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sexta-feira, 17 de maio de 2013

MESSAGGIO D’AMORE DI “ROSA MISTICA” “PREGHIERA, SACRIFICIO, PENITENZA”

MESSAGGIO D’AMORE DI “ROSA MISTICA” “PREGHIERA, SACRIFICIO, PENITENZA”


LA PRIMA APPARIZIONE DI S. MARIA CROCIFISSA

17 DICEMBRE 1944

Pierina Gilli a 33 anni, il 14 agosto 1944, era entrata come po­stulante tra le Ancelle della Carità, ma dopo tre mesi di servizio come infermiera all'Ospedale dei Bambini, a Brescia, era stata colpita da una grave forma di meningite e ricoverata in isolamento all'Infermeria del Ronco.

Dopo dodici giorni di incoscienza, ricevuti per quanto possibile gli ultimi sacramenti, mentre si aspettava la sua morte, ebbe la prima apparizione di Santa Maria Crocifissa Di Rosa (allora Beata), fondatri­ce delle Ancelle della Carità, proprio nel giorno della sua festa, il 17 dicembre.

Dal diario di Pierina:

"La mattina del 17 dicembre 1941, primo ricordo dopo dodici giorni, sentii aprire la porta della mia stanzetta e aprendo gli occhi guardai e vidi entrare una suora vestita di nero che io credevo fosse la Rev.da Ma­dre della casa, perché io non conoscevo nessuna suora di quella casa. Poi tale suora mi si avvicinò e mi disse:

"Come stai, Pierina?" Io risposi: “Mi fa molto male la testa”. Ella mi dis­se: "Questo vasettino (perché teneva fra le mani un vasettino bianco) me lo diede una Signora per ungerti. Il male che provi alla testa ti conti­nuerà ancora un po'... avrai una nuda croce da portare, poi guarirai" (indi mi fece cenno di mettermi sul fianco destro, Ella stessa (la Suora) mi unse la parte ammalata (dorso e testa).

Io la ringraziai ed Ella mi sorrise e uscì dalla stanza. Dopo breve tempo entrò in stanza un 'altra suora vestita in bianco e questa era l'infermie­ra; vedendomi con gli occhi aperti (perché da quaranta ore ero in com­pleto stato comatoso) si avvicinò chiedendomi come mi sentissi. Io rispo­si.. "Sto meglio!" Allora ella mi domandò se volevo fare la S. Comunione, mi offrì un caffè e si meravigliò quando mi vide sedere sul letto senza bisogno di aiuto alcuno e sentendomi parlare liberamente.

Prima che la suora partisse la pregai di chiamarmi la Rev.da Madre, perché volevo ringraziarla... In realta nè la Rev.da suora infermiera nè alcuna altra suora era stata presso di me per prestarmi tale medica­mento. Allora compresero le suore che non poteva essere stata che la Beata Suor Maria Crocifissa Di Rosa, loro Fondatrice, che appunto in ta­le giorno festeggiavano".


Sarà la Santa Fondatrice a procurare i primi incontri con la Ma­donna "Rosa Mistica" e in seguito innumerevoli volte apparirà a Pierina per confortarla e consigliarla.

(Maria “Rosa Mistica” benedice i suoi figli dalla Cappella della fonte)


LA PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA CON TRE SPADE INFISSE NEL PETTO 24 NOVEMBRE 1946


CIRCOSTANZE. Pierina era in servizio come infermiera all'Ospe­dale di Montichiari con le Suore Ancelle della Carità.

A metà novembre 1946 fu colpita da fortissimi dolori e vomito, sintomi di occlusione intestinale, per la quale era imminente l'inter­vento chirurgico.

Dal diario di Pierina:

"La notte dal 23 al 24 novembre, proprio quando mi sentivo mancare la vita, verso le ore tre sentii avvicinarsi qualcuno. Allora apersi gli occhi per vedere chi fosse, e con mia grande sorpresa vidi una suora che io ri­conobbi, quella vista l'anno prima al Ronco, la quale mi domandò co­me mi sentivo. Io risposi che ero molto preoccupata, perché mi sentivo morire e perché sapevo di venir sottoposta ad un grave intervento, sa­pendo che era tanto difficile e pericoloso, perciò (temevo) di non poterlo superare.

Allora quella suora (Beata Maria Crocifissa) mi disse di chiamare la Rev.da Madre e altre cinque suore, le quali avrebbero dovuto recitare il S. Rosario e io in quel frattempo sarei guarita, ossia mi si sarebbe sbloc­cato l'intestino. Poi con la mano sinistra la Beata mi fece cenno di guar­dare in un angolo della stanza. Allora io vidi in quel momento una bel­lissima Signora come trasparente, vestita di color viola e un velo che le copriva la testa e scendeva fino ai piedi, di color bianco; teneva le brac­cia aperte e così si potevano vedere tre spade che le erano confitte al pet­to in corrispondenza del cuore.

La Beata M. Crocifissa allora mi disse che quella Signora era la Madon­na, la quale chiedeva a me preghiere, sacrifici e sofferenze per riparare i peccati di tre categorie di anime consacrate a Dio.

Primo: per le anime religiose che tradiscono la loro vocazione,

Secondo: per riparare il peccato mortale di queste anime,.

Terzo: per riparare il tradimento dei sacerdoti che si rendono indegni del loro Sacro Ministero.

Particolarmente mi raccomandò la santificazione dei sacerdoti, dicen­domi: "Se questi saranno santi, tante anime si santificheranno".

Mentre la Beata Maria Crocifissa così parlava, la bella Signora si avvi­cinò alquanto ed io potei vedere due grosse lacrime scendere dagli occhi e sentii la sua dolce voce che diceva: "Preghiera, sacrificio e penitenza". Mentre contemplavo quelle dolci e soavi figure all'istante scomparvero".

Le tre spade con la loro interpretazione sono la chiave che spie­ga la finalità delle gravissime sofferenze di Pierina prima di vedere le tre spade sostituite da tre rose.

Il messaggio particolare per Pierina diventerà una proposta di "Rosa Mistica" per tutte le comunità religiose: preghiera, penitenza, sofferenza per riparare ed eliminare le infedeltà delle persone consa­crate.

Si noti che in questa prima apparizione la Madonna è vista da Pierina "come trasparente" cioè come un'immagine in visione.

Nelle apparizioni successive la Madonna sarà vista come Santa Maria Crocifissa, cioè come persona presente.


LA SECONDA APPARIZIONE DELLA MADONNA CON TRE SPADE INFISSE NEL PETTO 1 GIUGNO 1947


CIRCOSTANZE. Dopo un mese di penitenze da parte di Pierina infermiera all'Ospedale di Montichiari, e di persecuzioni da parte dei demoni, la stessa notte della terribile visione dell'inferno.

Dal diario di Pierina, con qualche omissione:

"Verso le ore tre e quindici del 1° giugno 1957 fui svegliata da un legge­ro rumore. Apersi gli occhi e vidi nell'angolo della mia stanzetta una suora vestita di nero. La riconobbi. Svegliai la Madre e la suora dicen­do loro: "C'è la Madre Fondatrice".

Mi alzai, mi posi in ginocchio; ed ecco a destra della Beata mi apparve la Madonna non più "trasparente" ma come persona vivente, vestita di viola, con un grande velo bianco che la ricopriva dal capo ai piedi, con le braccia aperte, così che io potevo osservare tre spade confitte nel petto.

La Beata Fondatrice era inginocchiata a sinistra. Domandai alla San­tissima Vergine che si mostrasse anche alla Madre e alla suora presenti.

La Madonna rispose: “Di' loro che ci vedranno più belle in Paradiso". Così dicendo stese le braccia in avanti in segno di protezione e guar­dandomi sorrise.

La Beata allora mi disse: "La penitenza che hai compiuto in questi gior­ni è stata richiesta dalla Madonna per riparare le offese che riceve il Si­gnore dalle anime consacrate che vivono in peccato... Le tue grandi sof­ferenze insieme alla visione dell'inferno hanno avuto lo scopo di farti conoscere la gravità del peccato mortale nelle anime consacrate a Gesù ed elette dal suo amore. Le sofferenze di questi giorni sono valse a strap­pare dal potere del demonio alcune nostre religiose. Ne rimane ancora "una" per la quale sono necessarie ancora preghiere, sacrifici, peniten­za. Continuerai a dormire per terra nelle notti dal giovedì al venerdì, fino agli esercizi spirituali del secondo gruppo...

Dirai ancora alla Superiora Generale che nel nostro Istituto venga ono­rata la Vergine santissima formando tra le religiose tante rose viventi. Ci siano cioè in ogni comunità tre suore che si offrano come mistiche rose.

Prima: Rosa Bianca, e cioè spirito di preghiera per riparare le offese che danno a Nostro Signore le religiose che tradiscono la vocazione.

Seconda: Rosa Rossa, e cioè spirito di sacrificio per riparare le offese che danno a Nostro Signore le religiose che vivono in peccato mortale.

Terza: Rosa Giallo-oro, cioè spirito di immolazione totale per riparare le offese che danno a Nostro Signore i sacerdoti Giuda, ed in particolare per la santificazione dei sacerdoti.

Queste tre rose saranno quelle che faranno cadere le tre spade dai Cuo­ri Santissimi di Gesù e Maria".

La visione adagio scomparve, lasciandomi tanta pace nell'anima".


PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA CON TRE ROSE SUL PETTO 13 LUGLIO 1947


Dal diario di Pierina con omissioni:

"Erano pressappoco le ore quattro del mattino del giorno 13 luglio (nel­la camera all'ospedale di Montichiari). Ero già in preghiera essendo già

stata avvertita per tempo dalla Beata Suor Maria Crocifissa, che sarebbe venuta la Madonna. Assieme con me avevo qualche suora.

In questo frattempo venne la Beata la quale mi invitò a recitare l'atto di dolore, poi dopo un po' di silenzio, volse il capo verso destra in segno di attesa come aspettasse qualcuno. Ed ecco ad un tratto di nuovo quel leg­gero fruscio, che non so a che cosa paragonarlo, come a un delicato vento che viene verso la persona, il quale per se stesso dà già un senso di gioia senza rendersi conto del perché.

Dopo questo dolce avvertimento, vidi una bellissima luce, brillantissima, che si divise in mezzo come una nube che lascia trasparire i raggi del sole. Ecco, in mezzo a questa luce vidi apparire una bellissima Signora, vestita di bianco, come di un raso finissimo, che nello stesso splendore della candida veste aveva riflessi di luce argentei.

Un manto pure bianco, fissato sotto la gola come da un gancio, le scen­deva dal capo ai piedi, lasciando intravedere sulla fronte qualche ciuf­fetto di capelli ondulati di color castano chiaro. Sia il manto che il ve­stito erano uguali di candore e il bordo leggermente ricamato in oro. Di­co ricamato, perché era la formazione di un ricamo, ma formato da un'altra trasparenza di luce color d'oro, che formava come un ricamo.

Appena la vidi non mi vergognai di trovarmi alla sua presenza piena di peccati, anzi il suo sguardo così pieno di bontà m'infuse nell'animo tan­ta gioia, che non potei fare a meno di esclamare:

"Oh! Com'è bella!" Mi figuravo di avvicinarmi a Lei, affinché mi portas­se con sé in Paradiso (...) Dal suo sguardo capii che il mio desiderio di andare con Lei non era accettato. Allora fui io la prima a rivolgere la parola. Nonostante avessi la certezza che fosse la Madonna, volli chie­dere:

'Ditemi in canta, chi siete voi?". Che sorriso di compiacenza mi fece! Col suo atteggiamento così maestoso invitava alla confidenza e con grande dolcezza mi rispose:

"Io sono la Madre di Gesù e la Madre di tutti voi" (...) Quale volto para­disiaco era quello della Madonna! Tante persone che ho visto, mai nes­suno l'ho trovato uguale. Era tanto bello, con lineamenti molto fini, d'un colorito roseo e occhi scuri. Mi è impossibile capire la sua età. L 'aspetto della persona non era di giovinetta; il suo delicato viso era si giovane, ma dalla maestà personale si potrebbe giudicare di 20-25 e anche 30 anni.

(...) Così dicendo la Madonna aprì le braccia che fino allora teneva con­giunte. Nell'aprire le braccia e con esse il manto mi mostrava che le tre

spade, che l'altra volta aveva puntate sul cuore, ora non vi erano più. Infatti al posto di esse spiccavano tre bellissime rose: bianca, rossa e l'al­tra gialla con riflessi oro.

Mi venne spontaneo di abbassare gli occhi e vidi tre spade ai piedi del­la Madonna, in mezzo a tante rose del medesimo colore di quelle che aveva sul petto.

Alzando nuovamente gli occhi vidi che le rose si erano diramate e avevano formato come una nicchia e la Madonna si trovava dentro a que­sto bellissimo roseto, mentre prima l'avevo vista solo con la luce attorno.

Di quanta gioia fui invasa nel vedere che la Madonna non aveva più le tre spade conficcate nel cuore.

(...) Riprese a dirmi con un tono di voce "autorevole" con cui trasmetteva un comando che Essa aveva ricevuto dal Signore:

“Nostro Signore mi manda per portare una nuova Devozione Mariana in tutti gli Istituti e Congregazioni religiose, maschili e femminili, e an­che ai sacerdoti secolari” (...) Quando io le chiesi la spiegazione dei sa­cerdoti secolari (perché a dire il vero io credevo che Frati e Preti fossero una sola cosa), subito la Madonna mi fece un sorriso che ispirava mag­gior confidenza (...) e mi rispose:

"Essi sono coloro che vivono nelle loro case, pur essendo Ministri di Dio, mentre gli altri vivono nei Monasteri o Congregazioni".

Qui il suo sguardo si alzò, lo diffuse come abbracciasse una cosa lonta­na e sempre con il sorriso continuò a dire: "Prometto a quegli Istituti re­ligiosi o Congregazioni che più mi onoreranno: che saranno da me pro­tetti, e avranno maggior fioritura di vocazioni e meno vocazioni tradite, meno anime che offendono il Signore col peccato grave, e grande santità nei Ministri di Dio".

(...) Come dissi, il suo sguardo non era diretto solo verso di me, ma era come parlasse a tante persone, e disse:

“Desidero che il giorno 13 di ogni mese sia la Giornata Mariana, alla quale siano premesse preghiere speciali di preparazione per 12 giorni”.

Qui cambiò la sua espressione, diventò triste: "Tale giornata deve essere di riparazione per le offese commesse contro Nostro Signore dalle anime consacrate che con le loro colpe fanno penetrare nel mio cuore e nel cuore del mio Divin Figlio tre pungenti spade".

(...) Riprese il suo delicato sorriso e continuò a dire: "In tal giorno farò

scendere sugli Istituti o Congregazioni religiose che mi avranno onorata abbondanza di grazia e santità di vocazioni.

Tale giorno sia santificato con particolari preghiere, quali la S. Messa, la S. Comunione, il Rosario, l'Ora di Adorazione.

Desidero che il giorno 13 luglio di ogni anno sia festeggiato da ogni Istituto che in ogni Congregazione o Istituto religioso ci siano anime che vivono con grande spirito di preghiera, per ottenere che nessuna vocazio­ne venga tradita" (Qui pareva che la rosa bianca che era sul petto spic­casse di più per dimostrare questo significato).

Dopo un momento di pausa, sempre ferma nel suo atteggiamento e con le mani giunte continuò:

“Desidero pure che vi siano altre anime che vivano di generosità ed amore ai sacrifici, alle prove, alle umiliazioni, per riparare le offese che riceve Nostro Signore dalle anime consacrate che vivono in peccato mor­tale”. (Qui la rosa rossa che era puntata sul petto della Madonna, pare­va che spiccasse di più e dimostrasse il suo significato).

Poi la Madonna fece ancora un attimo di pausa e riprendendo disse:

“Desidero ancora che altre anime immolino totalmente la loro vita per riparare i tradimenti che riceve Nostro Signore dai sacerdoti Giuda” (Qui pure la rosa giallo-oro dava viva espressione di sé stessa).

