardenal Sodano dirigió a los fieles presentes en la explanada de Fátima al anticipar el contenido del tercer secreto. En ellas Sodano, parafraseando al mismo Papa que directamente le escuchaba, reconoce que la cruz de la Iglesia no ha terminado su escalada hacia el Gólgota, y que el mismo mensaje de Fátima que leía los signos de los tiempos, lee también los de nuestro tiempo actual, de nuestro presente, con una especial perspicacia:
"Los sucesivos acontecimiento del año 1989 han llevado, tanto en la Unión Soviética como en numerosos Países del Este, a la caída del régimen comunista que propugnaba el ateísmo. También por esto el Sumo Pontífice le está agradecido a la Virgen desde lo profundo del corazón. Sin embargo, en otras partes del mundo los ataques contra la Iglesia y los cristianos, con la carga de sufrimiento que conllevan, desgraciadamente no han cesado. Aunque las vicisitudes a las que se refiere la tercera parte del secreto de Fátima parecen ya pertenecer al pasado, la llamada de la Virgen a la conversión y a la penitencia, pronunciada al inicio del siglo XX, conserva todavía hoy una estimulante actualidad"
Sinceramente este fragmento “la Señora del mensaje parecía leer con una perspicacia especial los signos de los tiempos, los signos de nuestro tiempo” es un ejemplo paradigmático en el arte de la negación del principio de contradicción (una cosa no puede ser y no ser al mismo tiempo). Señalando a vuelapluma esas “contradicciones”, asombra leer en tan pocas líneas ideas tan opuestas, pues si “oficialmente” parece reconocerse que el contenido del tercer secreto pertenece al pasado (“las vicisitudes a las que se refiere la tercera parte del secreto de Fátima parecen ya pertenecer al pasado”) al mismo tiempo se matiza ese alcance interpretativo al reconocer que esto es sólo una opinión (las vicisitudes a las que se refiere la tercera parte del secreto de Fátima parecen ya pertenecer al pasado). Y eso sin olvidar la reiteración que en dos ocasiones se hace respecto de que el contenido del mensaje sigue siendo actual y que hace referencia a nuestra época presente, es decir, que no pertenece al pasado (Sin embargo, en otras partes del mundolos ataques contra la Iglesia y los cristianos, con la carga de sufrimiento que conllevan,desgraciadamente no han cesado. (...)la llamada de la Virgen a la conversión y a la penitencia, pronunciada al inicio del siglo XX, conserva todavía hoy una estimulante actualidad. «La Señora el mensaje parecía leer con una perspicacia especial los signos de los tiempos, los signos de nuestro tiempo ...”).

No sólo el mismo día que se da a conocer el texto del tercer secreto se recogen las palabras del Cardenal Sodano en las que, subrepticiamente, se reconoce que no está todo cumplido, sino que el entonces secretario del ex Santo Oficio, Monseñor Bertone, sorprendentemente reconoce algo más. En este caso de un modo más sibilino pero más explosivo, pues lo dice a través de la cita de una carta que sor Lucia dirigió al santo Padre Juan Pablo II, en el año 1982 (por tanto después del atentado): “Desde el momento en que no hemos tenido en cuenta este llamamiento del Mensaje, constatamos que se ha cumplido, Rusia ha invadido el mundo con sus errores. Y, aunque no constatamos aún la consumación completa del final de esta profecía, vemos que nos encaminamos poco a poco hacia ella a grandes pasos. Si no renunciamos al camino del pecado, del odio, de la venganza, de la injusticia violando los derechos de la persona humana, de inmoralidad y de violencia, etc. Y no digamos que de este modo es Dios que nos castiga; al contrario, son los hombres que por sí mismos se preparan el castigo. Dios nos advierte con premura y nos llama al buen camino, respetando la libertad que nos ha dado; por eso los hombres son responsables...”

