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terça-feira, 11 de maio de 2010

Fatima. Aveva ragione Socci?

Benedetto XVI è partito questa mattina per Fatima. Sull’aereo ha risposto alle domande di alcuni giornalisti. L’ultima domanda suonava così:
Quale significato hanno oggi per noi le apparizioni di Fatima? Il messaggio può essere esteso, oltre che all’attentato a Giovanni Paolo II, anche alle altre sofferenze dei Papi. E’ possibile inquadrare in quella visione anche le sofferenze della chiesa di oggi, con i peccati degli abusi sessuali sui minori?
Il Papa ha risposto: “Nel 2000 nella mia presentazione avevo detto che in un’apparizione c’è un impulso soprannaturale che non viene solo dalla situazione della persona ma in realtà viene dalla Vergine Maria, dal soprannaturale. Dall’impulso interno del soggetto che si esprime nelle possibilità del soggetto. Il soggetto è determinato dalle sue condizioni storiche, personali, temperamentali, e quindi traduce il grande impulso soprannaturale, nelle sue possibilità di dire, di immaginare, di esprimere, ma in queste espressioni formate dal soggetto si nasconde un contenuto che va oltre, più profondo.”
E ancora: “Solo nel corso della storia possiamo vedere tutta la profondità, che era diciamo era vestita in questa visione possibile alle persone concrete. Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in sostanza riferire a Giovanni Paolo II sono indicate realtà del futuro della chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano. Cioè è vero che oltre il momento indicato nella visione, si parla, si vede la necessità di una passione della chiesa, che naturalmente si riflette nella persona del Papa, ma il Papa sta nella chiesa e quindi sono sofferenze della chiesa che si annunciano. Il Signore ci ha detto che la chiesa sarà per sempre sofferente, in modi diversi fino alla fine de mondo. L’importante è che il messaggio, la risposta di Fatima, sostanzialmente non va a situazioni particolari, ma la risposta fondamentale cioè conversione permanente, penitenza, preghiera, e le virtù cardinali, fede, speranza carità. Così vediamo qui la vera e fondamentale risposta che la chiesa deve dare, che noi ogni singolo dobbiamo dare in questa situazione. Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio è anche che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla chiesa, ma le sofferenze della chiesa vengono proprio dall’interno della chiesa, dal peccato che esiste nella chiesa. Anche questo lo vediamo sempre ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante che la più grande persecuzione alla chiesa non viene dai nemici di fuori, ma nasce dal peccato nella chiesa. E che la chiesa ha quindi ha profondo bisogno di rimparare la penitenza, accettare la purificazione, imparare il perdono ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia. Dobbiamo imparare proprio questo essenziale: la conversione, la preghiera la penitenza, le virtù teologali e qui siamo realistica il male attacca anche dall’interno, ma che sempre anche le forze del bene sono presenti e che finalmente il Signore è più forte del male e la madonna per noi è la garanzia. La bontà di Dio è sempre l’ultima risposta della storia.”
Benedetto XVI dunque parla di Fatima e sembra andare oltre il terzo segreto rivelato dalla chiesa nel 2000. Infatti nel terzo segreto così come lo conosciamo non si parla delle sofferenze interne: la chiesa è “attaccata dal male al suo interno” dice Ratzinger. E ancora, dice Benedetto XVI: “Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in sostanza riferire a Giovanni Paolo II sono indicate realtà del futuro della chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano.” Dunque oltre il testo del 2000 ci sono indicate altre realtà che riguardano il futuro della chiesa.
E’ vero il Papa non ha parlato del quarto segreto esplicitamente. Ma a leggere la risposta che ha dato oggi ai giornalisti non si può non pensare ad Antonio Socci il quale ha sempre legato il contenuto di un ipotetico quarto segreto alla corruzione della chiesa e al peccato che nasce all’interno della chiesa ed agisce nel presente. Leggendo oggi il Papa sembra che anche per lui Fatima non sia riconducibile al solo passato e dunque soltanto al testo del 2000.
Quanto a Socci va letto questo suo articolo su Libero del 2 aprile. Diceva già molto, forse tutto: “La Passione della Chiesa“.

fonte:palazzo apostolico

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