(...) Dopo un po' di pausa la Madonna continuò, sempre con tanta de­licatezza e dolcezza, a dire:

"L'immolazione di queste anime otterrà dal mio materno Cuore la san­tificazione di questi Ministri di Dio e abbondanza di grazie sulle loro Congregazioni.

Desidero che questa mia nuova devozione sia estesa a tutti gli Istituti re­ligiosi".

Qui la Madonna stette un po' silenziosa. Poi con un sorriso di compia­cenza e con lo sguardo verso la Beata Suor Maria Crocifissa disse:

"Ho scelto questo Istituto per primo, perché la Fondatrice di esso è la 'Di Rosa" la quale ha infuso nelle sue Figlie lo spirito di carità, così che que­ste sono come tante roselline, simbolo di carità". Qui fece un sorriso di gioia: "Ecco perché mi presento circondata da un roseto".

Allora io a nome della Madre Superiora domandai alla Madonna un miracolo esterno in testimonianza della sua venuta.

La Madonna mi rispose con mestizia:

“Io non farò alcun miracolo esterno. il miracolo più evidente avverrà quando queste anime consacrate che da tempo e specie nel periodo del­la guerra si sono rilassate nello spirito, così da tradire la loro vocazione e attirare con le loro gravi colpe castighi e persecuzioni, come avviene attualmente contro la Chiesa, cesseranno di offendere gravemente No­stro Signore e torneranno a rivivere il primitivo spirito dei santi Fonda­tori".

La Madonna rimase in silenzio e lasciò la parola alla Beata Suor M. Crocifissa e le fece cenno di parlare con un gesto tanto delicato.

(...) Mentre la Beata Suor M. Crocifissa parlava e faceva le ultime rac­comandazioni, la Madonna ancora più sorridente e tanto umile pareva palesare che il suo compito di Messaggera era terminato, ma ci indica­va con leggero accenno, di fare ciò che la Di Rosa ci veniva a racco­mandare (...).

Adagio, adagio la luce si affievolì e la bella figura della Madonna e di Suor M. Crocifissa si tolsero ai miei occhi".


PRIMA APPARIZIONE NEL DUOMO DI MONTICHIARI 16 NOVEMBRE 1947


CIRCOSTANZE. Era domenica e Pierina dopo la S. Messa delle 7 e la S. Comunione si era fermata per il ringraziamento.

I Sacerdoti Don Luigi Bonomini suo confessore e Don Virgilio Seneci, addetto alla Parrocchia, erano appena usciti dai confessionali ed altra gente stava ancora nella Chiesa, principale di Montichiari, chiamata comunemente "il Duomo".

Dal diario di Pierina:

“Ad un tratto un forte lampo di luce mi tolse la vista del libro e sponta­neamente guardai cosa era successo in chiesa... Con mio grande stupo­re vidi la Madonna distante e molto in alto, vorrei dire sull'altare mag­giore della chiesa, perché la luce di cui era circondata mi toglieva di ve­dere ciò che era d'intorno.

Io mi trovavo in prossimità dell'altare del SS. Sacramento. Mi venne la spontaneità di uscire dal banco e di portarmi in mezzo alla chiesa e av­visai pure con gioia le persone che mi erano vicine che vi era la Ma­donna. (..) Era Rosa Mistica. Uguale nella bellezza e nel candore come

le altre volte. Solo che mi era più lontana, come dissi, in alto, in mezzo ad un giardino pieno di rose bianche, rosse e gialle.

Allora m'incamminai in mezzo alla chiesa, volevo andarle vicino. Men­tre facevo i passi, anch'Essa mi si avvicinava. Ad un tratto una forza m immobilizzò e mi costrinse ad inginocchiarmi. (Più tardi quando la Madonna sparì, si constatò che io ero proprio nel punto centrale della Chiesa). (…) Ero abbastanza vicina quando mi rivolse la parola, però era molto triste. A stento sentii la voce; era come affranta da un grande lavoro o dolore, come ormai le sue forze fossero diminuite, e disse:

"Nostro Signore, il mio Divin Figlio Gesù è stanco di ricevere grandi offe­se dagli uomini per i peccati contro la purità. Egli vorrebbe mandare un diluvio di castighi. Sono intervenuta perché avesse ancora misericordia, perciò chiedo preghiera e penitenza in riparazione di questi peccati".

Poi la Madonna mi fece cenno con la mano di avvicinarmi, obbedii tra­scinandomi in ginocchio sul pavimento, perché sentivo che non avevo la forza di alzarmi. (...) Mi fermai un po' ed Ella mi fece cenno di avvici­narmi di più, e disse:

"In segno di penitenza e di purificazione fa' con la lingua una croce so­pra quattro mattonelle unite e queste mattonelle vengano poi chiuse per ricordo della mia visita, onde non siano calpestate".

Mi abbassai e con la lingua feci le quattro croci sulle mattonelle. Poi la Madonna mi fece cenno di scostarmi un pochino indietro. Appena fui andata indietro di qualche passo, la Madonna scese sul pavimento pro­prio dove io avevo tracciato le croci. (...) Riprese Lei stessa la parola dicendo:

"Raccomando che il purificatoio sia coperto con il velo bianco, perché non venga toccato da altre mani e resti un privilegio per la Cappella del-l'ospedale! Ecco perché a Bonate Nostro Signore, il mio Diletto Figlio Ge-sù ha ritirato le sue grazie, perché il luogo consacrato anziché essere meta di preghiera, è stato profanato ed è diventato peste di peccati contro la purità, e si nega la realtà della mia presenza".

(...) La Madonna diede ancora come un sospiro di sollievo, come avesse vinto una vittoria, e disse meno triste:

"Raccomando vivamente ai sacerdoti che si esercitino con carità nel rac­comandare che gli uomini non commettano più peccati contro la pu­rità. Io darò la mia grazia a coloro che ripareranno questi peccati".

Allora io mi sentii spinta alla confidenza e le dissi: "E allora siamo per­donati?".

Mi rispose con un leggero sorriso: "Si, purché non si facciano più questi peccati".

Chiesi la benedizione su Montichiari, sull'Italia, sul mondo, sul Papa, sui sacerdoti, sulle anime religiose.

La Madonna alzò e stese le mani in segno di protezione, sorrise, e ricon­giunse le mani. Poi io le chiesi di portarmi presto in Paradiso. Sorrise, ma non rispose. Rimase un po' in silenzio e poi parlandomi piano mi racco­mandò di pregare, di far penitenza, di essere generosa nei sacrifici che Nostro Signore mi chiede. Poi sorridendo e alzando le braccia disse:

"Se tu sarai generosa, otterrai maggiori grazie anche su tutto il mondo". Poi piano, piano ricongiunse le mani e con lo sguardo rivolto a me si allontanò.

Non avrei voluto che se ne andasse via, ma poi un altro lampo di luce me la tolse dagli occhi".


SECONDA APPARIZIONE NEL DUOMO DI MONTICHIARI - 22 NOVEMBRE 1947


CIRCOSTANZE. Il 22 novembre verso le ore 12.30 Pierina fu avver­tita da una voce interna mentre pregava nella Cappella dell'Ospedale, che alle quattro pomeridiane la Madonna l'avrebbe incontrata in parrocchia.

Avvertì subito la Superiora, la quale fece avvisare il confessore e gli altri sacerdoti. Quando Pierina con cinque suore all'ora fissata si portò in Duomo, trovò che già vi erano i sacerdoti e altre persone: aveva appena avuto termine una riunione di Azione Cattolica.

Dal diario di Pierina:

'Mi misi a recitare il Santo Rosario. Non ero ancora a metà che fui col­pita agli occhi da un lampo di luce e in alto luminosissima vi era la bel­la Madonna bianco vestita in mezzo al tappeto di rose; tutto era ugua­le come la mattina del 16 settembre.

Dissi subito: “C'è la Madonna” ed uscii dal banco dove mi trovavo con le suore; mi portai in mezzo alla navata e subito mi inginocchiai.

Contemporaneamente come l'altra volta la Madonna discese dall'alto, si avvicinò e puntando il dito della mano destra mi disse:

"In segno di penitenza e di purificazione fa' con la lingua quattro cro­ci su quelle mattonelle unite" (Erano le stesse in cui la Madonna era gia scesa).

Ubbidii e la Madonna discese in terra per la seconda volta.

(...) Mi sorrise e alzando gli occhi al Cielo e poi inchinandosi legger­mente verso il santo tabernacolo (in un altare laterale), si rivolse verso di noi e disse:

"Scendo in questo luogo perché qui vi saranno grandi conversioni. Rac­comando che queste mattonelle siano chiuse, affinché non vengano cal­pestate". Qui con voce bassa ma piena di bontà e confidenza mi comu­nicò un segreto personale, riguardante il mio avvenire, un Messaggio al S. Padre e un altro segreto. Mi raccomandò di mettere tutto in iscritto e di mantenere il segreto che dovrà essere svelato solo alla mia morte, an­zi più sorridente mi disse:

"Verrò io ad avvisarti quando dovrai svelano". Fece un po' di pausa e con volto pieno di tristezza e con gli occhi semichiusi dal dolore disse:

"In questo tempo i cristiani della tua Nazione Italiana sono quelli che of­fendono di più Nostro Signore, il mio Divin Figlio Gesù, con i peccati contro la santa purità". Poi aprendo gli occhi e chinandosi verso di me, disse:

"Perciò il Signore chiede a te preghiera e generosità nei sacrifici".

Risposi "Sì". Qui vedendo la sua confidenza verso di me, ricordai la rac­comandazione che mi aveva fatta un Rev.do sacerdote, di chiedere alla Madonna la spiegazione circa la prima e la terza categoria di anime re­ligiose, perciò le dissi:

"I Rev.di sacerdoti non sanno bene la differenza che passa fra l'una e l'altra categoria" (...) A stento, come le costasse fatica a ripeterlo, disse:

"La prima categoria è costituita dalle anime religiose sia femminili che maschili che tradiscono la loro vocazione: queste ultime, però, le ma­schili sono quelle che non hanno ancora ricevuto l'Ordine Sacro.

La terza categoria riguarda invece i sacerdoti consacrati che tradiscono Nostro Signore come Giuda".

Allora io le dissi: "Essi tradiscono Nostro Signore per l'attacco al danaro, o proprio come Giuda?". Seria rispose:

"Proprio come Giuda".

Ormai mi sentivo di esserle tanto vicina con la confidenza e le chiesi:

"Cosa dobbiamo fare per eseguire il vostro ordine di pregare e fare pe­nitenza?".

Tacque alcuni minuti e poi continuò: "Penitenza, cioè accettare gior­nalmente tutte le piccole croci, anche il lavoro in segno di penitenza". (...) Con questa sua delicatissima espressione di vera e amorosa mam­ma mi infervorò nel chiedere ancora e le dissi:

'A Bonate che cosa si dovrà fare in riparazione dei peccati commessi?". Mi rispose: "Si facciano pellegrinaggi per tre giorni consecutivi dalla chiesa di Ponte S. Pietro al luogo delle apparizioni in segno di peniten­za e di riparazione. Questa cosa sia riferita direttamente al Vescovo di Bergamo". Rimase poi un po' in silenzio, poi prese un aspetto di trionfo, come più luminosa, e con voce lieta disse:

"il giorno 8 dicembre, a mezzogiorno verrò ancora qui in Parrocchia, sarà l'Ora di Grazia". Mandò uno sprazzo di luce più intensa e disse:

"Sia diffusa la voce della mia venuta". Fui meravigliata, ossia mi trovai in una grande sorpresa e non mi vergognai a chiederle:

"Spiegatemi in canta, che cosa vuoi dire Ora di Grazia?". Sorrise e mi rispose: 'L'Ora di Grazia sarà un avvenimento di grandi e numerose conversioni. Questo tu lo dirai personalmente a Monsignore Vescovo di Brescia". Poi si fece nuovamente seria ed accentuando parola per paro­la, come fosse la più delicata raccomandazione, disse:

"Raccomando che il sacro Purificatoio sia sempre coperto con un velo bianco, affinché non venga più toccato da altre mani". Poi stette in silenzio; allora io le domandai:

"Che cosa dobbiamo fare in questi giorni in preparazione a questo av­venimento?" (dell '8 dicembre). Rispose con compiacenza:

"Preghiera e penitenza. Si reciti ogni giorno per tre volte il salmo Mise­rere con le braccia aperte". Poi chinandosi verso di me e sorridendomi disse:

"Che cosa desideri tu dal Signore?". "Per me niente; domando il perdo­no dei nostri peccati".

La Madonna mi sorrise soddisfatta e disse: “Prometti di non fare più peccati?". Mi sentii come fossi già diventata più buona e con slancio le risposi: "Si, a nome di tutti prometto che non faremo più peccati".

(...) Allora io dopo un po' di paura le chiesi una preghiera particolare per alcune persone ammalate fisicamente e altre spiritualmente che mi erano state raccomandate dai loro cari. La Madonna con il suo dolce sorriso mi disse:

"Le grazie spirituali verranno concesse. Anzi chi porterà sopra queste quattro mattonelle lacrime di pentimento, otterrà per mezzo mio dal Si­gnore mio Divin Figlio Gesù, grande misericordia". Qui la Madonna alzò gli occhi al Cielo e con voce di supplica, scandendo le parole, disse:

'Anime indurite, gelide come questo marmo, saranno toccate dalla gra­zia divina e diventeranno fedeli e vere amanti del Signore"

(…) Per questo complesso di cose sì belle mi sentii spinta a chiederle:

"Perché venite sopra queste mattonelle?". Rispose sempre con la sua deli­catezza, ma un po' mesta nel pronunciare le parole: "Perché queste al­meno non saranno profanate dai peccati come avviene in altri luoghi delle mie apparizioni. Raccomando che il giorno 8 dicembre queste mat­tonelle siano protette alla distanza di tre metri intorno".

Mi sorrise a lungo e adagio adagio si sollevò. Allora io mi affrettai a dir­le: "Vi aspettiamo allora il giorno otto dicembre?". Mi sorrise, ma non ri­spose più nulla. Poi una nube di luce me la tolse completamente".

Notiamo che erano presenti come la volta precedente il Confes­sore e Don Virgilio, i quali anche questa volta in sacrestia si fecero rac­contare ogni cosa, tranne i segreti, e rimasero increduli e preoccupati.


TERZA APPARIZIONE NEL DUOMO DI MONTICHIARI

7 DICEMBRE 1947


Era la vigilia della grande e pubblica apparizione promessa per l'8 dicembre; era domenica e molti parenti erano venuti all'Ospedale a salutare Pierina.

Mentre conversava con loro, sentì la voce interna che le diceva di andare in Parrocchia per mezzogiorno perché sarebbe venuta la Madonna.

Licenziati in anticipo i parenti, avverti la Superiora Suor Luigia Ro­manin, la quale all'ora fissata accompagnò Pierina. Si stava chiudendo la chiesa e, usciti i sacrestani, rimase Pierina con la Superiora e il con­fessore. Loro tre recitarono il Miserere con le braccia aperte e inizia­rono il S. Rosario.

Dal diario di Pierina:

“Ad un tratto fui colpita da un chiarore. Capii che era quello della Ma­donna, uscii dal banco e mi inginocchiai subito vicino alle mattonelle, convinta che la Madonna sarebbe venuta lì. È Infatti ebbi l'impressione che fosse già lì ad aspettarmi. Poi non era sola: il suo manto candido, aperto, era sostenuto ai lati, a destra da un bellissimo bambino, vestito pure lui di bianco, con un nastro bianco che gli cingeva la fronte; a si­nistra una bellissima bambina pure lei vestita di bianco, con un nastro bianco che le cingeva la fronte e il capo, con i folti capelli abbandonati sopra le spalle, che davano maggior risalto alla sua angelica bellezza.