Reiteremos que ese fragmento de una carta de sor Lucia al beato Juan Pablo II no sólo es posterior al atentado en la plaza de san Pedro, sino que el mismo monseñor Bertone señala en su comentario “oficial” que esta carta insinúa la correcta interpretación del tercer secreto. Pero ¿no se había reiterado que el tercer secreto tenía su culminación en el atentado del 13 de mayo de 1981? ¿Porqué dice entonces sor Lucia al mismo Juan Pablo II, un año después del atentando, que aún no se constata el cumplimiento final de la profecía? ¿No dice claramente en esta carta que la constatación final será un Castigo del que el buen Dios nos advierte, y cuya autoría no es divina sino humana? ¿A qué Castigo se puede referir? ¿No se había reiterado que esta profecía hacía referencia a los totalitarismos del siglo XX y en particular al atentado contra la vida de Juan Pablo II obra del turco Ali Agca? ¿De qué Castigo habla sor Lucia que aún está por realizarse y que no ha culminado en aquel fatídico atentado? ¿Qué Castigo o catástrofe es de la que sor Lucia nos advierte en su interpretación del tercer secreto si, tras el atentado contra el Papa, todo se ha de referir a hechos del pasado? ¿Qué castigo ha sido profetizado y que a Monseñor Bertone le parece como en línea con una correcta interpretación del secreto de Fátima? Algo no es coherente, y de hecho el mismo Cardenal Ratzinger así lo reconocerá el año 2003, en una entrevista al canal de televisión católico de la Madre Angélica, EWTN: “No es descartable la posibilidad de que la visión se refiriera a un hecho del futuro”.
Seguiremos.
Adaptación para el blog del tercer capítulo de mi obra “Fátima, verdad oculta”
x cesaruribarri@gmail.com

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Historia de la devoción a María Auxiliadora en la Iglesia Antigua.

 


MARÍA AUXILIADORA

 
os cristianos de la Iglesia de la antigüedad en Grecia, Egipto, Antioquía, Efeso, Alejandría y Atenas acostumbraban llamar a la Santísima Virgen con el nombre de Auxiliadora, que en su idioma, el griego, se dice con la palabra "Boetéia", que significa "La que trae auxilios venidos del cielo". Ya San Juan Crisóstomo, arzobispo de Constantinopla nacido en 345, la llama "Auxilio potentísimo" de los seguidores de Cristo. Los dos títulos que más se leen en los antiguos monumentos de Oriente (Grecia, Turquía, Egipto) son: Madre de Dios y Auxiliadora. (Teotocos y Boetéia). En el año 476 el gran orador Proclo decía: "La Madre de Dios es nuestra Auxiliadora porque nos trae auxilios de lo alto". San Sabas de Cesarea en el año 532 llama a la Virgen "Auxiliadora de los que sufren" y narra el hecho de un enfermo gravísimo que llevado junto a una imagen de Nuestra Señora recuperó la salud y que aquella imagen de la "Auxiliadora de los enfermos" se volvió sumamente popular entre la gente de su siglo. El gran poeta griego Romano Melone, año 518, llama a María "Auxiliadora de los que rezan, exterminio de los malos espíritus y ayuda de los que somos débiles" e insiste en que recemos para que Ella sea también "Auxiliadora de los que gobiernan" y así cumplamos lo que dijo Cristo: "Dad al gobernante lo que es del gobernante" y lo que dijo Jeremías: "Orad por la nación donde estáis viviendo, porque su bien será vuestro bien". En las iglesias de las naciones de Asia Menor la fiesta de María Auxiliadora se celebra el 1º de octubre, desde antes del año mil (En Europa y América se celebre el 24 de mayo). San Sofronio, Arzobispo de Jerusalén dijo en el año 560: "María es Auxiliadora de los que están en la tierra y la alegría de los que ya están en el cielo". San Juan Damasceno, famoso predicador, año 749, es el primero en propagar esta jaculatoria: "María Auxiliadora rogad por nosotros". Y repite: "La "Virgen es auxiliadora para conseguir la salvación. Auxiliadora para evitar los peligros, Auxiliadora en la hora de la muerte". San Germán, Arzobispo de Constantinopla, año 733, dijo en un sermón: "Oh María Tú eres Poderosa Auxiliadora de los pobres, valiente Auxiliadora contra los enemigos de la fe. Auxiliadora de los ejércitos para que defiendan la patria. Auxiliadora de los gobernantes para que nos consigan el bienestar, Auxiliadora del pueblo humilde que necesita de tu ayuda".