Entrambi avevano i vestitini lunghi. Pensai che quei bambini fossero due angioletti, tanto erano belli. La Madonna era tanto sorridente. Pre­se Lei la parola e guardandoci disse:

"Sono venuta per portare a voi tre, grazie e benedizioni, per compen­sarvi del lavoro e dei sacrifici che dovrete compiere per questa mia cau­sa". Poi chinandosi verso di me, disse:

'Ma da parte tua occorre ancora tanta preghiera e generosità nei sacri­fici".

Le risposi: "Si, lo farò" (...) Lo sguardo della Madonna era così pene­trante, che anche senza la mia parola capiva tutti i miei sentimenti. Dis­se ancora la Madonna: "Quest'apparizione deve rimanere in segreto tut­ta la giornata. Fate un sacrificio e non dite niente a nessuno" (…). L'as­sicurai dicendole:

"Si, lo farò; non lo diremo a nessuno".

La Madonna, più trionfante, vorrei dire come Mamma che vuoi dare una qualche cosa in regalo di sorpresa, mi disse:

'Domani verrò a mezzogiorno e ti farò vedere una piccolissima parte del Paradiso. (...) Voglio però da te il sacrificio di tenere gli occhi chiusi, per unirti a tutte le altre anime che vivono solo di fede".

Le risposi: "Si, anche questo sacrificio, purché Voi mi aiutiate, perché so­no molto miserabile; tante volte prometto e poi non sono capace di man­tenere"

La Madonna, come soddisfatta della mia rinuncia, disse: "Ti darò io l'avviso". Risposi:

"Volentieri". Qui la Madonna sprigionò maggiormente la luce con un'e­spressione di bontà e di amore.(…) Con questa sua celestiale manife­stazione di bontà, disse:

“Domani farò vedere il mio Cuore Immacolato che dagli uomini è poco conosciuto. A Fatima feci diffondere la devozione della consacrazione al mio Cuore. A Bonate cercai di farlo penetrare nella famiglia cristiana. Invece qui a Montichiari desidero che la devozione giù accennata "Ro­sa Mistica'; unita alla devozione al mio Cuore, venga approfondita ne­gli Istituti religiosi, affinché le anime religiose attirino grazie abbondan­ti dal mio materno Cuore. Con questa apparizione per la santificazione delle anime religiose chiudo il ciclo delle apparizioni. Qui la Madonna stette silenziosa; allora io le dissi: "Sentite, Madonna cara, fate un mi­racolo domani perché tanti vogliono assicurarsi della realtà della Vostra presenza". Sorrise a questa mia domanda e rispose: 'Domani ti dirò quello che si dovrà fare riguardo alle quattro mattonelle. Riferisci ai Rev.di Sacerdoti di questa parrocchia che la cassetta delle elemosine non va bene sulle quattro mattonelle. Si metta almeno una piccola asse, così che le mattonelle non siano calpestate".

Qui io le chiesi: "Riguardo al segreto manifestatomi vi chiedo se lo pos­so svelare almeno al Rev.do confessore". La Madonna mi rispose: "Per ora mettilo in iscritto, sigillato al sicuro. Prima della morte verrò io ad avvisarti per svelarlo".

Poi la Madonna si chinò su di me e tenne la voce come sospesa, come non volesse farsi sentire da altre persone; mi disse cose riguardanti il confessore, che doveva essere un Rev.do Religioso e cose che riguardava-no il mio avvenire. Vedendo che la Madonna accettava la mia confi­denza, le dissi ancora:

"Madonna cara, ci sono tante persone che si raccomandano a Voi, am­malati, familiari che hanno soldati che si trovano in Russia e desidera­no sapere se i loro cari sono ancora vivi".

Alquanto più triste rispose: "Occorrerà pregare tanto per la conversione della Russia".

Le domandai ancora: "Perché dalla Russia non si permette che ritorni­no almeno quelli che sono ancora vivi?". Più triste di prima mi rispose:

"Perché in Russia non c'è più umanità. I sacrifici, le sofferenze, anche il martirio di questi soldati sono quelli che attirano sull'Italia tranquil­lità e pace".

Io le dissi: "Vi raccomando in particolare alcuni Sacerdoti. Essi dicono che d'ora in poi saranno dei veri Sacerdoti, sono pentiti dei peccati com­messi! Dicono che vi ameranno e vi faranno amare!". La Madonna sor­rise con compiacenza senza rispondere. Io continuai: "Benedite i supe­riori dell'Istituto delle Ancelle. Me lo concedete, Madonna cara?".

La Madonna continuava a sorridere e dimostrava compiacenza delle domande che le facevo, anche se non mi rispondeva; mi lasciava certa che ascoltava i miei desideri. Poi mi sentii incuriosita dalla presenza dei due bimbi e domandai alla Madonna: "Chi Sono i bambini che avete ac­canto?". Mi rispose con dolcezza: "Giacinta e Francesco" (I due piccoli veggenti di Fatima). Mi sorprese ed esclamai: "Giusto! Giacinta e Fran­cesco! Perché?". Mi rispose la Madonna con un'espressione rassicurante:

“Essi ti saranno compagni in ogni tua tribolazione. Hanno sofferto anch’essi, benché più piccoli di te". Allora io dissi loro: "Bambinelli cari, aiuterete anche me?". Sia la Madonna come i bambini mi sorrisero, co­me avessero accettato la mia supplica, e mi rispose la Madonna: "Sì" (…) Poi io le feci un'altra domanda: “Allora vi aspettiamo a mezzogiorno in punto? Fate almeno guarire qualche ammalato?". La Madonna sorrise ancora, ma non mi rispose. il suo silenzio non mi scoraggiava, anzi mi pareva che mi spronasse a chiedere di più (...) e perciò le volli chiedere anche la benedizione, dicendole:

“Madre" (il perché la chiamai cosi non lo so spiegare, Ella mi dimostrò di essere contenta). “Madre, a tutti noi tre qui presenti date la benedizione, proprio perché possiamo farci santi e santificare altre anime".

La Madonna che fin qui teneva le mani giunte, le allargò e le stese in avanti sopra di noi in segno di protezione, volse gli occhi al Cielo ed esclamò: "Sia benedetto il Signore!". Poi adagio, adagio con i bambini si sollevò dalle mattonelle e scomparve nella nube di luce (...) Subito dopo il Rev.do Confessore mi domandò se la Madonna faceva dei miracoli. Dissi che non mi aveva risposto a questa domanda. Molto serio mi disse:

"Come si fa domani con la ressa di gente che c'è già a Montichiari, che aspetta il miracolo della Madonna? Cosa ne sarà?". Povero sacerdote, che pena dimostrava di avere! Ed io non lo potevo assicurare, perché la Madonna non mi aveva detto nulla. La lotta durò così fino a tardi. Sa­cerdoti, dottori, autorità continuavano ad assalirmi di domande, di an­sietà o di contrarietà: non ebbi mai un minuto di pace per godere da so­la il dolce e celeste ricordo di Maria".


LA QUARTA ED ULTIMA APPARIZIONE NEL DUOMO DI MONTICHIARI 8 DICEMBRE 1947


CIRCOSTANZE. Era la festa dell'Immacolata Concezione e Pieri­na con le suore si era recata in Parrocchia per la S. Messa e la S. Comunione. Tornata all'ospedale non ebbe il tempo di raccogliersi in preparazione al grande avvenimento perché fu chiamata in parlatorio da Don Agostino Gazzoli, mandato dal Vescovo per proibire a Pieri­na di recarsi in Duomo. Altre autorità si aggiunsero, sacerdoti, pro­fessori e per tutta la mattinata la povera donna dovette sostenere i rimproveri e le ingiunzioni di quelle persone autorevoli che temeva­no una brutta figura (se non fosse avvenuto) di fronte alla folla che già si raccoglieva intorno e dentro la chiesa in attesa di qualche fatto straordinario.

Finalmente alle 11,30 Pierina con una forza che lei stessa non seppe spiegarsi disse decisamente:

"Ora bisogna che io vada!".

Tutti si guardarono in viso e gliela diedero vinta. Vollero che fos­se accompagnata dalla mamma e dalla Superiora dell'Ospedale e che li ricordasse tutti alla Madonna.

La chiesa era piena all'inverosimile; si parlò di migliaia di persone. Dal diario di Pierina:

“Appena fui al posto desiderato dalla Madonna (al centro) dove voleva uno spazio largo alcuni metri, iniziai la recita del Santo Rosario, ma appena giunta alla seconda decina fui mossa da impulso interno inter­ruppi il S. Rosario per recitare il salmo 'Miserere'; e i presenti accompa­gnarono a voce alta. Finito, volli riprendere la corona. Ebbi tempo di di­re solo qualche Ave Maria, che un vivo chiarore si presentò ai miei oc­chi e nel medesimo tempo sentii la gioia che quello era della Madonna. Invece in quel momento mi apparve una grande scala tutta bianca, lun­ga circa una quindicina di metri o forse più, e larga pressappoco cin­que metri. I lati erano ornati di tante rose bianche, rosse e gialle, che formavano una ringhiera (cioè una sponda) per chiudere la scala dal­le due parti. Alla sommità della scala, in mezzo come ad un tappeto di fittissime rose, in una nicchia sempre di rose degli stessi colori, con i pie­di appoggiati sul tappeto, bianco vestita, con le mani giunte, molto splendente stava la bella Madonna "Rosa Mistica".

Questa volta non vidi le tre rose sul petto (…). Non potei fare a meno di esclamare:

"Oh! La Madonna!" Ella sorridendo, volse gli occhi al Cielo e lentamen­te, scandendo parola per parola, con voce melodiosa non conosciuta sul­la terra, disse:

"Io sono l'Immacolata Concezione". Poi maestosamente fece qualche passo in avanti e disse: "là sono Maria di Grazia, Madre del Divino Figlio Gesù Cristo".

Ancora fece qualche passo in avanti e disse:

"Per la mia venuta a Montichiari desidero essere chiamata "Rosa Mistica".

Quanto era bella! (…). Qui rimase ferma e silenziosa; allora io le dissi.

“Madonna cara, non scendete su queste mattonelle? Perché?". La Ma­donna sorrise come per farmi capire che avrebbe accondisceso al desi­derio. (…) Con dolcezza rispose alla mia domanda:

“Desidero che ogni anno il giorno 8 dicembre si pratichi a mezzogiorno l'Ora di Grazia Universale; con questa pratica si otterranno numerose grazie spirituali e corporali". Le risposi di si. Poi vidi la Madonna scen­dere lentamente la scala fino a più della metà circa, press'a poco dalle mattonelle alla distanza di sette o otto gradini. Per la prima volta vidi i suoi piedi, li distinsi bene; non portava né calze né scarpe, erano nudi e si posavano sui gradini della bianca scala. (…) Vedendola circondata da tanta bellezza, mi pareva che fosse come una grande festa per Lei e mi venne in mente che c'era pure tanta gente per festeggiarla, e allora io le dissi a nome di tutti:

“Madonna, non siete contenta di questa dimostrazione da parte dei fe­deli?". Sorridendo rispose: "Si". Lo pronunciò con grande sorriso e gioia. Allora io ebbi la convinzione che eravamo tutti amati da Lei, e pia per­donati dai nostri peccati, e le dissi.

"Chiediamo perdono dei nostri peccati, purché fermiate la Divina Giu­stizia".

La Madonna... con tanta benevolenza, chinandosi verso di noi, mi ri­spose:

“Nostro Signore, il mio Divino Figlio Gesù, concede la sua pia grande misericordia, purché i buoni continuino sempre a pregare per i loro fra­telli peccatori". (…) La Madonna alzò un po' gli occhi come cercasse qualcuno per dargli un comando e disse:

"Sia riferito al pia presto possibile al Sommo Padre della Chiesa Cattolica, Papa Pio XII che desidero che quest'Ora di Grazia sia conosciuta ed estesa a tutto il mondo". Le risposi.

"Glielo diremo". Continuò: "Quelli che non potranno portarsi nella loro

Chiesa, pur restando nelle proprie case, a mezzogiorno, pregando otter­ranno da me grazie".

(…) Io le volli dire:

“Madonna, imploriamo la Vostra benedizione sopra noi tutti qui pre­senti e specialmente su questo paese". La Madonna mi sorrise; stette un poco in silenzio e poi, scandendo piano piano le parole, disse:

“Desidero che queste quattro mattonelle siano chiuse da un cancelletto di ferro e con le offerte ricevute sia fatta una statua somigliante (qui sorrise) a “Rosa Mistica”; con tre gradini sotto i piedi, e sia portata pro­cessionalmente per il paese. Per quelle vie ove passerò seminerò grazie spirituali e guarigioni. Poi la statua sia deposta sopra le quattro matto­nelle".

Appena ebbe finito di parlare, prese un atteggiamento severo, alzò l'in­dice della mano destra quasi in segno di ammonizione, ed io fui presa da un vivo sgomento, perché non l'avevo mai vista al alzare la mano. Seria in viso e dolente disse:

“Ah! Bonate, Bonate; manca fede". Allora io domandai.

"C'è qualche cosa da rifèrire?". La Madonna mantenendo sempre un aspetto serio non rispose. Non arrivai a capire il motivo esatto della tri­stezza che dimostrava sul suo volto, se era per colpa della bambina o per colpa degli uomini. Ad ogni modo pensai più alla piccola e allora dissi alla Madonna:

"Fate che quella bambina diventi buona, diventi santa". La Madonna sorrise senza rispondere è il suo sorriso aprì l'animo mio a nuova confidenza, tanto che non pensai più alla sua severità e le feci subito questa domanda:

“Madonna, vi domando una grazia particolare per due Sacerdoti, per tutti gli ammalati che si sono raccomandati a me, che desiderano esse­re risanati e promettono di usare bene la loro vita".

Con una dolce espressione mi rispose:

“Alcune guarigioni saranno concesse". Nuovamente le dissi:

"Vi raccomando l'Istituto delle Ancelle, questa Comunità che è stata la culla dei Vostri desideri". Oh! quale sorriso di compiacenza mi fece (…). Mi rispose:

"Le Suore Ancelle per mezzo della loro Santa Fondatrice hanno ottenu­to da me abbondanza di grazie". Siccome nella precedente apparizione pareva avesse dimostrato che fosse l'ultima sua visita, le dissi:

“È questa l'ultima volta che venite?". Rispose: "Si, verrò da te prima del­la tua morte, per far svelare il segreto che manifèsterai al Rev.do Con­fessore".

Rispose "Grazie". Ero gia contenta sapendo che prima di morire, sareb­be venuta ancora (…). Le chiesi.

“Mi spiegate il significato di questa grande scala?". Come brillava di gioia celestiale; pareva che finalmente fosse giunto il momento che Ella desiderava. Mi rispose con grande gioia:

"Chi su questa mattonella pregherà e verserà lacrime di pentimento tro­verà una scala sicura per ottenere dal materno mio Cuore protezione e grazie".

(…) Adagio allargò le braccia, mentre prima le aveva tenute chiuse, e con esse pure il manto si aprì. Quale meraviglia! Sul suo petto spiccava il suo Cuore, nel quale erano puntate le tre rose, bianca, rossa e gialla. Una luce così viva, raggiante e penetrante usciva da quel Cuore, che io ne rimasi abbagliata e quasi accecata, al punto che la Madonna scom­parve al mio sguardo. (…) Mi colpì la luce, perché era così forte quando uscì dal suo Cuore. Ma fu tanto penetrante nel mio interno, che mi riempì di un'immensa gioia, per cui non potei fare a meno di gridare con entusiasmo:

"Oh! il Cuore Immacolato di Maria!". Appena ebbi pronunciato queste parole di gioia, la luce rossa che avevo negli occhi e che me li oscurava, cominciò a diminuire e così adagio adagio potei acquistare la vista e ri­vedere la Madonna, che piena di bontà e con voce molto calma, disse:

"Ecco il Cuore che tanto ama gli uomini, mentre la maggior parte di es­si lo ricambia con oltraggi".

Anche queste parole furono pronunciate da Lei con tanta effusione di amore per noi tutti, che io mi sentii colpita e a nome di tutti volli ricambiare la sua manifestazione di amore e le dissi:

"O Madonna cara, promettiamo che vi ameremo, che non faremo più pec­cati". (…) La Madonna con un sorriso tutto pieno di dolcezza mi disse:

"Quando buoni e cattivi saranno uniti nella preghiera, otterranno da questo Cuore misericordia e pace. Per ora i buoni per mezzo mio han­no ottenuto dal Signore la misericordia che ha fermato un grande fla­gello". Poi nuovamente ricongiunse le mani, coprendo l'amabile suo Cuore. il suo atteggiamento pareva che dimostrasse di voler chiudere dentro qualche cosa anche del mio. Infatti piegandosi con gesto molto materno, mi rivelò qualche cosa del mio avvenire di sofferenza, delle umiliazioni che avrei subito per causa sua. Capivo che le costava tanto a dirmi queste cose, ma poi volle confortarmi promettendomi la sua pro­tezione nella prova e la sicurezza del premio eterno. Erano le sue ulti­me parole! (…) Il suo sorriso era di addio: cominciò a muoversi, capii che stava lasciandomi. Oh! Non avrei voluto, ma Lei cominciava ad al­lontanarsi indietreggiando con la persona sempre rivolta a noi. (…) “Madonna bella, le dissi, vi ringrazio. Beneditemi, benedite il mio pae­se, l'Italia, tutto il mondo; in modo particolare il santo Padre, i Sacer­doti, i religiosi, i peccatori".

Il suo sorriso lasciava comprendere che non ci avrebbe lasciati soli, e ci benediceva. Poi adagio adagio si tolse dai miei occhi e con Essa anche la magnifica scala. (…) Docilmente ho lasciato fare... mi condussero via subito a Brescia fino a sera inoltrata, per portarmi poi a Montichiari na­scostamente. (…) Tra una domanda e l'altra di cui continuavano a tem­pestarmi, capirono il mio dolore, perciò ebbi il coraggio di chiedere di essere portata in chiesa a pregare. Fui ascoltata e mi portarono nella cappella dove è venerata S. Maria Crocifissa. Entrata rividi il posto ove la Madonna il dieci agosto era venuta. Diedi sfogo al mio dolore".

(Presso la “Fonte della Grazia”sorride vigile una statua di “Rosa Mistica”)


LA PRIMA APPARIZIONE ALLE FONTANELLE

17 APRILE 1966: DOMENICA IN ALBIS


CIRCOSTANZE. Fontanelle è una località in aperta compagna che dista da Montichiari 3 chilometri. Il suo nome è dovuto alle sorgenti che scaturiscono in quel luogo.

Nel 1966 Pierina aveva 54 anni ed era ancora ospite presso le Suore Francescane del Giglio a Brescia, dove aveva a sua disposizio­ne una camera personale, nella quale dal 5 aprile 1960, dopo 13 an­ni dall'apparizione dell'8 dicembre 1960, la Madonna era tornata ad apparire più volte. Il 27 febbraio 1966 circa alle ore 14.30 si trovava nella stanza con Pierina l'amica Lucia Mazzotti e il Padre Ilario Morat­ti che sostituiva il Confessore Padre Giustino Carpin, riuniti in attesa dell'apparizione già preannunciata a Pierina.

La Madonna apparve nell'aspetto abituale di "Rosa Mistica" e die­de questo avvertimento:

"Pierina, nei giorni 12, 14, 16 aprile dopo Pasqua farai il pellegrinag­gio di penitenza, partendo dalla Chiesa fino alle Fontanelle. Sia diffusa la voce di questa penitenza. La Domenica in Albis (17 aprile) il mio Di­vino Figlio Gesù Cristo mi invia ancora una volta sulla terra, a Montichiari, per portare all'umanità grazie copiose. Quella fonte sarà poi miracolosa.

Da quella domenica in poi siano sempre portati gli ammalati, e tu per

prima comincerai a porgere loro il bicchiere dell'acqua e a lavare loro le piaghe.

Questa sarà la tua nuova missione d'azione e d'apostola, non più na­scosta, non più ritirata.

La domenica in Albis, appena io sarò stata e l'acqua sarà diventata una fonte di purificazione e di grazia, desidero venga subito pubblicamente manifestato ai presenti quella parte del "segreto" che i tre Rev.di respon­sabili desiderano e anche quella parte del Messaggio che riguardava il Papa, dove accennai al nuovo Apostolo "Paolo”; l'attuale Papa".


Alludeva al segreto e al messaggio per il Papa rivelati il 22 no­vembre 1947, subito messi in iscritto e sigillati, poi rivelati al Padre Giustino Carpin, al Padre Ilario Moratti e a Mons. Luigi Novarese, fon­datore dei Silenziosi Operai della Croce, nella Rocca di Montichiari.

La manifestazione dei segreti alle Fontanelle in realtà non avven­ne perché gli avvenimenti non si svolsero come voleva la Madonna. Infatti il Vescovo Mons. Luigi Morstabilini, temendo che molta folla ri­manesse delusa, proibì ogni pubblicità.

Pierina fece i tre pellegrinaggi con l'amica Lucia e la mattina del 17 aprile (con i mezzi pubblici) si portò a Montichiari. Accompagnata dalla sola Lucia dalla Chiesa si portò alle Fontanelle pregando.

Dal diario di Pierina:

(Il Crocefisso presso la scala percorsa da Maria Rosa Mistica)


"Continuammo sempre a pregare, recitando la corona del Santo Rosa­rio. Ad un tratto sentii un venticello che portò in me una gioia celestia­le: mi annunciava la venuta della Madonna!

Mi trovavo scostata dalle Fontanelle e precipitosamente mi avvicinai. Ad un tratto una forza mi fece inginocchiare sopra un gradino della scala molto rustica che porta a scendere dalla strada alla fonte.

Una forte luce illuminava tutto e vedevo la bella Madonna Rosa Mistica. Mi venne spontaneamente da dire:

"Oh! Finalmente siete venuta" (aveva temuto che non venisse, data la mancanza della pubblicità da Lei voluta).

Sorridendomi disse: "Il mio Divino Figlio Gesù è tutto amore. Mi ha in­viata a rendere miracolosa questa sorgente". Poi disse:

"In segno di penitenza e di purificazione dai un bacio sul gradino (lo diedi subito) poi, "Scendi qualche gradino, fermati, dai ancora un ba­cio e scendi" (lo diedi e scesi ancora).

La Madonna scendeva maestosamente anche Lei la scala e le vedevo i piedi nudi, mentre li appoggiava sui gradini, con la sua luce vedevo i gradini di marmo bianco.

Il suo atteggiamento nello scendere la scala era come quello dell'8-12-1947, solo con la differenza che qui mi era pia vicina. (Io le dissi di non scendere perché era troppo brutta la scala). Poi continuò:

"Per la terza volta dai ancora un bacio al gradino e qui sia messo un Crocifisso" (con la mano sinistra mi indicò il posto).

"Gli ammalati e tutti i miei figli, prima di prendere o bere l'acqua, chie­dano perdono al mio Divino Figlio con un bel bacio di amore".

La Madonna poi si portò vicina alla fonte e mi disse:

"Con le mani prendi del fango". Mi alzai, lo cercai, trovatolo lo presi e (mentre ero) inginocchiata vicino alla fonte, mi disse:

"Lavati con l'acqua. Questo è per insegnare che il peccato nell'anima dei figli diventa fango, ma lavati con l'acqua della grazia, diventano puri­ficati e degni delle grazie".

Qui la Madonna si chinò e toccò l'acqua della fonte in due punti, poi salì in alto con un grande splendore. Io pure la seguii e inginocchiatami la vidi aprire le braccia e con esse il manto che (si era allargato e) te­neva uno spazio grande che si vedeva sotto alla sua destra la Chiesa di Montichiari e la Rocca di Maria; alla sua sinistra invece si vedeva come un enorme casamento.

Molto splendente e maestosa mi disse:

"Sia manifèstato a tutti i miei figli ciò che il mio Figlio Gesù volle nel 1947 in Chiesa espressi i Suoi desideri ed i miei Messaggi". Risposi.

“Si, se mi ascoltano".

“Desidero e ripeto che qui vengano gli ammalati e tutti i miei figli, (so­spesa) vengano alla fonte miracolosa".

Risposi. "Si"

“Desidero che il Rev.do Mons. Abate Don Francesco Rossi inviti i fedeli ad andare prima in Chiesa e poi a recarsi costì.

Questo è per dimostrare riconoscenza al Signore per quanto amore ha avuto per Montichiari"

Risposi: "Sono contenta”; poi chiesi se sarebbe venuta ancora. Mi sorrise, ma non rispose. Poi disse:

"Ora qui è la tua missione in mezzo agli ammalati e bisognosi".

Vedevo che stava allontanandosi, le dissi di fermarsi ancora e cominciai a raccomandarle delle intenzioni e tutto quello che avevo scritto e por­tavo sul cuore. Ormai mi lasciò. Tanto contenta ero, perché aveva man­tenuto la promessa.

Subito feci avvertire il Rev.do Mons. Abate il quale a sua volta fece av­vertire Mons. Vescovo. Rispose che io rientrassi al mio posto".

(Pierina aveva scritto sul posto il colloquio con la Madonna e le sue richieste, e aveva mandato lo scritto al Vescovo per mezzo di Lucia).


LA SECONDA APPARIZIONE ALLE FONTANELLE

13 MAGGIO 1966

(La vasca dove si immergono gli ammalati in preghiera fiduciosi di ottenere la guarigione)


Dal diario di Pierina:

“Alla mattina mi svegliai di soprassalto verso le ore cinque. Subito nel mio animo sentii la voce della Madonna e compresi che mi aspettava al­le Fontanelle. Feci avvertire il Rev.do Confessore per avere il permesso.

Arrivata al luogo prediletto dalla Madonna trovai che c'erano parecchie persone e assieme cominciammo a pregare. Circa verso mezzogiorno ec­co all'improvviso la Madonna! Sempre uguale in tutto.

Sorridente disse:

"Sia diffusa la voce della nostra venuta alla fonte". Io le risposi:

"Come faccio, se me lo impediscono?".

Rispose: "Qui è la tua missione gia da me richiesta". Io le dissi.

“Madonna se non fate un miracolo, i Superiori non mi credono, fatelo!". Ella sorrise, ma non rispose. Rimase un po' in silenzio, poi disse:

"Il mio Divino Figlio è tutto amore; il mondo va in rovina (sospesa). Ho

ottenuto ancora misericordia e per questo mi ha inviata nuovamente a Montichiari a portare le grazie del suo amore".

Rimase un po' sospesa.

"Per salvare l'umanità occorre: fare preghiera, sacrificio, penitenza". Io risposi.

"Si allora non disubbidisco?". Sorrise; rimase un po' sospesa e disse:

“Desidero che qui sia fatta una vasca comoda per immergere gli am­malati, quest'altra fonte deve essere riservata per bere". Con le mani ac­cennò il posto. Io risposi.

"Si, lo riferisco". Poi le chiesi:

"Venite ancora?". Sorrise ma non rispose. Io ugualmente le dissi. "Gra­zie" per il bel sorriso che mi fece. Raccomandai persone e intenzioni e poi le dissi.

"Come desiderate sia chiamata la Fonte?". Rispose:

"La Fonte della Grazia". "E il vostro Nome?".

Rispose: "Rosa Mistica".

Qui aprì le braccia e con esse il manto enormemente grande. Subito chiesi la sua benedizione. Sorrise e disse:

"Io sono venuta per portare amore, misericordia, pace nelle anime dei miei figli, e raccomando di non gettare fango sulla carità". Qui le sue parole erano pronunciate molto adagio. Io le risposi.

"Si, grazie" e poi le dissi:

“Mi spiegate il significato del Vostro manto che distendete?". Rispose con tanta maestà:

“È per significare l'amore mio che abbraccia tutta l'umanità". Io le dissi ancora:

"Cosa desiderate sia fatto alle Fontanelle?".

Rispose: "Opere di bene per gli ammalati che qui converranno". Le dissi:

"Grazie!". E mi sentii piena di un grande amore verso la Madonna; al­lora le mandai un bacio per tutti gli uomini della terra. Lei mi sorrise a lungo e adagio spari".


LA TERZA APPARIZIONE ALLE FONTANELLE

9 GIUGNO 1966, FESTA DEL "CORPUS DOMINI"


Dal diario di Pierina:

"Erano circa le ore dieci del mattino e stavo scrivendo. Ad un tratto sen­tii in me un impulso, una voce interna che mi disse:

"Oggi ti attendo alle Fontanelle".

Cercai di avvertire il Rev.do Padre Confessore per avere il permesso di recarmi al luogo dell'appuntamento con la Madonna.

Arrivata sul posto nel pomeriggio, mi appartai scostata dalla fonte, per­ché c'era già gente. Dovetti aspettare circa due ore prima che la Ma­donna venisse. Però mantenne la promessa e venne circa le ore tre e mezza, con un cielo molto celeste. Bella e tanto sorridente, disse:

"Oggi il mio Divino Figlio Gesù Cristo mi ha inviata nuovamente".

"Oggi è festa del Corpo del Signore. Festa dell'unione! Festa dell'amore!" Allargando le braccia disse:

"Quanto desidererei che questo grano diventasse Pane Eucaristico... in tante Comunioni riparatrici". (Accennava al frumento maturo nel cam­po adiacente). Con maestosità e alzando gli occhi al Cielo, disse:

“Desidererei che questo grano trasformato in tante particole arrivasse a Roma e per il 13 ottobre raggiungesse Fatima".

Le dissi: ”Ma tutto lo debbono dare?". Mi rispose:

"Sia riferito ai Signori Proprietari del campo che siano generosi nell'of­frire questo grano. E si trovino altri cuori generosi, affinché si adempia ciò che desidero".

Io risposi: "Si".

"Desidero che qui sia fatta una pensilina con una statua con lo sguar­do sulla Fonte". Io dissi:

“Non lo capisco, Madonna". Lei allora mandò una forte luce e vidi la pensilina con la Madonna nella posizione descritta.

Allora io le dissi:

"Come un portico!". Sorrise e disse:

"Per il 13 ottobre la statua sia portata qui processionalmente; però pri­ma desidero che il popolo di Montichiari si consacri al mio Cuore". (so­spesa). "Raccomando ai figli di Montichiari che si rendano degni delle grazie che il mio Divino Figlio Gesù concede loro, perciò si emendino dai loro peccati e ritornino ad essere degli esemplari cristiani (sospesa), di esempio al mondo. Montichiari è il paese che il mio Divino Figlio vuo­le prediligere con l'inviarmi a portare le sue grazie".

Io allora le chiesi se la consacrazione doveva essere fatta al mattino o al trasporto della statua. Rispose:

"Prima che sia portata costì la statua". "Si, grazie, io le dissi, fate un mi­racolo". Sorrise ma non rispose. Qui la vidi muoversi, la pregai di fer­marsi ancora e rimase. Raccomandai persone e sacerdoti; chiesi la be­nedizione sui proprietari del campo (sorridendo e con la testa accenna­va di si). Chiesi se veniva ancora: non rispose. Dopo una pausa di si­lenzio disse:

“A te chiedo nuovamente tanta generosità; avrai tanto da soffrire, ma nulla andrà perduto. Io sarò sempre con te". Risposi. "Io sono contenta". Poi mi lasciò. Le persone presenti erano desiderose di conoscere i desi­deri della Madonna e raccontai loro ogni cosa".


QUARTA E ULTIMA APPARIZIONE ALLE FONTANELLE

6 AGOSTO 1966, FESTA DELLA TRASFIGURAZIONE


Dal diario di Pierina:

“Dopo aver sentito nel mio cuore l'invito insistente che la Madonna mi aspettava alla Fonte, feci avvertire il Rev.do Padre Confessore e con il suo permesso partii subito.