La batalla de Lepanto.

En el siglo XVI, los mahometanos estaban invadiendo a Europa. En ese tiempo no había la tolerancia de unas religiones para con las otras. Y ellos a donde llegaban imponían a la fuerza su religión y destruían todo lo que fuera cristiano. Cada año invadían nuevos territorios de los católicos, llenando de muerte y de destrucción todo lo que ocupaban y ya estaban amenazando con invadir a la misma Roma. Fue entonces cuando el Sumo Pontífice Pío V, gran devoto de la Virgen María convocó a los Príncipes Católicos para que salieran a defender a sus colegas de religión. Pronto se formó un buen ejército y se fueron en busca del enemigo. El 7 de octubre de 1572, se encontraron los dos ejércitos en un sitio llamado el Golfo de Lepanto. Los mahometanos tenían 282 barcos y 88,000 soldados. Los cristianos eran inferiores en número. Antes de empezar la batalla, los soldados cristianos se confesaron, oyeron la Santa Misa, comulgaron, rezaron el Rosario y entonaron un canto a la Madre de Dios. Terminados estos actos se lanzaron como un huracán en busca del ejército contrario. Al principio la batalla era desfavorable para los cristianos, pues el viento corría en dirección opuesta a la que ellos llevaban, y detenían sus barcos que eran todos barcos de vela o sea movidos por el viento. Pero luego - de manera admirable - el viento cambió de rumbo, batió fuertemente las velas de los barcos del ejército cristiano, y los empujó con fuerza contra las naves enemigas. Entonces nuestros soldados dieron una carga tremenda y en poco rato derrotaron por completo a sus adversarios. Es de notar, que mientras la batalla se llevaba a cabo, el Papa Pío V, con una gran multitud de fieles recorría a cabo, el Papa Pío V, con una gran multitud de fieles recorría las calles de Roma rezando el Santo Rosario. En agradecimiento de tan espléndida victoria San Pío V mandó que en adelante cada año se celebrara el siete de octubre, la fiesta del Santo Rosario, y que en las letanías se rezara siempre esta oración: MARÍA AUXILIO DE LOS CRISTIANOS, RUEGA POR NOSOTROS

El Papa y Napoleón.
El siglo pasado sucedió un hecho bien lastimoso: El emperador Napoleón llevado por la ambición y el orgullo se atrevió a poner prisionero al Sumo Pontífice, el Papa Pío VII. Varios años llevaba en prisión el Vicario de Cristo y no se veían esperanzas de obtener la libertad, pues el emperador era el más poderoso gobernante de ese entonces. Hasta los reyes temblaban en su presencia, y su ejército era siempre el vencedor en las batallas. El Sumo Pontífice hizo entonces una promesa: "Oh Madre de Dios, si me libras de esta indigna prisión, te honraré decretándote una nueva fiesta en la Iglesia Católica". Y muy pronto vino lo inesperado. Napoleón que había dicho: "Las excomuniones del Papa no son capaces de quitar el fusil de la mano de mis soldados", vio con desilusión que, en los friísimos campos de Rusia, a donde había ido a batallar, el frío helaba las manos de sus soldados, y el fusil se les iba cayendo, y él que había ido deslumbrante, con su famoso ejército, volvió humillado con unos pocos y maltrechos hombres. Y al volver se encontró con que sus adversarios le habían preparado un fuerte ejército, el cual lo atacó y le proporcionó total derrota. Fue luego expulsado de su país y el que antes se atrevió a aprisionar al Papa, se vio obligado a pagar en triste prisión el resto de su vida. El Papa pudo entonces volver a su sede pontificia y el 24 de mayo de 1814 regresó triunfante a la ciudad de Roma. En memoria de este noble favor de la Virgen María, Pío VII decretó que en adelante cada 24 de mayo se celebrara en Roma la fiesta de María Auxiliadora en acción de gracias a la madre de Dios.

San Juan Bosco y María Auxiliadora.


E
l 9 de junio de 1868, se consagró en Turín, Italia, la Basílica de María Auxiliadora. La historia de esta Basílica es una cadena de favores de la Madre de Dios. su constructor fue San Juan Bosco, humilde campesino nacido el 16 de agosto de 1815, de padres muy pobres. A los tres años quedó huérfano de padre. Para poder ir al colegio tuvo que andar de casa en casa pidiendo limosna. La Sma. Virgen se le había aparecido en sueños mandándole que adquiriera "ciencia y paciencia", porque Dios lo destinaba para educar a muchos niños pobres. Nuevamente se le apareció la Virgen y le pidió que le construyera un templo y que la invocara con el título de Auxiliadora.

Empezó la obra del templo con tres monedas de veinte centavos. Pero fueron tantos los milagros que María Auxiliadora empezó a hacer en favor de sus devotos, que en sólo cuatro años estuvo terminada la gran Basílica. El santo solía repetir: "Cada ladrillo de este templo corresponde a un milagro de la Santísima Virgen". Desde aquel santuario empezó a extenderse por el mundo la devoción a la Madre de Dios bajo el título de Auxiliadora, y son tantos los favores que Nuestra Señora concede a quienes la invocan con ese título, que ésta devoción ha llegado a ser una de las más populares.


San Juan Bosco decía: "Propagad la devoción a María Auxiliadora y veréis lo que son milagros" y recomendaba repetir muchas veces esta pequeña oración: "María Auxiliadora, rogad por nosotros". El decía que los que dicen muchas veces esta jaculatoria consiguen grandes favores del cielo.
http://cruzamante-santoral.blogspot.com/

El consejo de Sor Lucía

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Lucia
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Ofrecemos nuestra traducción de una carta que la Sierva de Dios Sor Lucía de Jesús escribió a un sacerdote preocupado “por la desorientación del tiempo presente”, carta luego aparecida en un libro y recientemente publicada en el blog italiano Cantuale Antonianum.
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Querido Padre:

¡Pax Christi!

He notado en su carta que está muy preocupado por la desorientación del tiempo presente. Usted está en la verdad cuando lamenta que muchos se dejan dominar por la onda diabólica que esclaviza al mundo y se encuentran tan ciegos que no ven el error.

Pero el principal error es que estos abandonaron la oración, alejándose de Dios, y sin Dios todo falla porque “sin mí nada podéis hacer” (Jn 15, 5).

Ahora, lo que recomiendo especialmente es que se acerque al Tabernáculo y haga oración. Allí encontrará la luz y la fuerza para nutrirse y donarse a los otros. Donarse con suavidad, con humildad y, al mismo tiempo, con firmeza. Porque aquellos que ejercen una responsabilidad tienen el deber de tener la verdad en la debida consideración, con serenidad, con justicia, con caridad. Por esto, tienen necesidad cada día de rezar más, de estar cerca de Dios, de tratar con Dios todos los problemas antes de afrontarlos con las criaturas. Continúe por este camino y verá que cerca del Tabernáculo encontrará más sabiduría, más luz, más fuerza, más gracia y más virtud, que nunca podrá encontrar en los libros, ni en los estudios, ni con ninguna criatura.

Nunca juzgue perdido el tiempo que pasa en la oración y verá cómo Dios le comunicará la luz, la fuerza y la gracia de la que tiene necesidad, y también aquello que Dios le pide.

Esto es lo que importa: hacer la voluntad de Dios, permanecer donde Él nos quiere y hacer lo que Él nos pide. Pero siempre con espíritu de humildad, convencidos de que por nosotros mismos no somos nada y de que debe ser Dios quien trabaje en nosotros y se sirva de nosotros para todo aquello que Él pide.

Por eso, todos tenemos necesidad de intensificar mucho nuestra vida de unión interior con Dios y todo esto se consigue por medio de la oración. Que nos falte el tiempo para todo menos para la oración, ¡y verá cómo en menos tiempo se hará mucho!