Arrivata alla Fonte (trovai che) c'era gente. Appena seppero della mia presenza si fermarono, perché capirono che ci sarebbe stata l'apparizio­ne della Madonna. Infatti venne. Come mi dissero le persone presenti, saranno state le ore tre e mezza del pomeriggio. Appena la Madonna fu venuta, non cominciò subito a parlare, rimase li un po' in silenzio, poi disse:

"Il mio Divino Figlio Gesù mi ha inviata nuovamente per chiedere l'u­nione mondiale della Comunione riparatrice, e questo sia il giorno 13 ottobre".

Dopo la mia affermazione, continuo:

"Sia diffusa a tutto il mondo la notizia di questa santa iniziativa che de­ve incominciare quest'anno per la prima volta e sia sempre ripetuta ogni anno".

Io dissi: "Si, grazie. E se lo impediscono?". Sorrise e continuò:

“A quei Rev.di sacerdoti e fedeli che faranno questa pratica eucaristica è assicurata l'abbondanza delle mie grazie".

Poi con tanta maestosità disse:

"Si cerchi di far arrivare del grano al diletto figlio Papa Paolo e si dica che è stato benedetto dalla nostra visita. (Spiccò qui maggiormente il suo sorriso). È grano della sua terra bresciana - Montichiari - e si dica ciò che il mio Divino Figlio Gesù Cristo desidera, e anche per Fatima".

Le risposi: "Grazie". Poi io le chiesi.

"Cosa si deve fare del grano che rimane?". Rispose: "Col grano che ri­mane siano fatti panini e in un giorno fisso vengano distribuiti qui al­la Fonte in ricordo della nostra venuta. E questo sia di ringraziamento da parte dei figli che lavorano la terra".

Io risposi: "Grazie". Rimase un po' in silenzio. Continuò mandando più splendore:

"Dopo che io fui assunta in Cielo, mi sono sempre interposta come Me­diatrice tra il mio Divino Figlio Gesù Cristo e tutta l'umanità!... Quanti favori!... Quanti castighi ho fermato!... Quanti colloqui ho avuto con le anime!... Quante visite feci ancora sulla terra a portare messaggi".

Qui fece ancora pausa, ma triste continuò:

“Ma gli uomini continuano ancora ad offendere il Signore! Ecco perché del mio desiderio dell'unione mondiale della Santa Comunione Ripara­trice".

Con un sorriso continuò:

“È un atto di amore e riconoscenza da parte dei figli verso il Signore". Io risposi. "Si". Continuando la Madonna a parlare disse:

"Ho scelto questo luogo di Montichiari perché nei figli che lavorano la terra c’è ancora umiltà come in una povera Betlemme. Poi questo luogo ove ci sarà sempre preghiera, si trasformerà in tante grazie".

Io le dissi riguardo alla pensilina, perché non avevano capito. Rispose:

"Un po' staccata dalla Fonte".

Le chiesi.

“Madonna, perché non date un appuntamento della vostra venuta?".

Rispose: "Il popolo stesso lo ha già confermato".

Io le chiesi nuovamente per il miracolo. Sorrise ma non rispose. Allora le raccomandai tante intenzioni per tutti e per prima le offersi la ripara­zione e le mandai un bacio per tutti i presenti e gli assenti.

Mi fece un sorriso tanto amorevole, che mi lasciò capire che era conten­ta di questo atto di affetto. Poi adagio si ritirò".


Notiamo che l'espressione alquanto oscura "il popolo stesso lo ha già confermato" sembra voler dire che il popolo, o un certo numero di persone era intervenuto senza che fosse preavvisato. In realtà se fosse stato preavvisato, sarebbe intervenuta una proibizione, come per la prima apparizione del 17 aprile. Invece una parte dei fedeli aveva potuto essere presente alle altre tre apparizioni appunto perché non erano state preannunciate. Pierina invece intese quelle parole nel sen­so che il popolo aveva capito che la Madonna sarebbe venuta il 13 ottobre, fissato come dedicato alla S. Comunione riparatrice. Ma pre­sto con immenso dispiacere comprese che né la Madonna né lei stes­sa si sarebbero trovate mai più alle Fontanelle. Infatti, come è narra­to nelle notizie della sua vita (parte prima), il 24 agosto accettò per ubbidienza di firmare un verbale che le proibiva di recarsi alle Fonta­nelle. Notiamo ancora che il desiderio della Madonna riguardo al gra­no da mandare a Roma e a Fatima fu perfettamente soddisfatto, cer­tamente per l'intervento del Parroco Abate Mons. Francesco Rossi. Paolo VI benedisse personalmente quel frumento che fu usato per la Santa Comunione, ed una parte fu portato a Fatima dal vescovo Mons. José Pereira Venancio.


ALTRE APPARIZIONI DOPO IL 1966 - L'UBBIDIENZA


Era il 15 maggio 1969, festa dell'Ascensione. Pierina non si trova­va più a Brescia presso le Suore del Giglio, ma a Montichiari in una casa del centro, in attesa di una sistemazione definitiva nella casa che i benefattori facevano costruire per lei.

L'apparizione è importante non solo per le parole della Madonna ma anche per le domande di Pierina.

Dal suo diario:

"Tornando dalla Santa Messa (come) di consueto mi portai all'altarino della Madonna a finire la preghiera prima di cominciare i lavori do­mestici. Ad un tratto una luce mi invase e capii che era la luce della Ma­donna. Mi sorrise e poi mi disse:

"Sia gloria al Signore". Poi rimase in silenzio. Allora io, vedendo che non accennava a parlare, presi confidenza e le dissi.

"Grazie, Madonna, che venite a trovarmi. Scusatemi se ora vi faccio una domanda a nome di (alcune) persone. Perché non mi avete più fat­to il richiamo che voi venivate ancora alla Fonte? E invece siete venuta qui?".

Sorrise con una espressione dolce e disse:

“Dio è amore". Io le dissi.

“Madonna, non lo capisco!". Sorrise e mi rispose:

"Io sono stata mandata dal Signore non per dare dei comandi, ma per manifestare i Suoi desideri (sospesa). Oh! quanto desidera che siano adempiuti dai figli ". Rimase un po' in silenzio e continuò:

“Alla Fonte io ci sono sempre ad accogliere le preghiere recitate con tan­to amore dai figli devoti e adempio la volontà del Signore di spandere le sue grazie con il mio amore materno".

Le dissi: "Grazie". Molto maestosa continuò:

“Mi sono unita all'ubbidienza che hai fatto al tuo Rev.mo Vescovo Luigi Morstabilini, per imitare l'esempio che ci ha dato per primo il Divino Figlio Gesù Cristo: si umiliò e si fece ubbidiente fino alla morte di croce. Figlia, l'ubbidienza è umiltà, tante volte è sacrificio, ma Dio nostro Si­gnore sa poi dare all'anima pace e docilità, che è il vero amore di Lui.".

Io allora le dissi.

“Ma allora anche Voi che siete la Madonna, avete ubbidito al mio Ve­scovo? È per questo che siete venuta qui?". Sorrise e non rispose. Io le dis­si: "Glielo devo dire al mio Vescovo?".

"Si, digli a nome mio che per Lui il mio Divino Figlio Gesù Cristo ha ri­servato grazie particolari, specie per i suoi Sacerdoti, figli prediletti. (…) Vedi, figlia mia, è tempo di richiamo... L'ubbidienza è pace che viene dal Signore... il contrario è discordia e rovina delle anime! Figlia, prega e dammi tanto amore da portare al Signore!". Risposi:

"Si, Madonna, ve lo prometto. Poi vi raccomando il santo Padre, il mio Vescovo, i miei Superiori, gli ammalati, specie i lebbrosi. E aiutatemi a consolare tante mamme che piangono per i loro figli, perché prendono strade cattive; salvateli". Rispose:

"Si, a tutti la benedizione del Signore". Allora le chiesi.

“Madonna, è vero che verrà la distruzione del mondo e della Chiesa?".

Rispose:

"Bisogna pregare e fare penitenza, affinché le anime ritornino al Si­gnore con l'amore e con la concordia". Mentre si ritirava disse:

"Ti lascio la benedizione del Signore e la mia materna protezione". Poi mi lasciò.

Quanta pace di Paradiso entrò nel mio animo; avrei desiderato che fos­se rimasta per sempre. Quanto sarà bella la Patria celeste!...".


LA MEDAGLIA


Le narrazioni che seguono sono riprodotte dal Diario e in parte abbreviate ad opera del RA.M. WEIGL e pubblicate da lui nel libro MARIA ROSA MISTICA. Montichiari - Fontanelle, Libreria Propaganda Mariana, Roma 1977, pp. 42-62.


L'apparizione del 19 maggio 1970 ebbe un suo particolare signi­ficato. Maria SS. apparve, come sempre, nel suo candido manto, il Cuore ornato con tre rose (bianca, rossa e giallo-oro). Al braccio de­stro un grande rosario che terminava con una medaglia invece della croce. Quindi, stendendo ambedue le braccia, la SS. Vergine mostrò una medaglia rotonda e dorata sulle due palme delle mani. Su quella della mano destra Pierina vide incisa la figura di Maria in piedi, in ci­ma alla scala con le mani giunte e con il capo, come sempre, china­to in avanti sulla sinistra, circondato di rose. Molte rose erano pure ai suoi piedi, sparse per la scala. Sull'orlo della medaglia della mano de­stra vi era scritto: Rosa”; su quello della sinistra Mistica”. Quindi a tergo di una delle medaglie Pierina osservò distintamente una bella chiesa a cupola con tre grandi porte. Sopra vi era la scritta:

”Maria Madre della Chiesa"

A questo punto la Madre celeste prese a parlare e disse:

“Desidero sia fatta coniare una medaglia come questa e con le due iscrizioni. il Signore mi ha inviata in questo luogo da Lui prescelto per portare il dono del suo amore, il dono della fonte delle grazie e quello della medaglia del mio amore materno. Oggi sono qui per far cono­scere questa medaglia, dono dell'amore universale e che sarà portata dai figli sul loro cuore ovunque andranno. Prometto a questi miei fi­gli la mia protezione e la mia grazia materna. Questa è l'ora in cui si cerca di annientare il più possibile la venerazione che mi si deve. La medaglia del mio amore materno farà si che i figli miei mi abbiano sempre con sé. Io sono la Madre del Signore, la Madre della umanità. Vi sarà il trionfo dell'amore universale! La benedizione del Signore, as­sieme al mio amore, accompagneranno sempre tutti i figli che ricorre­ranno a me".


IL SANTO ROSARIO


Il 17 gennaio 1971 la SS. Vergine tornava per dire:


"Un Rosario detto con devozione è un richiamo per qualsiasi interces­sione, è contemplazione dei misteri della…, il Padre Nostro è la pre­ghiera di unione..., la preghiera del Signore..., la preghiera di glorifica­zione della Santissima Trinità con la recita del Gloria Patri...

Dì ai miei figli di recitare il Santo Rosario..., anello di fede e di luce e legame di unione, di gloria, di intercessione".


In seguito, il 25 luglio dello stesso anno, la Madonna celeste co­sì si esprimeva:

"Pierina, questo è un luogo di preghiera; vi invito ancora al Santo Ro­sario, che è tanto ben accetto al Signore.

Sappiano tutti i miei figli, che hanno aderito al mio desiderio con la Comunione riparatrice, che io li ricambierò con grande abbondanza di grazie e a quelli che vengono alla fonte e mi onorano con la loro devo­zione, di loro che recitino il Santo Rosario.

In questo luogo i cuori uniti palpitano di un unico slancio d'amore fra cielo e terra.

Quante grazie verranno concesse! Io vedo e benedico tutti e tutto".


L'11 aprile 1973 Pierina stava pregando il Santo Rosario nel suo oratorio, quando improvvisamente vide che la celeste Madre, apparsa in quel momento, si univa alla sua preghiera per avvalorarla visibil­mente.

Le labbra della SS. Vergine si muovevano realmente al Padre No­stro, mentre al Gloria Patri il suo capo si inchinava leggermente.

Durante le Ave Maria, invece, taceva.


"TANTI MIEI FIGLI VIVONO NELLE TENEBRE"


Mentre si succedono le apparizioni, le loro motivazioni esprimo­no sempre più il dolore e le preoccupazioni della Madre Celeste.

In quella del 17 gennaio 1971 Ella raccomandava a Pierina:

"Prega, prega, o figlia, e fa pregare; tanti figli miei vivono nelle tenebre. Non si vuole più il Signore Iddio. Oh, la Chiesa del mio Divino Figlio in quale lotta si trova! perciò io stendo il manto del mio amore sopra l'u­manità perché c'e urgenza di preghiera d'amore e di preghiera di espia­zione... L 'umanità corre verso la sua grande rovina...

Quante anime perdute!... Povera Chiesa del mio Divino Figlio Gesù Cri­sto! Pregate, o figli, fate penitenza... Questo è il mio accorato richiamo, l'avvertimento della Madre del Signore".

E continuava:

"Figlia mia, questo è il tempo in cui bisogna unirsi in preghiera e in amore attorno al Signore. Egli è abbandonato e oltraggiato da tanti suoi figli. Noi vogliamo anime fedeli e vigorose, pronte a testimoniare e a di­mostrare che il mio Divino Figlio si è immolato sulla croce e ciascuno comprenda quanto e come il Cuore di Gesù sia pieno di amore e di mi­sericordia.

Io sono venuta qui per parlare dell'amore che si deve al Signore; per ri­chiamare le anime a questo amore a Dio e a quello verso il prossimo. Questo è il mio appello, questo è il messaggio della Madre del Signore".

Il 5 agosto 1972 la SS. Vergine apparve a Pierina con l'aspetto as­sai addolorato e le disse:

"Oh, come è triste vedere i miei figli, che si allontanano da Dio loro Pa­dre...

Io intercedo per portare all'umanità tutto il mio amore col richiamo del­la bontà... il mio Cuore è quello di una Madre addolorata che dice: fi­gli miei, amate il Signore! Smettete di offenderlo così crudelmente! Figlia mia, non tacere, ma parla di questo mio invito alla preghiera, affinché i figli ritornino alla fede e all'amore verso Dio. I tempi si vanno facendo oscuri, sconvolgenti, pieni di terrore, ma se pregate e fate penitenza, il mio Cuore di Madre otterrà ancora dal Signore il ritorno della luce, del­l'amore, della pace sopra il mondo intero, poiché la misericordia del Si­gnore non manca mai ed è sempre operante con la redenzione. Ora è giunto il tempo di agire, dato che si vuole denigrare perfino l'opera di Dio e disconoscere che Egli mi prescelse per sua Madre. Si, io sono la Ma­dre del Signore e di tutta l'umanità.

Amatevi l'un l'altro, figliuoli, e la pace trionferà".


ROSA MISTICA E CORPO MISTICO


È importante l'apparizione del 22 luglio 1973.

Pierina Gilli racconta:

"Erano circa le 9.30 ed io sedevo nella mia piccola cucina intenta a scri­vere qualche lettera. Fuori, imperversavano lampi e tuoni, quando, al­zando gli occhi, osservai che nella adiacente cappella della Madonna si era accesa la luce. Dapprima pensai fosse questo uno scherzo del tem­porale e mi mossi per andare a spegnerla, ma quale e quanta fu la mia sorpresa allorché vidi la Madonna in piedi presso l'altare! Mi inginoc­chiai subito per ringraziarla di tanta grazia, mentre Ella, sorridendo, mi disse:

"Ora e sempre... il Signore mi ha inviata per portare il suo amore all'u­manità con la sua misericordia. Ed io invito i miei figli ad ascoltare i palpiti del mio cuore.

Desidero che si compiano i miei desideri. Fontanelle deve diventare un faro di luce, di fede, di preghiera e di penitenza".


Pierina chiese allora quali preghiere si dovessero dire e quali pe­nitenze si dovessero fare. Maria SS. le rispose così:

"Preghiere di fede, preghiere d'amore, preghiere di lode, preghiere per ot­tenere grazie" e aggiunse: Recitate il Santo Rosario!".

Detto ciò, la Vergine tacque un momento, poi continuò:

"Si, anche qui a Fontanelle desidero penitenza in espiazione di tutti i pec­cati degli uomini. Animati da questi sentimenti, fate a piedi il sentiero che dal ponte reca a Fontanelle, non smettendo mai di pregare. Iniziate su­bito questa pia devozione; solo poca gente l'ha praticata fino ad oggi".