Todos nosotros, pero especialmente quien tiene una responsabilidad, sin la oración o sacrificando habitualmente la oración por las cosas materiales, es como una pluma de ave que se usa para batir la clara del huevo, levantando castillos de espuma que, sin azúcar para sostenerlos, luego se disgregan y se deshacen transformándose en agua podrida.

Por eso, Jesucristo dijo: “vosotros sois la sal de la tierra, pero si la sal pierde su sabor, ya no sirve sino para ser tirada”.

Y, dado que esta fuerza sólo podemos recibirla de Dios, tenemos necesidad de acercarnos a Él para que nos la comunique y esta cercanía se realiza sólo por medio de la oración, que es el lugar donde el alma se encuentra directamente con Dios.

Recomiende esto a todos sus hermanos sacerdotes y lo experimentarán. Y luego dígame si estoy equivocada. Estoy muy segura de cuál es el principal mal del mundo actual y la causa del retroceso en las almas consagradas. Nos alejamos de Dios, y sin Dios tropezamos y caemos. El demonio es astuto para saber cuál es el punto débil a través del cual ha de atacarnos. Si no estamos atentos y si no tenemos precaución con la fuerza de Dios, sucumbimos porque los tiempos son muy malos y nosotros somos muy débiles. Sólo la fuerza de Dios nos puede sostener.

Vea si puede llevar adelante todo esto con calma, confiando siempre en Dios. Y Él hará todo aquello que nosotros no podemos hacer y suplirá nuestra insuficiencia.

Sor Lucía

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LA ÚLTIMA ENTREVISTA PÚBLICA DE SOR LUCÍA Por el Padre Joaquín María Alonso, C. M. F. - Archivero oficial de Fátima.

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El Padre Augustín Fuentes, sacerdote mejicano nombrado vicepostulador de las causas de beatificación de Francisco y Jacinta, tuvo una conversación con Sor Lucía el día 26 de diciembre de 1957. Vuelto a Méjico, el día 22 de mayo de 1958 dió una conferencia en la Casa Madre de las Misioneras del Sagrado Corazón, y habló de esta entrevista. Poseemos dos textos "auténticos" de esa conferencia, uno en español y otro en inglés, (una traducción abreviada del texto en español), esencialmente idéntica al primero.
Aquí presentamos el texto original, español, de las "Declaraciones de Sor Lucía al Padre Agustín Fuentes". - Imprimatur a este texto del Padre A. Fuentes de S.E.R. Arzobispo Mons. Sánchez de Santa Cruz, Méjico.
(Estas DECLARACIONES al Padre Agustin Fuentes, investigador oficial, postulador, del Vaticano en la causa de beatificación de Francisco y Jacinta, están reconocidas por S. S. Pío XII, y fueron publicadas en su día con licencia eclesiástica (imprimatur), en la revista "Fátima Findlings" -Junio de 1959, y en el "Messaggero dell Cuore di Maria." -Septiembre de 1961, entre muchas otras.)
Se habla en las declaraciones de un mensaje recibido «de los labios mismos» de la vidente de Fátima:
«Quiero contaros la última conversación que tuve con ella, que fué el 26 de diciembre del año pasado: La encontré en su convento muy triste, pálida y demacrada; y me dijo: "Padre, la Santísima Virgen está muy triste, porque nadie hace caso a su Mensaje, ni los buenos ni los malos. Los buenos, porque prosiguen su camino de bondad; pero sin hacer caso a este mensaje.
Los malos, porque no viendo el castigo de Dios, actualmente sobre ellos, a causa de sus pecados, prosiguen también su camino de maldad, sin hacer caso a este Mensaje. Pero, créame Padre, Dios va a castigar al mundo y lo va a castigar de una manera tremenda.
El castigo del cielo es inminente. ¿Qué falta, Padre, para 1960; y qué sucederá entonces? Será una cosa muy triste para todos; y no una cosa alegre si antes el mundo no hace oración y penitencia. No puedo detallar más, ya que es aún secreto que, por voluntad de la Santísima Virgen, solamente pudieran saberlo tanto el Santo Padre como el señor Obispo de Fátima.»
«Ambos no han querido saberlo para no influenciarse. Es la tercera parte del Mensaje de Nuestra Señora, (TERCER SECRETO), que aún permanece secreto hasta esa fecha de 1960. Dígales, Padre, que la Santísima Virgen, repetidas veces, tanto a mis primos Francisco y Jacinta, como a mí, nos dijo, que muchas naciones de la tierra desaparecerán sobre la faz de la misma, que Rusia sería el instrumento del castigo del Cielo para todo el mundo, si antes no alcanzábamos la conversión de esa pobrecita Nación (...).»
Sor Lucía me decía también:
Padre, el demonio está librando una batalla decisiva contra la Virgen; y como sabe qué es lo que más ofende a Dios y lo que, en menos tiempo, le hará ganar mayor número de almas, está tratando de ganar a las almas consagradas a Dios, ya que de esta manera también deja el campo de las almas desamparado, y (el demonio) más fácilmente se apodera de ellas.»
«Dígales también, Padre, que mis primos Francisco y Jacinta se sacrificaron porque vieron siempre a la Santísima Virgen muy triste en todas sus apariciones. Nunca se sonrió con nosotros, y esa tristeza y angustia que notábamos en la Santísima Virgen, a causa de las ofensas a Dios y de los castigos que amenazaban a los pecadores, nos llegaban al alma; y no sabíamos qué idear para encontrar en nuestra imaginación infantil medios para hacer oración y sacrificio (...).
Lo segundo que santificó a los niños fue la visión del infierno (...). Por esto, Padre, no es mi misión indicarle al mundo los castigos materiales que ciertamente vendrán sobre la tierra si el mundo antes no hace oración y penitencia. No. Mi misión es indicarles a todos el inminente peligro en que estamos de perder para siempre nuestra alma si seguimos aferrados al pecado.»
«Padre —me decía Sor Lucía—, no esperemos que venga de Roma una llamada a la penitencia, de parte del Santo Padre, para todo el mundo; ni esperemos tampoco que venga de parte de los señores Obispos cada uno en su diócesis; ni siquiera tampoco de parte de las Congregaciones Religiosas. No; ya Nuestro Señor usó muchas veces estos medios, y el mundo no le ha hecho caso.
Por eso, ahora que cada uno de nosotros comience por sí mismo su reforma espiritual; que tiene que salvar no sólo su alma, sino salvar a todas las almas que Dios ha puesto en su camino... Padre, la Santísima Virgen no me dijo que nos encontramos en los ULTIMOS TIEMPOS del mundo, pero me lo dió a demostrar por tres motivos:
El primero, porque me dijo que el demonio está librando una batalla decisiva con la Virgen y una batalla decisiva, es una batalla final en donde se va a saber de qué partido es la victoria, de qué partido es la derrota. Así que ahora, o somos de Dios, o somos del demonio; no hay término medio.
Lo segundo, porque me dijo, tanto a mis primos como a mí, que dos eran los últimos remedios que Dios daba al mundo; el Santo Rosario y la devoción al Inmaculado Corazón de María. Y, al ser los últimos remedios, quiere decir que son los últimos, que ya no va a haber otros.
Y tercero, porque siempre en los planos de la Divina Providencia, cuando Dios va a castigar al mundo, agota antes todos los demás medios; y cuando ha visto que el mundo no le ha hecho caso a ninguno de ellos, entonces, como si dijéramos a nuestro modo imperfecto de hablar, nos presenta con cierto temor el último medio de salvación, su Santísima Madre.
Si despreciamos y rechazamos este último medio, ya no tendremos perdón del cielo; porque hemos cometido un pecado, que en el Evangelio suele llamarse pecado contra el Espíritu Santo; que consiste en rechazar abiertamente, con todo conocimiento y voluntad, la salvación que se presenta en las manos.
Y también porque Nuestro Señor es muy buen hijo... y no permite que ofendamos y despreciemos a su Santísima Madre, teniendo como testimonio patente la historia de varios siglos de la Iglesia que, con ejemplos terribles, nos indica cómo Nuestro Señor siempre ha salido en defensa del honor de su Santísima Madre.»
«Dos son los medios para salvar al mundo, me decía Sor Lucía de Jesús: la oración y el sacrificio (...) Y luego, el Santo Rosario. Mire Padre, la Santísima Virgen, en estos ULTIMOS TIEMPOS en que estamos viviendo, ha dado una nueva eficacia al rezo del Santo Rosario. De tal manera que ahora no hay problema, por más difícil que sea, sea temporal o sobre todo espiritual, que se refiera a la vida personal de cada uno de nosotros; o a la vida de nuestras familias, sean familias del mundo o Comunidades Religiosas; o la vida de los pueblos y naciones.
No hay problema, repito, por más difícil que sea, que no podamos resolver ahora con el rezo del Santo Rosario.
Con el Santo Rosario nos salvaremos, nos santificaremos, consolaremos a Nuestro Señor y obtendremos la salvación de muchas almas. Y luego, la devoción al Corazón Inmaculado de María, Santísima Madre, poniéndonosla como sede de la clemencia, de la bondad y el perdón; y como puerta segura para entrar al cielo. Esta es la primera parte del Mensaje referente a Nuestra Señora de Fátima; y la segunda parte, que, aunque es más breve, no es menos importante, se refiere al Santo Padre.»