La Madonna precisò poi che questo atto di espiazione venisse ef­fettuato non solo singolarmente, ma anche in gruppo e in processio­ne come nei pellegrinaggi.

A questo punto la veggente osò chiedere alla Celeste Madre per­ché mai si fosse manifestata come "Rosa Mistica" e quale significato avesse tale appellativo.

Rispose la SS. Vergine:

"Rosa Mistica non ha in sé nulla di nuovo. Rosa Mistica fui chiamata in quell'istante in cui il mio Divino Figlio Gesù si è fatto uomo. In Rosa Mi­stica è simboleggiato il "Fiat" della Redenzione e il "Fiat" della mia col­laborazione.

Io sono l’Immacolata Concezione, la Madre di Gesù Signore, la Madre della Grazia, la Madre del Corpo Mistico: la Chiesa!

Ecco perché il mio Divino Figlio mi invitò a venire a Montichiari nel 1947 ed io allora venni, posando i miei piedi al centro del duomo, in mezzo a tanti miei figli... e ciò per dimostrare che io sono la Madre del Corpo Mistico, la Chiesa. Fu quello, allora, soltanto un avvertimento e un invito alla preghiera rivolto a tutti i figli. Penitenza..., espiazione, dissi in quei giorni, poiché stavano per venire tempi oscuri, pieni di ateismo e di affievolimento dell'amore verso il Signore e verso questa vostra Madre".


Mentre la celeste Madre così parlava, i suoi occhi erano pieni di lacrime. Dopo aggiunse:

"La grazia del Signore e la sua misericordia infinita per la Chiesa fa­ranno rifiorire ancora Rosa Mistica! E se si darà ascolto a questo mater­no invito, Montichiari sarà il luogo dal quale la mistica luce si irradierà su tutto il mondo. Si, tutto questo si avvererà!".


Pierina, continuando il racconto dell'apparizione, dice:

"Io ascoltai quel giorno tante cose mirabilmente divine e dissi - Vergine bella, perché non fate un miracolo in modo che l'autorità ecclesiastica possa prestare fede a queste apparizioni? -

"E la SS. Vergine di rimando:

"Quanti favori ho gia elargiti in questi tempi presenti! Quante grazie ho distribuito! Ora e sempre! Ma il miracolo più evidente sarà il ritorno dei figli alla vera fede, al vero amore verso il Signore.

Seguiranno quindi la riconciliazione e la pace per il mondo intero". Do­po alzando gli occhi e le mani al cielo, Maria SS. riprese a dire: "Io in­voco dal Signore abbondanti benedizioni su tutti i miei figli, che si ado­perano per diffondere il mio amore, la mia opera, affinché mi si rico­nosca; su tutti quelli che si impegnano con coraggio a realizzare i miei desideri, come ho gia manifestato. A tutti questi figli io prometto il mio amore materno con le grazie del Signore".


La veggente conclude il suo racconto:

"Con queste parole la Madonna scomparve quella volta, lasciando in me una gioia da non poter paragonare a nessun 'altra gioia di questo mondo.

Io attinsi nel mio cuore nuovo coraggio per accettare con la più genero­sa disposizione d'animo tutte le umiliazioni e tutte le prove pur di rag­giungere il compimento dei desideri della Madonna".


È’ opportuno sottolineare e chiarire il simbolismo della rosa. Essa è una e molteplice: i suoi molti petali sono disposti in bell'ordine co­sì da creare nel loro insieme un'armonia di unità. Così è per natura adatta per rappresentare la molteplicità dei membri e l'unità in Cristo del Corpo Mistico, che è la Chiesa.

Maria è la Madre della Chiesa, ma nello stesso tempo è l'imma­gine e la personificazione della Chiesa anzi l'inizio di tutta la Chiesa nel momento dell'Incarnazione.

Dunque: Maria, Madre della Rosa e Rosa Lei stessa.


GLI ANGELI 29 GIUGNO 1974


Era la festa dei Santi apostoli Pietro e Paolo, giorno onomastico di Pierina. Ella racconta ancora:

”Erano circa le 10 antimeridiane ed io pregavo nella mia cappella, re­citando il Santo Rosario. Pregavo appunto per la mia buona benefattri­ce Maria Maletti, la quale da mesi era gravemente inferma ed aveva tanto da soffrire. Quasi inaspettatamente apparve durante questa pre­ghiera la cara Madonna. Che gioia! Subito accolse questi miei pensieri e suppliche per l'ammalata grave e disse, ancor prima che io potessi par­lare, piena di gioia e di bontà, mentre puntò la mano verso il cielo:

"Sarà presto con me in Paradiso" (Veramente questa mia buona bene­fattrice morì pochi giorni dopo).

"Tutti i sacrifici e sofferenze, che sono santificati dalla buona intenzio­ne, diventano grazie sovrabbondanti per tutto il mondo e per l'anima stessa sovrabbondante merito per il cielo".


Poi, continua la Gilli.

Raccomandai alla Madonna diversi ammalati e molte suppliche che mi erano state affidate. Al che Ella mi rispose:

"Io vi sono sempre molto vicina col mio amore materno". Dopo io dissi:

"Cara Madonna, per il 13 luglio, anniversario di una vostra apparizio­ne, verranno molti pellegrini alle Fontanelle, per passarvi una notte di preghiera e di riparazione, specialmente per i Sacerdoti e i consacrati e per ottenere buone vocazioni".

Mentre ancora parlavo, la Madonna mi mostrò in un quadro una grande folla e disse:

“Dì a questi miei figli che li amo tanto e che le loro preghiere e sacrifici d'amore saranno ricompensati anche su questa terra con grazie sovrab­bondanti, ma soprattutto saranno ripieni di gioia nel cielo, quando ve­dranno risplendere con grande meraviglia questi loro sacrifici d'amore per la Santa Chiesa".


Pierina continua:

“Ad un tratto mi si fece davanti un'apparizione di parecchi anni ad­dietro (13 gennaio 1951), molto importante, dove si era mostrata una porta di luce d'oro sulla quale le iscrizioni: "Fiat della creazione, Fiat della redenzione, Maria della corredenzione".

Quella volta non avevo avuto soltanto quella meravigliosa visione, ma nello stesso tempo avevo sentito cantare e salmodiare un coro meravi­glioso. Allora chiesi:

"Cara Madonna, quella volta ho sentito cantare un coro meraviglioso. Erano questi i Santi Angeli del cielo?". A tale domanda la SS. Vergine ri­splendette con grande maestà e disse:

"Veramente si, questi erano gli Angeli santi.

"Felice l'uomo, che si affida alla protezione del suo Angelo custode ed ascolta le sue ispirazioni, perché l’Angelo custode ha sempre una gran­de cura per l'anima affidatagli.

Quando poi l'anima consegue la felicità eterna come premio meritato, egli viene a prenderla; con Lui e i cori degli angeli essa può aggiunger­si nel gaudio celeste a Dio Padre onnipotente".

A queste parole, il manto della SS. Vergine improvvisamente si aprì e di­venne infinitamente immenso come l'universo e come mai l'avevo visto. Vidi pure migliaia e migliaia di Angeli santi, i quali distesero e forma­rono questo. Erano piccoli, grandi e straordinariamente forti e potenti Angeli, schierati in fondo come il mare senza sponde. Portavano mera­vigliosi vestiti corone cerchi attorno alla fronte. Essi stesero ed allarga­rono il manto di Maria sopra l'universo smisurato. Sotto di loro vidi, vi­cinissimo gli Angeli santi, una folla su una grande pianura. Tra questi vi erano Vescovi, molti sacerdoti, religiosi e molti uomini, donne e bam­bini. Potei riconoscere distintamente alcuni di essi, soprattutto un Ve­scovo e parecchi sacerdoti e conoscenti, ma gli altri in gran parte mi era­no sconosciuti.

Tutti insieme, Angeli e uomini, cantavano in coro:

"Santo, Santo, Santo il Signore! Amore, onore e gloria a Lui per tutta l'e­ternità! Maria, Madre di Dio, Madre di Grazia, sii anche Tu sempre glo­rificata dal cielo e dalla terra"!


Pierina Gilli soggiunge:

“Non so quanto tempo durò questa grandiosa visione celeste. Fui presa da un sì grande ardore d'amore che non ebbi nemmeno la forza di pen­sare e domandare qualche cosa. Però quando mi accorsi che la Ma­donna si voleva allontanare, la pregai, come di consueto, di darmi la sua benedizione.

Ella alzò prima le mani verso il cielo, segnò solennemente con la mano destra la Santa Croce e disse:

"La benedizione del Signore scenda sopra di te, sopra tutti i figli che mi amano, sugli oggetti di devozione che hai con te, e questa benedizione, unita al mio amore materno, vada specialmente a queste persone, che recitano con diligenza il Santo Rosario e portano la mia medaglia sul loro cuore".

Congedandosi, disse con voce solenne:

"Vivi d'amore! (amore verso Dio e il prossimo) ".


E Pierina esclamò commossa:

"Oh, cosa sarà una volta il cielo? Signore, ti ringrazio per la tua im­mensa bontà".


LA CHIESA 8 SETTEMBRE 1974


Scrive Pierina Gilli:

"Erano circa le ore 13 e stavo recitando il Santo Rosario nella mia cap­pella. Allora apparve improvvisamente la Madre celeste. Come sempre, piena di bellezza, piena di luce, piena di bontà. Ella mi disse:

"Io sono Maria, la Madre della Chiesa. Per questa Chiesa, per il Santo Padre, per i sacerdoti e per tutti i figli della Chiesa chiedo preghiera, pre­ghiera, preghiera, affinché ritorni nei cuori il vero amore al Signore e la vera carità".


Pierina:

Io risposi. "Si, Madonna cara. Col vostro aiuto voglio farlo e lo riferirò".


Qui ad un tratto Pierina vide una chiesa con cinque cupole ro­tonde; in quella di mezzo spiccava, verso l'alto, una colonnetta a for­ma di raggiera. Allora Pierina domandò alla Vergine Maria il significa­to di quella chiesa e questa rispose amabilmente:

"Il Signore mio Divino Figlio Gesù Cristo, per il dono che ha fatto all'u­manità di inviarmi nel luogo delle Fontanelle, desidera che la chiesa venga costruita così...

Il Significato: abbraccia i continenti della terra".


Dopo una pausa, la Madre di Dio, continuo:

“Invocate specialmente la protezione del Santo Arcangelo Michele, affinché protegga la Chiesa contro tutti i minacciosi agguati e la difenda. Difatti, mai la Chiesa si è trovata in tanto pericolo come oggi. Io intervengo continuamente per lei. Anche da questo piccolo luogo si diffonderà la luce".

Ad un tratto la SS. Vergine risplendette con maggiore maestà e disse:

"Veramente la luce del Signore verrà!".


Pierina allora riprese a dire:

"Madonna cara, vi ringrazio per tutto il vostro grande amore per noi, ma come faccio a dire ai Superiori ecclesiastici i vostri desideri?".

La Madonna rispose con grande bontà:

“Ho già parlato al cuore di figli amati e li ho incoraggiati ad essere nuo­vamente messaggeri del mio amore, dei miei messaggi e della carità".

Pierina riprende:

“A queste parole, la Madonna mi fece vedere all'istante un quadro. Vidi cioè vicino alla Madonna il santo Padre, numerosi Vescovi (uno di loro lo riconobbi chiaramente) e così pure numerosi sacerdoti, alcuni dei quali riconobbi distintamente, così pure molti religiosi e laici: una grande folla di gente, sulla quale la Madonna posò il suo sguardo con gioia. Piena di gioia anch'io, domandai alla Madonna per tutti la santa be­nedizione, e la Madonna rispose:

"Sono sempre vicina ad essi per fortificarli con le grazie del Signore, ma dì anche a loro che preghino ancor di più con amore, si sacrifichino e riparino".

A questo io risposi.

"Vi ringrazio, Madonna cara. Come desidererei che foste amata di più, da tutti venerata! Perciò chiedo il vostro aiuto, perché io stessa sono co­sì piccola e misera".

Sorrise la Madonna con grande bontà fece con la mano destra un com­movente ed amorevole gesto per dirmi:

"Io ti aiuterò". Poi congiunse le mani, alzò gli occhi al cielo e diede co­me sempre la santa benedizione:

"La benedizione del Signore scenda su questo luogo. Valga anche per tutti coloro, che tu vuoi rinchiudere nel tuo cuore".

Poi risplendette ancor più solenne e disse:

"Sia lodato, amato e glorificato il Signore dal cielo e da ogni luogo di questa terra!".

Pierina Gilli conclude il racconto:

"Poi scomparve. Oh, quanto è buona la Madonna! Si dovrebbe avere la lingua degli Angeli, per lodare degnamente la Madre celeste".


In questo tempo furono affissi dei nuovi manifesti alle porte del duomo di Montichiari contro le apparizioni di "Rosa Mistica".

Mons. Rossi, già Prevosto e Abate mitrato, commentò autorevol­mente il fatto il 20 settembre 1974, come si accennerà più avanti.

Ecco le sue parole:

"Questa dichiarazione contro la veridicità delle apparizioni di "Rosa Mi­stica" in Montichiari offende gravemente ogni verità, giustizia e carità, soprattutto per quanto riguarda la traduzione in lingua tedesca".


LE STATUE DI ROSA MISTICA 23 NOVEMBRE 1975


È la festa di Cristo Re. Pierina Gilli racconta:

“Nella cappella, verso le ore 19, stavo mettendo a posto i fiori, che erano stati portati dai pellegrini, quando apparve, completamente inaspettata, la cara Madonna. Lei mi chiamò e mi disse:

"Figlia, va ad annunciare a tutti i miei figli il mio amore per loro. Dì lo­ro che il mio Divino Figlio Gesù Cristo mi da le grazie da donare a tut­ti loro, poiché a sua Madre Egli concede tutto".

Qui la sua voce si fece maestosa e proseguì

"In verità, io sono la Madre dell'umanità. Pierina, i sacrifici e le pre­ghiere che da tante persone sono state offerte al Signore, hanno ottenu­to grandi grazie. il mondo doveva essere colpito da un grande castigo per il suo indurimento nel peccato... (pausa). Però, la sua grande ed infinita misericordia ha trionfato ancora una volta.

Miei buoni figli, pregate e fate sacrifici per tutti. Con questo le anime vengono salvate".

Pierina Gilli:

A questo punto potei chiedere:

“Madonna cara, vi prego, vorreste dirmi qualcosa circa le statue della

Madonna pellegrina, che furono portate a Roma?".

Rispose la SS. Vergine:

“Davanti a queste statue si è pregato ed io sono adesso particolarmente presente nella città del mio amato figlio Papa Paolo VI, il padre della Chiesa. In verità, ovunque io sosto mediante quelle statue, porto con me le grazie del Signore e l'amore di questo Cuore materno. Io porto la lu­ce dentro i cuori, dove ancora ci sono le tenebre, perché essi compren­dano l'amore che io ho rivelato a Montichiari... Collaborate col mio amore, donate col mio amore, sacrificatevi col mio amore... Così voi sa­rete un giorno uniti a me per sempre. Quale grazia sarebbe più grande di questa: vivere completamente con me? Ciò non vale solo per te, Pieri­na, ma allo stesso modo anche per tutti i miei figli che mi amano. Su voi tutti scenda la benedizione del Signore con la luce della fede, la luce del­la speranza e la luce dell'amore".

Pierina Gilli conclude:

"Con queste parole la cara Madonna sparì e lasciò nel mio cuore una nuova vampa d'amore per tutti gli uomini".