Texto extraído de "La verdad sobre el Secreto de Fátima, Fátima sin mitos", libro del Padre Joaquín Alonso, sacerdote Claretiano muy erudito, nombrado archivero oficial de Fátima e investigador de los hechos. Monseñor João Venancio, obispo de Fátima, le encargó en 1966 relatar una historia crítica y completa de las REVELACIONES, para defenderlas de los ataques y escepticismos modernistas.
El Padre Alonso, estudió los archivos, habló con Sor Lucia, y testificó públicamente que las "Declaraciones de Sor Lucia al P. Agustín Fuentes", en 1957, eran auténticas y verídicas. En 1975, terminado su estudio sobre las REVELACIONES, "Textos y estudios críticos de Fátima", con 5.396 documentos, listo ya para la impresión, el nuevo obispo de Fátima, Msr. do Amaral, lo archivó.
Antes de su fallecimiento el 12.12.1981, el Padre Alonso publicó algunos folletos sobre el mensaje de Fátima, y el libro.

A atualidade e as aparições de Fátima




No ano de 1917 um milagre público sem precedentes foi testemunhado por 70.000 pessoas! Nossa Senhora desceu do Céu até à pequena aldeia de Fátima para confiar a três pastorinhos uma mensagem com um segredo que devia ser cuidadosamente guardado por muitos anos, até quela própria, a Santíssima Virgem, indicasse que era chegado o momento de se revelar a todo o mundo. Tal segredo deveria ser revelado ao seu tempo mediante a realização de um pedido:

O pedido era o de que a Rússia fosse consagrada, pelo Papa em conjunto com todos os Bispos, ao Imaculado Coração de Maria.

“Virei pedir a Consagração da Rússia ao Meu Imaculado Coração e a Comunhão reparadora nos Primeiros Sábados”


Ocorre que o pedido de Nossa Senhora não foi satisfeito ao longo de, pelo menos, seis décadas!

Mas por que tal pedido tão simples ainda não foi realizado até os dias de hoje? Indícios dos motivos podem estar localizados no tempo. Por alguma razão prática Nossa Senhora havia dito que a consagração e o segredo deveriam ser revelados no ano de 1960.

Tal fato não passou em branco. O Cardeal Ottaviani, no ano de 1955, lhe perguntou por que 1960? Respondeu-lhe ela: «porque então parecerá mais claro».

Todavia, o Vaticano disse que não publicaria em 1960, mas não apenas: foi publicado pelo Vaticano na United Press International noticia informando que a carta jamais seria aberta!

Obviamente, uma vez que não foi publicado o segredo permanece, mas há indícios sobre o que nele pode estar contido em função exatamente da data em que deveria ter sido publicado, bem como pelas declarações da irmã Lúcia e de testemunhas do segredo.

Irmã Lúcia em sua 4ª. Memória disse que Nossa Senhora menciona que “em Portugal o dogma da fé sempre será preservado e etc…” . Especialistas costumam dizer que esse “etc” seria o segredo propriamente dito.

Vejamos o que as testemunhas dizem sobre ele:

Irmã Lúcia disse:

“Está nos evangelhos está no apocalípse”.

O Pe. Joseph Schweilg, que entrevistou irmã Lúcia a mando do Papa Pio XII no ano de 1952 disse:

“Não posso revelar nada do que ouvi sobre Fátima no que respeita ao Terceiro Segredo, mas posso dizer que tem duas partes: uma fala do Papa. A outra, logicamente (embora eu não deva dizer nada) teria de ser a continuação das palavras: ‘Em Portugal se conservará sempre o dogma da Fé”

O então Cardeal Ratzinger, atual Papa Bento XVI, em 1984 disse:

“O terceiro segredo é uma profecia religiosa.”

Neste sentido, vejamos alguns fatos interessantes ocorridos nas proximidades da década de 60 em uma conexão com à contemporaneidade e vamos certamente tatear algo do segredo!

Em ordem cronológica de acontecimentos em diversas competências:

Igreja: Em 1958 morre misteriosamente o Papa Pio XII – um ano após a chegada do segredo ao Vaticano; Em 1960 é Publicado na United Press International notícia segundo a qual a carta da irmã Lúcia jamais será aberta; Em 1962, em Metz, França, o Cardeal Eugène Tisserant encontra-se com o Metropolita Nikodim, da Igreja Ortodoxa Russa – com efeito um agente da KGB. Nesse encontro, Tisserant e Nikodim negociaram o que viria a ser conhecido como o Pacto de Metz, ou, mais popularmente, o Acordo Vaticano-Moscovo; Em 1965 os documentos do arquivo oficial de Fátima (mais de 5.000 documentos, em 24 volumes) serão impedidos de ser publicados – embora tais documentos confirmem que as profecias de Fátima, nas duas primeiras partes do Segredo (a eleição do Papa Pio XI, o desencadear da II Guerra Mundial, a expansão do Comunismo pelo mundo, etc.), tinham sido reveladas em privado pela Irmã Lúcia muito antes de se terem cumprido desde 1917!

Política: Em 1917 (mesmo ano das aparições em Portugal) a revolução russa havia se iniciado! A ONU já estava funcionando desde 1945; Os EUA ingressam na guerra do Vietnam em 1960; Nikita Khrushchev – presidente russo – se encontra com Charles De Gaulle em Paris; Inicia-se no mesmo ano uma verdadeira “queima de arquivo” dos comandantes do regime nazista; Incidentes de espionagem entre EUA e URSS são cada vez mais frequentes e a guerra fria está no seu auge; tem início a revolução cubana; Yuri Gagarin é o primeiro homem a chegar ao espaço e faz a volta completa na órbita da Terra em 12 de Abril; Brasília é inaugurada (oficiosamente é considerada uma capital esotérica e ecuménica) – o planalto central é vilipendiado de misticísmo; Guerras e nacionalismos africanos acontecem por todo aquele continente.

Arte: surge o movimento hippie e o psicodelísmo. O uso indiscriminado de drogas entorpecentes cresce como nunca! Surge uma arte rebelde e notadamente antireligiosa; os Beatles marcam presença e o bordão pacifista (a paz custe o que custar – give peace a chance, etc…) ingressa definitivamente na cultura pop. Acontece o festival profano deWoodstock.

Costumes: o feminismo atinge o seu auge e surge a revolução sexual. A moda muda radicalmente invocando sempre cada vez mais uma crescente rebeldia contra tudo e contra todos.

Enfim, os “loucos anos 60” marcam o início de um mundo revolucionário por excelência.


E as mensagens da Virgem Santíssima? Foram desprezadas...??!!



Fonte: Do blog A Hora de Maria.