LE DISCESE DI MARIA SULLA TERRA 13 FEBBRAIO 1976


Pierina racconta:

“Mentre pregavo apparve inaspettatamente nella mia cappella, alle ore 9.30 circa, la SS. Vergine e disse:

"Vengo ancora una volta per dirti di propagare ancor più il mio mes­saggio d'amore. Da secoli discendo in continuazione su tanti luoghi del­la terra. Se dopo la mia Assunzione in cielo non fossi discesa continua­mente sulla terra, per raccogliere attorno a me i miei figli gran parte del mondo, senza il mio materno e amoroso intervento, sarebbe divenuto freddo e arido verso il Signore. I miei figli hanno bisogno di questo mio intimo amore materno, poiché nella loro fragilità si allontanano così fa­cilmente dal Signore, il nostro onnipotente Dio e Padre.

Questo è il motivo della mia venuta. Ogni volta che io discendo su que­sta terra per portare il messaggio di amore, innumerevoli cori di angeli movimentano il cielo e mi si stringono intorno come una grande corona.

D'altra parte, però, tanti dei miei figli sulla terra non accolgono e rimangono sordi al nostro invito di tornare ad amare di più il Signore.

Pierina, ripeti continuamente ai miei figli, particolarmente amati i sa­cerdoti, che amino! Dì loro che annuncino ovunque, in ogni direzione, questo invito della Madre del Signore. Che essi non lascino andare per­duto quello che in tanti secoli ho gia fatto e che ancora faccio per sal­vare i miei figli così in pericolo... il Signore deve essere amato, lodato e glorificato con tutta la forza della fede e dell'amore".

Pierina Gilli:

“Adesso posso domandare: “Madonna cara, mi hanno raccomandato tante intenzioni, che io dovrei presentarvi". E Lei risponde con tanta bontà:

“Dì a tutte queste persone, che con cuore generoso hanno accolto il mio messaggio di amore, che otterranno dal Signore grazie del tutto partico­lari... Con coraggio si adoperino per dare al luogo di Fontanelle, bene­detto dalla nostra presenza, più dignità e devozione... Questo posto sarà sempre un luogo di preghiera. Diventerà un faro della fede e dell'amore per gli ammalati e per i bisognosi (con grande maestà continuò a dire):

Io interverrò, le nubi spariranno e la magnificenza del Signore, che mi ha mandato anche a Montichiari, trionferà".

Sorridendo, la SS. Vergine riprese:

“Avanti! Fiducia e coraggio! Sì saranno onorati quelli che hanno co­raggio... Gli ammalati e i bisognosi attendono l'opera dell'amore".

Pierina:

“A queste parole la Madre celeste allargò il suo manto ed io vidi, come già nella sua prima apparizione del 17 aprile 1966, alle Fontanelle, una grande chiesa e numerose grandi costruzioni. Ringraziai la Madonna, che mi disse sorridendo dolcemente:

"Ecco, questo è l'amore del Signore. Io desidero che esso compenetri tut­to il mondo. Ancora una volta ripeto:

Miei figli, amate il Signore e questa sua Madre. Amatevi tutti vicende­volmente di un sincero amore fraterno.

Andate alla Santa Messa, radunatevi nelle chiese in preghiera, accosta­tevi fervorosamente ai santi sacramenti per ottenere la grazia della fe­deltà e dare al mondo l'esempio di veri cristiani.

Fate tutto ciò se volete salvarvi: Preghiera, sacrificio, penitenza".


(Il grande Crocefisso collocato in mezzo al campo per desiderio della Madonna)


LA CROCE IN MEZZO AL CAMPO 20 APRILE 1976


In questa apparizione Pierina vide ad un tratto una grande Croce di luce e chiese alla Vergine Santissima:


"Perché questa Croce?". La Madonna rispose:

"In mezzo al campo, ove si trova la piccola cappella, sia messa una grande Croce..., sia essa per tutti i figli che vengono a pregare, per chie­dere grazie, richiamo di luce della fede..., di carità e di speranza..., per­ché da questo luogo, unita al mio Divino Figlio Gesù Cristo, il mio Cuo­re e le mie braccia sono sempre aperti per dare grazie..., per salvare spe­cialmente i peccatori... Venite, figli, qui ho aperto la fonte del perdono e dell'amore... E voi, figli prediletti, che soffrite e lavorate per questo luogo, abbiate la ricompensa del mio amore materno. Questo è il tempo..., l'o­ra, in cui desidero spandere sopra tutta l'umanità il mio amore e la misericordia del Signore".


In seguito a questa richiesta di Maria una grande Croce fu pian­tata nella spianata prospiciente la Cappella o Edicola. Ciò fu eseguito per opera del Padre Taddeo Laux e di un pellegrinaggio tedesco.


MI CHINO PER RICEVERE LE VOSTRE ANGOSCE

6 GIUGNO 1976


Era la festa della Pentecoste e la SS. Vergine Maria disse alla for­tunata veggente:

"Pierina, dì a tutti i figli che vengono qui a pregare, e ripeti il mio invi­to di Madre... Figli, amate, il Signore..., pregate, pregate, pregate e fate sacrifici per avere la salvezza eterna..., amatevi da buoni fratelli..., e io vengo per portare la pace nelle vostre anime e la concordia nei vostri cuori...

Il grande Cuore del mio Divino Figlio Gesù Signore ha dato nelle mie mani il potere delle sue divine grazie, per distribuirle alle anime con la luce dello Spirito Santo...

Io sono la vostra Madre che mi inchino sempre per ricevere le vostre an­gosce, le vostre suppliche e preghiere, per presentarle al Signore mio Divino Figlio Gesù, che come scambio d'amore da a questa Madre il pote­re di intervenire dando le sue grazie, per spanderle sopra il mondo...

Io sono Maria, Mediatrice di grazie... Pierina, fa' conoscere a tutti que­sto dono regale, che ho avuto dal Signore Gesù! Sono Madre d'amore e vengo per consolare..., per salvare...

Su tutti i figli, che mi amano e mi fanno amare, scenda la particolare benedizione di grazie...".



TERZA PARTE


TESTIMONIANZE


LE TESTIMONIANZE DI MONS. FRANCESCO ROSSI

PARROCO-ABATE DI MONTICHIARI DAL 1949 AL 1971


Le testimonianze furono raccolte dal Padre Taddeo Laux che ven­ne innumerevoli volte a Montichiari guidando pellegrinaggi dalla Ger­mania, fino all'anno della sua morte (marzo 1994).

Furono pubblicate nel già citato libro di Padre Alfons Maria Wegl, Maria, "Rosa Mistica", Montichiari, Fontanelle, Edizione Italiana, Li­breria Propaganda Mariana, Roma, 1977, pp. 91-97.

Riportiamo queste testimonianze, utili anche per essere informati su ciò che si fece a Montichiari in seguito alle apparizioni.

Grande importanza ha il giudizio di Mons. Francesco Rossi, che per 22 anni è stato Prevosto-Abate Mitrato di Montichiari, dal 1949 al 1971, come abbiamo già detto nel cap. IV del presente libretto.

Egli è stato testimone oculare di molti degli avvenimenti accadu­ti nel periodo delle apparizioni, sia per quanto riguarda la veggente ed il suo ambiente, sia per quanto riguarda la posizione e gli atteg­giamenti dell'autorità diocesana.

Mons. Francesco Rossi è volato al cielo il 3 aprile 1977, Domeni­ca delle Palme, alle ore 22, dopo avere speso l'ultima sua fatica pa­storale nelle confessioni al duomo. La Vergine SS. ”Rosa Mistica" di cui è stato leale e autentico apostolo, l'avrà certamente presentato a Gesù come uno dei suoi figli più grandi.

Il nome di Mons. Rossi resterà scolpito a caratteri d'oro nella sto­ria delle apparizioni della Madonna "Rosa Mistica" a Montichiari, ove egli è stato un pastore santo ed amato, come si è visto nei solenni fu­nerali celebrati nello stesso duomo, con la partecipazione del Vesco­vo diocesano Mons. Morstabilini, di numeroso clero e di una grande folla di fedeli.

Durante un colloquio avuto con due sacerdoti il 21 giugno 1973, Mons. Rossi dichiarò quanto segue:

"Quando 18 dicembre 1947 apparve la Madonna, per la prima volta, nel duomo di Montichiari a Pierina Gilli, alla presenza di centinaia di persone, io, purtroppo, non ero presente, perché a quel tempo ero anco­ra parroco a Gardone. Tuttavia avevo sentito parlare delle apparizioni. Solo nel luglio 1949 divenni parroco di Montichiari e vi rimasi per ben 22 anni, fino al 1971. Per mezzo dei sacerdoti del luogo, dei miei cap­pellani e soprattutto dei parrocchiani, venni quindi a conoscenza dei particolari, assai precisi, specie per quanto riguarda i tre miracoli otte­nuti durante la prima apparizione. Nel duomo stesso, e seduta stante, ot­tennero la guarigione un bambino poliomielitico, una giovane tuberco­lotica di 26 anni, che poi si fece suora, e una terza di 36 anni minora­ta fisicamente e mentalmente".

Pertanto Mons. Rossi conclude affermando:

"Sono assolutamente convinto della autenticità di queste apparizioni". E prosegue dicendo: "Quando ero parroco feci collocare nel mezzo del duomo, sotto la cupola, nel punto dove la Madonna aveva posato i suoi piedi, alcuni inginocchiatoi. Non che dubitassi delle apparizioni, ma mi sembrava cosa poco riguardosa che qualche donna, per esprimere il sen­timento della sua devozione, si gettasse per terra, coprendo di baci quel tratto di superficie della chiesa, tanto venerato.

In seguito, giunse un giorno il Vescovo per visitare la parrocchia. Egli mi consigliò di togliere quegli inginocchiatoi. Io li tolsi ed in quel posto col­locai un grande vaso. Su consiglio di Pierina, incaricai una nota fab­brica di statue di legno di Ortisei, in Val Gardena, di scolpire una sta­tua della Madonna. Trovai colà uno scultore, certo Caio Perathoner; pa­dre di ben otto figli, persona molto religiosa, al quale dissi di scolpirmi una statua della SS. Vergine secondo le mie istruzioni e, possibilmente, di lavorare stando in ginocchio, come usavano fare gli scultori di una volta. Si narra appunto che Fra Angelico ed altri sommi di quei tempi dipingessero i loro quadri stando inginocchiati.

Quando venne il giorno della consegna della statua, Perathoner era rag­giante, poiché asseriva che quella Madonna era la più bella di quante fino allora avesse fatte.

Venne collocata sull'altare, in una nicchia laterale del duomo. Da quanto potei osservare durante i miei 22 anni di parrocchiato, posso af­fermare che quella statua ha il potere di emanare sensazioni celestiali. Anche gli uomini vi si inginocchiano davanti profondamente scossi. Al­tri piangono e molti si convertono.

Pierina Gilli si espresse dicendo che quella statua assomigliava molto alla Madonna apparsale, senza però raggiungere quell'indescrivibile fascino e quella sovrumana bellezza propria della Vergine stessa. Inoltre chiese che, prima di collocarla nel duomo, la statua venisse portata, per lo spazio di due settimane, quale Madonna “pellegrina", intorno a Montichiari.

In una di quelle processioni avvenne un fatto straordinario. Un uomo, che da tempo soffriva per una infezione purulenta ad un orecchio, atte­se il passaggio della statua e riuscì a toccarla, tenendo nella mano un batuffolo d'ovatta, che quindi introdusse subito nell'orecchio ammalato.

Quando poco dopo tolse l'ovatta dall'orecchio, la trovò inzuppata di pus con dentro una piccola scheggia d'osso. Da quell'istante fu completa­mente guarito".
 
SINTESI DELLE DEVOZIONI RICHIESTE DA ROSA MISTICA NEI SUOI MESSAGGI
1. Ogni 13 del mese sia dedicato a speciali atti di devozione a Maria, con una preparazione di preghiera nei 12 giorni precedenti.
2. Il 13 luglio di ogni anno sia festeggiato in onore di Maria "Rosa Mistica".
3. Il 13 ottobre di ogni anno sia santificato con la Santa Co­munione Riparatrice. Il messaggio parla di "Unione Mondiale della santa Comunione Riparatrice". Sotto questa denominazione si pos­sono costituire Gruppi di Preghiera o Congregazioni.
4. Ogni anno l'8 dicembre, festa della Immacolata Concezione, a mezzogiorno si pratichi l'Ora di Grazia, attendendo le grazie parti­colari di conversione e di santificazione promesse per quell'Ora. La si pratichi nella propria Chiesa adorando il SS. Sacramento, se è possi­bile, altrimenti anche privatamente o in gruppi di preghiera.
5. Recarsi alla Fonte benedetta in processione, con preghiere penitenziali. Vi si portino gli ammalati e vi si rechino come pellegrini i bisognosi di aiuti spirituali per sé e per i propri cari.
6. Rimangano fondamentali e caratteristiche della Devozione a Maria Rosa Mistica le tre parole significate dalle tre rose: Preghiera, Sacrificio, Penitenza, cioè pregare con perseveranza e non sottrarsi alle sofferenze, e questo in favore delle anime consacrate.
In particolare: per la conversione delle anime consacrate infedeli alla propria vocazione; per la santificazione delle anime consacrate;
per l'aumento del numero delle vocazioni religiose e sacerdotali. Que­sto scopo della devozione era stato proposto da Maria prima per gli Istituti Religiosi, ma rimane una proposta aperta a tutti.
7. Pure caratteristica in tutti questi messaggi è lo scopo di de­vozione riparatrice delle offese contro il sacramento dell'Eucaristia, contro il nome di Dio e di Gesù, contro i privilegi di Maria, contro la Chiesa e il Papa, contro l'innocenza dei piccoli e delle anime sempli­ci, contro la sacralità della vita umana e la santità della famiglia.
Naturalmente presupposto di queste pratiche devozionali è l'os­servanza dei Comandamenti, la pratica delle virtù cristiane e in primo luogo della carità verso il prossimo.
IL SANTO ROSARIO MEDITATO
Desideriamo offrire a tutti i devoti di Rosa Mistica una meditazio­ne sui misteri del Santo Rosario che troviamo tra gli scritti di Pierina Gilli e che a lei fu proposta da S. Maria Crocifissa Di Rosa, Fondatri­ce delle Suore Ancelle della Carità di Brescia.
"IL ROSARIO DELLE TRE ROSE"
MISTERI GAUDIOSI: Rosa Bianca
1° Mistero: L'Annunciazione dell'angelo a Maria Santissima
“Oh! grande Maestra vieni in nostro aiuto con la tua grazia, affin­ché anche noi possiamo pronunziare il "FIAT' VOLUNTAS TUA" con una grande prontezza, con amore e con totale abbandono ogni qual­volta Gesù ci chiede dei sacrifici per la salvezza delle anime nostre e delle vocazioni”.
2° Mistero: La visita di Maria SS. a Santa Elisabetta
“Oh! Maria riempi il nostro cuore di quella sublime carità nasco­sta che non deve avere limiti, nell'accettazione pronta del sacrificio per dare maggior gloria a Dio, nel portare a Lui le anime, le vocazioni­...”
3° Mistero: La nascita di Gesù Bambino nella povera stalla di Betlemme
“Oh! Maria sia sempre benedetto il momento in cui diventasti la Madre di Gesù e Madre nostra, ed a tua imitazione, quando Gesù è dentro nel nostro cuore, possiamo dire con slancio d'amore: ecco questo è il momento più sublime di immolarsi per le anime e per le vocazioni!...”
4° Mistero: La Presentazione di Gesù al tempio
“Maria Purissima Candida Rosa portaci a Gesù in Tua unione sem­pre per quella stessa via dell'ubbidienza, dell'umiltà profonda, della generosità nel sacrificio, affinché le case del Signore siano sempre ri­piene di anime vittime, di anime sante e di grandi vocazioni!...”.
5° Mistero: La perdita e il ritrovamento di Gesù nel tempio
“Oh! Maria, Purissima Rosa, assistici con la tua grazia, nel farci co­noscere che la suprema rovina della vita è il perdere Gesù.
Madre Buona insegnaci pure a cercare Gesù ansiosamente in qua­lunque modo qualora Egli fosse lontano dalle anime nostre.
La Grazia Tua scenda nel nostro cuore riempiendolo sempre più di amore crescente, perfetto, e di zelo, per portare a Gesù altre ani­me!... altre vocazioni!...”.
MISTERI DOLOROSI: Rosa Rossa
1° Mistero: L'Orazione di Gesù nell'orto del Getsemani
“Oh! Gesù, alla vista delle dolorosissime sofferenze che dovevi soffrire per noi tuoi ingrati figli e per il dolore dell'abbandono dei tuoi preferiti, si iniziava la tua acerbissima e dolorosissima passione d'ago­nia con sudore di sangue.
Oh! Maria, Madre addolorata, aiutaci a stare sempre uniti a Gesù con spirito di amore, di sacrificio e di riparazione per i nuovi tradi­menti, che riceve continuamente nella sua vita Eucaristica”.
2° Mistero: La flagellazione di Gesù alla colonna
“Oh! Gesù; comprendiamo il grande dolore dell'abbandono dei tuoi intimi, lasciandoti in balia dei manigoldi che crudelmente ti fla­gellarono alla colonna.
Oh! Gesù, racchiuderemo nell'intimo del cuor nostro queste con­fidenze di dolore che subisti da parte dei tuoi intimi amici col pro­mettere, coll'aiuto della tua grazia, di essere più forti nella tentazione.
Oh! Maria, deh! appaga i nostri desideri di ristabilire nel nostro cuore una nuova corrente d'amore nel portare a Gesù le anime, tutte le anime!”.
3° Mistero: La coronazione di spine
“Sì, o Gesù, si stringe il nostro cuore al pensiero che la tua do­lorosissima coronazione di spine ancora tutt'oggi è un continuo rin­novarsi, perché il nemico della superbia cerca di far penetrare nelle anime le irriverenze, le indifferenze, i sacrilegi ed i disprezzi verso il Divin Sacramento Eucaristico.
Oh! Maria, vogliamo consolare Gesù, vogliamo impedire il pecca­to mortale, la bestemmia, vogliamo amarlo sinceramente, col portargli il profumo di tante rose rosse raccolte coi nostri piccoli sacrifici”.
4° Mistero: La condanna di Gesù a morte e il suo doloroso viaggio verso il Calvario
“Oh! Gesù la via dolorosissima del Calvario con la pesante croce sulle spalle piagate, ti fece cadere a terra per ben tre volte. Questa sofferenza atroce fu per insegnare a noi che se vogliamo meritarci il Paradiso, dobbiamo soffrire, seguendoti nella via del sacrificio, del rin­negamento, lasciandoci crocifiggere per amor tuo.
Oh! Maria, Rosa d'amore, facci sentire profondamente lo spirito di preghiera, di sacrificio e di immolazione totale per le anime nostre e per tutte le anime che desiderano seguire la via di Gesù”.
5° Mistero: La Morte di Gesù sulla Croce dopo tre ore di lun­ghissima agonia
“Ecco caro Gesù quanto ti costò il peccato nostro, portandoti fra tante atroci sofferenze alla morte di croce. Comprendiamo l'offerta completa al tuo Padre celeste con l'immolazione totale della tua vita!
Perché tanto patire? Per amore delle anime nostre. Maria, Madre di Gesù e Madre di tutti noi, donaci la grazia che il cuore nostro sia ferito delle stesse ferite di Gesù, affinché con la perfetta riparazione e con il completo abbandono alla volontà di Gesù, possiamo anche noi raggiungere la via della santità col corrispondere alla sua grazia, con la prontezza generosa tracciata dall'esempio di Gesù per amore delle anime, e con noi portare a Lui altre anime, tutte le anime!...”.
MISTERI GLORIOSI: Rosa Giallo Oro
1° La Risurrezione di Nostro Signor Gesù Cristo
“Oh! Caro Gesù tutto trionfante siete risorto da quel sepolcro di pietra ed entrato nella gloria.
Quale gioia è anche per noi, per averci liberato dalla pena espia­toria, aprendoci la porta del Paradiso. Con infinito amore ci avete da­to anche la porta del tabernacolo ove o Gesù ai piedi degli altari, quante anime risorgono per misericordia della vostra potente grazia.
Maria, Regina delle vittorie, fate scendere nelle anime nostre, lo spirito di apostolato per le vocazioni sacerdotali, e Gesù risorga sem­pre in noi con la sua pace.
Siate potente con la vostra grazia, affinché fioriscano attorno agli altari Eucaristici tante rose d'oro profumate dell'eroismo di mirabili vo­cazioni che per gratitudine d'amore, nel nascondimento si immolino per le anime!...”.
2° Mistero: L'Ascensione di Nostro Signor Gesù Cristo al Cielo
“Gesù, la vostra ascensione al Cielo, ancora tutt'oggi si realizza nelle anime nostre ai piedi del vostro Sacramento d'Amore. Quante ascensioni d'anime purificate dalla grazia!
Oh Maria! riempite il nostro cuore di nuovi slanci di amore, di brame ardenti, che la nostra vita nel silenzio e nel nascondimento sia una continua ascensione verso il Signore”.
3° Mistero: La discesa dello Spirito Santo sopra gli Apostoli, e Maria Santissima radunati nel Cenacolo in preghiera
“Oh! Gesù, si completò la gloria vostra con l'inviare il vostro Di­vin Spirito nelle anime. Gesù buono, fate che questo vostro gran do­no si perpetui nelle anime nostre, per corrispondere sempre alle vo­stre divine grazie e ai vostri desideri.
Maria, Regina degli apostoli, Madre dell'Eterno sacerdote, dilatate il cuor nostro nel fervore della preghiera e che si apra ai più ardenti desideri allo Spirito d'Amore, affinché tutti i sacerdoti illuminati, forti­ficati e trasformati dall'amore divino possano salvare e santificare tan­te anime e tante vocazioni”.
4° Mistero: L'Assunzione di Maria Santissima in Cielo
“Oh, Vergine ammirabile, Rosa Mistica, deh! fate che il vostro in­gresso trionfante in Paradiso ottenga anche a noi la grazia di morire nel più perfetto amore a Dio, così nella gioia eterna vedremo fiorire quel cumulo di rose che avremo raccolto su questa terra per amore delle anime nostre, offrendo a voi preghiera, sacrifici e sofferenze”.
5° Mistero: L'incoronazione di Maria Santissima, Regina del cielo e della terra, e la gloria di tutti gli angeli e santi del Cielo
“Con quale trasporto di amore, o Maria di Grazia, Rosa Mistica, vi vediamo coronata di un'aureola di gemme preziose: le anime che tut­te vi salutano col titolo di Madre e Regina del Paradiso.
Oh! anche noi bramiamo o Maria, Madre nostra, di vivere con voi qualcosa del vostro Cuore Immacolato che vi fece amare le anime no­stre, tutte le anime!”.
SCELTA DI ALCUNE PREGHIERE DA RECITARSI SECONDO L'OPPORTUNITA’
I testi sono tratti da: A.M. WEIGL, Maria Rosa Mistka: Monti­chiari-Fontanelle, Libreria Propaganda Mariana, Roma, 1977, pp. 140-147.
1. A GESÙ SOMMO SACERDOTE
Gesù, eterno Sommo sacerdote, proteggi i tuoi sacerdoti con la misericordia del Tuo Sacratissimo Cuore, falli crescere nell'amore e nella fedeltà a Te e difendili dal contagio del mondo. Dona loro con il potere della transustanziazione del pane e del vino il potere e la for­za di trasformare i loro cuori.
Benedici il loro lavoro apostolico con frutti abbondanti e dona lo­ro un giorno la corona della vita eterna. Amen.
2. A MARIA "ROSA MISTICA"
Vergine Immacolata, Madre di grazia, Rosa Mistica, a onore del tuo Divin Figlio, ci prostriamo davanti a Te per implorare da Dio mi­sericordia; non per i nostri meriti, ma per la volontà del tuo Cuore ma­terno chiediamo aiuti e grazie, sicuri che ci esaudirai.
Ave Maria...
Madre di Gesù, Regina del S. Rosario e Madre della Chiesa, Cor­po Mistico di Cristo, impetriamo per il mondo riarso dalle discordie il dono dell'unità e della pace e tutte quelle grazie che possono con­vertire i cuori di tanti tuoi figli.
Ave Maria...
Rosa Mistica, regina degli apostoli, fa’ fiorire attorno agli altari eu­caristici numerose vocazioni sacerdotali e religiose, che con la santità della vita e lo zelo ardente per le anime possano estendere il regno del tuo Figlio Gesù in tutto il mondo. Ricolma pure noi dei tuoi fa­vori celesti.
Ave Maria...
Rosa Mistica, Madre della Chiesa, prega per noi!
3. PER LE VOCAZIONI SACERDOTALI E RELIGIOSE
Gesù, Divin Pastore, tu hai chiamato gli apostoli e li hai fatti pe­scatori di uomini. Chiama anche oggi giovani dalle famiglie delle no­stre parrocchie al tuo seguito e al tuo servizio, Tu che vivi per essere sempre fra di noi. Il tuo sacrificio diventa presenza sui nostri altari, perché tutti gli uomini prendano parte alla redenzione.
Fa' che tutti coloro che Tu hai chiamato riconoscano questa tua volontà e se la facciano propria. Apri loro lo sguardo su tutto il mon­do, per la silenziosa preghiera di molti, per la luce della verità e il ca­lore di un autentico amore.
Fa', o Signore, che anche molte donne e giovinette delle nostre parrocchie seguano altrettanto decisamente la chiamata del tuo cuore.
Risveglia nei loro cuori il desiderio di vivere interamente secondo lo spirito del vangelo e di donarsi con altruismo al servizio della Chiesa, sempre disponibili per tutti coloro che abbisognano della loro mano caritatevole e del loro amore misericordioso.
Fa', che anche i sacerdoti della nostra parrocchia rimangano fe­deli alla loro vocazione, che collaborino alla costruzione del tuo cor­po mistico e continuino così la tua missione.
Fa' che essi siano il sale della terra e la luce del mondo. Amen. (Paolo VI).
4. PER I MISSIONARI
Signore Gesù Cristo, Tu hai preparato gli apostoli, con meravi­gliosa pazienza, alla loro alta missione e li hai inviati come i tuoi più cari amici, noi ti preghiamo per i messaggeri del Vangelo, sacerdoti e fratelli, uomini e donne, che oggi prestano la loro opera al tuo servi­zio presso popoli lontani e che per te lavorano e soffrono.
Sii Tu per loro maestro e amico. Dona loro i sette doni dello Spi­rito santo. Amen.
5. PREGHIERA DEGLI EX SACERDOTI E CONSACRATI
Divino Eterno Sommo Sacerdote, Signore e Salvatore, Tu un gior­no mi scegliesti fra migliaia e mi dicesti: "Non ti chiamo più servo, ma amico!". Ora che ho abbandonato il sentiero stretto che conduce alla vita eterna per scegliere in cambio la strada larga che porta alla per­dizione, abbi pietà di me. Donami luce, pentimento, donami umiltà e forza, perché non vada perduto in eterno.
Madre celeste, Maria, Rosa Mistica, Madre della misericordia e Ri­fugio dei peccatori, impetrami luce, rompi la potenza delle tenebre, calpesta il capo al serpente antico, aiutami a ritornare al Cuore del tuo Divin Figlio.
Aiutami a riparare in umiltà e fiducia, facendo valere le tue ma­terne lacrime di salvezza.
Santi angeli, voi potenti combattenti, con la forza del Dio eterno opponete resistenza all'assalto del cielo; soprattutto voi, miei cari pa­renti defunti, che siete già nella casa del Padre e voi tutti, santi sa­cerdoti e consacrati, pregate e supplicate perché io mi salvi, per la pietà e l'amore del Dio santo e trino. Amen.
6. A SAN MICHELE ARCANGELO
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta contro la malvagità e le insidie del diavolo. Glielo comandi Dio! Te ne preghiamo suppli­chevoli. E Tu, o principe delle schiere celesti, con la forza di Dio ri­caccia nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni, i quali girano per il mondo per far perdere le anime (Leone XIII).
7. A MARIA VINCITRICE DELLE POTENZE DELLE TENEBRE
Eccelsa Signora degli angeli, Tu hai ricevuto da Dio il potere e il compito di schiacciare la testa di Satana. Perciò ti preghiamo umil­mente, manda in nostro aiuto le tue legioni celesti, affinché dietro tuo ordine e mediante la tua potenza perseguitino gli spiriti maligni, li combattano ovunque e respingano i loro astuti attacchi e li precipitino negli inferi.
"Chi è come Dio?". Voi santi angeli e arcangeli, difendeteci e pro­teggeteci.
O buona e dolce Madre, Tu resterai in eterno il nostro amore e la nostra speranza. Madre di Dio, mandaci i tuoi santi angeli, affinché ci difendano e tengano lontano da noi il nemico maligno. Amen.
(Preghiera dettata dalla stessa Vergine Maria a P. Lodovico Edoar­do Cestac, fondatore dell'Ordine delle Serve di Maria (+1868 ad An­glet, Francia)
8. PER IL RINNOVAMENTO DELLA CHIESA
Signore Gesù Cristo, Tu ci hai chiamati per mezzo del Tuo Vica­rio sulla terra al rinnovamento degli spiriti.
"Il rinnovamento degli uomini però e la riconciliazione con Dio" sono, secondo le parole del Tuo Vicario, "un fatto che si compie so­prattutto nel profondo, nel santuario interiore dell'uomo".
Signore e Redentore, noi ti preghiamo umilmente, per mezzo del-
la tua Santa Madre "Rosa Mistica" mandaci il fuoco dello Spirito San­to che ci purifichi e rinnovi nel profondo della nostra anima ci risa­ni e ci santifichi e ci faccia apostoli del tuo regno di Amore. Amen.
9. INVOCAZIONI RIPARATRICI PER LA PROCESSIONE ALLE FONTANELLE E DAVANTI AL CROCIFISSO
Gesù e Maria, Voi ci avete amato tanto per chiamarci ad essere anime riparatrici. Oggi spontaneamente vogliamo consolare i Vostri Santissimi Cuori col riparare tutte le offese, che ricevono dagli uomi­ni ingrati.
Per le profanazioni eucaristiche perdonaci, o Signore.
Per le irriverenze nelle chiese perdonaci, o Signore.
Per gli oltraggi e i disprezzi dei tabernacoli, perdonaci, o Signore.
Per il disprezzo delle cose sacre perdonaci, o Signore.
Per l'abbandono delle chiese, perdonaci, o Signore.
Per i peccati di immoralità, perdonaci, o Signore.
Per le anime senza Dio, perdonaci, o Signore.
Per le bestemmie contro il Tuo SS. Nome perdonaci, o Signore.
Per l'indifferenza verso il tuo Amore, perdonaci, o Signore.
Per gli oltraggi verso la persona del Papa, perdonaci, o Signore.
Per il disprezzo verso i Vescovi e i sacerdoti, perdonaci, o Signore.
Per le bestemmie contro il nome di Maria, perdonaci, o Signore.
Per i disprezzi contro la sua Immacolata Concezione perdonaci, o Signore.
Per l'abbandono della venerazione a Maria perdonaci, o Signore.
Per i disprezzi contro le immagini di Maria perdonaci, o Maria.
Per l'abbandono del Santo Rosario, perdonaci, o Signore.
Per l'indifferenza all'amore materno di Maria perdonaci, o Signore.
10. INVOCAZIONI DI SUPPLICA
O Signore, concedi alla tua chiesa santi sacerdoti, ti imploriamo, Signore.
O Signore, donaci vocazioni religiose, ti imploriamo, Signore.
O Signore, donaci famiglie cristiane ti imploriamo, Signore.
O Signore, donaci giovani puri, ti imploriamo, Signore.
O Signore, donaci l'unione dei popoli, ti imploriamo, Signore.
O Signore, donaci la pace nelle anime ti imploriamo, Signore.
O Signore, donaci la carità fraterna ti imploriamo, Signore.
O Signore, donaci la pace nel mondo, ti imploriamo, Signore.

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